Quanta cura hai del tuo endometrio? Conosci tutte le attenzioni nutrizionali?

Parlando di fertilità e di gravidanza, sia quando questa arriva nel breve tempo che quando fatica ad arrivare, è doveroso porre l’attenzione all’endometrio, il tessuto che in primis dovrà accogliere l’embrione.

Cos’è l’endometrio e perché è così importante?

Durante il processo di fecondanzione l’embrione termina il suo viaggio appoggiandosi all’endometrio e successivamente produrrà dei prolungamenti che gli permetteranno di addentrarsi nel tessuto endometriale e da questo trarre nutrimento per la sua crescita.

Capite bene che è processo altamente importante poiché alterazioni strutturali e funzionali dell’endometrio possono comportare il distacco dell’embrione e quindi un aborto.

Quali sono le attenzioni nutrizionali?

L’alimentazione gioca sempre la sua parte nell’equilibrio metabolico e quindi nelle risposte organiche che si vengono a stabilire, è fondamentale tenere conto di questi aspetti:

Evitare un BMI eccessivo: il BMI (indice di massa corporea) indica se la donna è in normopeso, sovrappeso o obesità. Il sovrappeso / obesità, essendo caratterizzati da un eccesso di massa grassa comportano un aumento dello stato infiammatorio, situazione poco favorevole in qualsiasi contesto si voglia garantire un processo fisiologico. Pertanto se sei alla ricerca di una gravidanza ridurre il valore del tuo BMI potrebbe essere un indice a tuo favore.

Ridurre lo stato infiammatorio: oltre all’eccesso di massa grassa lo stato infiammatorio può essere conseguenza di un’ alimentazione poco bilanciata e di abitudini alimentari poco sane soprattutto se caratterizzate dall’eccesso di grassi saturi e zuccheri semplici (merendine, snack, fritti, bevande dolci, cioccolatini, dolci, prodotti da forno, grassi animali ecc). Migliora le tue abitudini alimentari per ridurre il carico infiammatorio causato dalle scelte alimentari.

Equilibrio degli zuccheri: alterazioni della gestione glicemica ai singoli pasti, nelle giornate, nelle settimane e nei mesi non sono un fattore favorevole per l’inizio di una gravidanza, soprattutto se questa ha difficoltà ad arrivare. Evita pasti abbondanti a base di soli carboidrati, sia a colazione che nei pasti principali ma garantisci un equilibrio aggiungendo una piccola quota di carne, pesce, legumi, latticini, uova e verdure in modo da garantire al tempo stesso varietà nutrizionale e apporto di nutrienti.

Detossificazione epatica: anche il fegato partecipa in questa danza, ti chiederai perché? Il fegato è tra gli organi deputati ai processi di detossificazione sia da tossine e scarti metabolici ma anche ormonali. Infatti sia gli estrogeni che il progesterone vengono eliminati a livello epatico. Alterazioni della funzionalità epatica possono non garantire il corretto equilibrio ormonale e quindi un disequilibrio tra estrogeni e progesterone può limitare l’instaurarsi di una gravidanza. Presta attenzione alle tue abitudini alimentari per inserire un maggior numero di alimenti funzionali al fine di ottimizzare tutti i processi naturali di detossificazione epatica.

L’equilibrio tra tutti questi fattori è alla base di un ottimale stato di salute dell’endometrio. Valutali singolarmente, hai cura di ognuno di loro?

Chiedi consiglio al nutrizionista per valutare sia mediante analisi del sangue che tramite le tue abitudini alimentari ogni singolo aspetto sopra citato e costruire un piano nutrizionale specifico per le tue esigenze.

Leggi questo articolo per conoscere anche come garantire una corretta crescita dell’ovulo e una corretta vitalità dello spermatozoo!

Usa la sezione contatti per richiedere maggiori informazioni.

Grazie per la lettura

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

Sí all’autosvezzamento, ma imparando i tagli sicuri

C’è stato un momento in cui lo svezzamento dei bambini era associato solo ed unicamente alle pappe pronte.

Complice la pubblicità, le industrie e il poco tempo, sulle tavole dei bimbi erano presenti solo omogeneizzati di tutti i tipi e per tutti i gusti. Si è perso così, sempre di più, il piacere della scoperta delle consistenze, la conoscenza degli alimenti, il provare nuovi sapori.

Per fortuna oggi, invece, sta ritornando il concetto di autosvezzamento. Si vedono sempre più bimbi alle prese con pezzetti di cibo tra le mani con la voglia di scoprire il piacere del cibo ed essere attivi in un momento così importante!

Cosa c’è di più bello?

Il tuo bimbo sta imparando a conoscere il cibo, ma anche sé stesso, perché ti ricordo che l’autosvezzamento non è mangiare dal piatto di mamma e papà ma è una vera scoperta del cibo, in ogni suo aspetto.

Cosa ti blocca dall’intraprendere questo tipo di percorso?

Parlando e confrontandoci con le nostre mamme, che hanno richiesto una consulenza o seguito un corso, ci siamo rese conto che oltre al risparmio di tempo per la velocità di preparazione, una delle cose che blocca i genitori dal seguire l’autosvezzamento è la paura del soffocamento.

È proprio su questa paura che le industrie hanno giocato creando baby food a prova di soffocamento: pappe cremose, vellutate, minestrine così sottili da sciogliersi in bocca. Nei primi mesi questo ti sembrerà fantastico, semplicemente una paura in meno!

Ma più il bimbo cresce, più ti renderai conto che oltre agli omogenizzati il tuo bimbo non mangia nulla, se trova un pezzetto nel suo piatto lo sputa e non mangia più nulla.

Qui ti troverai ad affrontare un’altra paura: il mio bimbo non vuole mangiare!

E allora, perché non evitare tutto questo imparando semplicemente quale è il giusto modo di offrire gli alimenti ad un bimbo che si sta approcciando allo svezzamento?

Lo scopo di questo articolo è proprio questo: cercare di rendere questo momento il più sereno possibile dandoti tutti gli strumenti. Fatta questa doverosa parentesi, devi sapere che ci sono 3 criteri per valutare quanto pericoloso potrebbe essere un alimento:

FORMA: gli alimenti tondi o cilindrici non possono essere offerti così come sono, ma devono essere tagliati, in relazione all’etá, poiché se aspirati possono ostruire completamente il passaggio dell’aria.

DIMENSIONI: gli alimenti non devono essere né troppo piccoli né troppo grandi, infatti, i primi potrebbero essere ingeriti senza che il bimbo riesca a masticarli finendo nelle vie respiratorie, i secondi potrebbero essere ancora troppo difficili da gestire non avendo completa capacità di masticazione.

CONSISTENZA: se l’alimento messo tra pollice e indice si spappola è un alimento idoneo!

Lo che però questo non ti basta e se sei arrivata fino a qui non fermarti, continua nella lettura, perché ti stiamo per fare un elenco di cibi che possono trarre in inganno e alla quale devi stare molto attenta.

ALIMENTI MOLLI O SCIVOLOSI: il bimbo potrebbe non essere pronto nella gestione di questi alimenti poiché, senza che lui se ne accorga, potrebbero scivolare nelle vie aeree:

Uva (rimuovere i semi e tagliarla nel senso della lunghezza,

Ciliegia (rimuovere il nocciolo e tagliare in quattro parti),

Mozzarella (tagliare in piccoli pezzi. EVITARE di aggiungerla a piatti caldi perché potrebbe creare un effetto ‘’colla’’)

–  Pomodorini e olive (tagliare in quattro parti e se necessario, poi, in pezzetti più piccoli)

Kiwi (tagliare nel senso della lunghezza e poi in pezzi più piccoli. NO al taglio a rondelle)

ALIMENTI SOLIDI E SEMISOLIDI:

Gnocchi (prenderli singolarmente e tagliarli in 4 o 6 parti, offrendo al bimbo un pezzettino alla volta. EVITA di abbinarli a formaggi che potrebbero dare l’effetto ‘’colla’’),

Pasta, evita le penne, potrebbero generare effetto cannuccia, preferisci i fusilli!

ALIMENTI DURI E SECCHI: Avendo una dentizione incompleta faranno più fatica con questi alimenti:

Carote (tagliate nel senso della lunghezza e poi in pezzi più piccoli. NO taglio a rondella).

Finocchi/sedano (Cuocerli prima. Eliminare i filamenti. Tritarli)

–  Insalata (tagliarla a striscioline)

–  Arachidi/noci/frutta a guscio (sminuzzare in piccoli pezzi o tritare finemente)

ALIMENTI APPICCICOSI O COLLOSI: La loro consistenza fa si che aderiscano alle vie aeree rendendo difficile la loro rimozione quando inalati:

Carne o pezzi di formaggio (tagliare in piccoli pezzi), Prosciutto crudo (rimuovere il grasso e ridurre in piccoli pezzi),

Burro/formaggi densi (spalmare sul pane. EVITARE di darlo con il cucchiaino)

Pesca/prugna/susina (rimuovere il nocciolo e tagliare in piccoli pezzi. Nel primo anno meglio darli frullati o sotto forma di omogeneizzati),

Banana (sorvegliare il bimbo evitando che faccia pezzi troppo grandi. NO a rondelle o tagliata a metà, SI a striscioline)

ALIMENTI COMPRIMIBILI E GOMMOSI: Possono scivolare nelle vie aeree prima di essere opportunamente masticati ed inoltre sono tutti alimenti fortemente sconsigliati dal Ministero della Salute fino all’età di 4/5 anni:

–  Caramelle dure e gommose

Gelatine, Marshmallow, Gomme da masticare

Popcorn.

Sperimentate questi tagli e provate ad offrirli ai vostri figli e ricordate che se voi siete sereni e tranquilli lo saranno anche i vostri bimbi, al contrario una vostra sensazione di insicurezza verrà percepita dal bambino e potrebbe rifiutare il cibo, non perché non è di suo gradimento ma perché non ha percepito sicurezza da chi per lui in quel momento è l’ancora di ogni azione e scoperta.

Scopri sul sito tutti i servizi dedicati ai genitori e al loro ruolo nell’educazione alimentare dei propri figli e della famiglia che verrà, oppure nella sezione contatti scrivici per ricevere tutte le informazioni necessarie.

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello in collaborazione con dott.ssa Sara Falcone

Conosci i benefici dell’allattamento? Eccone 3 per la mamma e 3 per il bambino!

“Vorrei allattare però … il lavoro”

“Chissà se riuscirò ad allattare!”

Nella società di oggi mamma e bambino trovano sempre meno spazio nell’affrontare i cambiamenti che apportano i primi mesi dopo la nascita.
Il periodo dell’allattamento, soprattutto nei primi tempi, richiede calma, tranquillità, pazienza; bisogna accettare e comprendere i bisogni e i tempi del bambino.
Invece, oggi sono richiesti tempi veloci, organizzazione rapida e indipendenza; non viene dato il tempo necessario alla mamma e al proprio bambino di conoscersi e questo si trasforma in ansie, frustrazione e incertezze.


È da qui che le donne hanno iniziato ad allontanare sempre prima i loro bambini dal seno perché questo permette di essere più ‘’libere’’, tanto qualsiasi latte prende basta che mangia e cresce.


Ma è davvero così?
Ci sono, ovviamente, alcune condizioni che impediscono alla mamma di allattare e in questo caso il latte in formula può essere un’alternativa adeguata, se pur non presenterà mai completamente tutte le caratteristiche del latte materno.


La caratteristica più bella ed affascinante data al latte materno è che è ‘’VIVO’’.
Si hai capito bene.
È vivo perché cambia la sua composizione rispetto alla necessità del bimbo, al momento della giornata e della poppata, garantendo il corretto apporto di fabbisogni e benefici.


Tra i benefici che il latte materno vanta nei confronti del bambino i 3 che vogliamo portare alla vostra attenzione sono:
1) Riduzione del rischio di infezione e infiammazione : funge da protezione immunitaria, infatti contiene anticorpi e globuli bianchi che lo rendono capace di contrastare gli agenti patogeni. Inoltre, la presenza di lattoferrina e lisozima favorisce la proliferazione dei batteri intestinali che eliminano i virus causa di gastroenteriti)

2) Migliore equilibrio nutrizionale: Contiene tutti i nutrienti necessari lipidi, proteine, Sali minerali, vitamine, acqua, zuccheri in proporzione e quantità giusti rispetto alle necessità e al momento di crescita del bambino.

3) Riduzione dello sviluppo di sindrome metabolica in età adulta
(ha un ruolo preventivo nell’insorgenza di queste patologie in quanto l’apporto di grassi segue i bisogni del bambino, infatti i grassi compaiono al suo interno verso la fine poppata. La presenza di omega 3, inoltre, aiuta a prevenire la risposta autoimmune associata al diabete di tipo 1.


Ma i benefici dell’allattamento riguardano solo il bambino?
Assolutamente no!
Si è soliti concentrare l’attenzione solo sul bambino e su ciò che fa bene a lui, ma in realtà l’allattamento ha numerosi benefici anche per la mamma.


I 3 che abbiamo scelto sono:
1) Riduzione per la predisposizione del tumore alle ovaie e al seno, alcuni studi hanno dimostrato che la mammella durante la gravidanza subisce delle trasformazioni che solo durante l’allattamento portano alla sua maturazione; in questo modo la cellula diventa più resistente e meno incline a subire mutazioni che possono portare al tumore. Inoltre, l’allattamento blocca del tutto o in parte la formazione degli ormoni ovarici, quindi le ovaie sono a riposo, i livelli di estrogeni più bassi e questo può essere sinonimo di protezione contro entrambi i tipi di carcinomi)

2) Riduzione della predisposizione alla depressione post-partum, è stato visto che nelle mamme che allattano i propri bimbi il rischio di insorgenza di depressione diminuisce del 50%. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che durante la produzione del latte materno si ha una maggiore produzione di endorfine, anche definite ‘’ormoni del buon umore’’ e come conseguenza si ha una diminuzione dei livelli di stress.


3)L’assenza del ciclo, inoltre, permette un rapido recupero e quindi una giusta quantità di macro e micronutrienti
(il ritorno del ciclo mestruale successivamente al parto è soggettivo e può variare da donna a donna. Si è visto, però, che nelle donne in allattamento il ciclo mestruale ritorna in tempi più lunghi rispetto alle donne che non allattano e questo permette loro un recupero maggiore)


Nel momento in cui non ci sono controindicazioni, guardate all’allattamento come un momento vostro, che aiuta a rafforzare la diade mamma – bambino  e al contempo è un investimento di salute per entrambi.

E tu cosa ne pensi a riguardo

Ti aspetto nei commentia

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello Biologa Nutrizionista e Sara Falcone Biologa nutrizionista.

Difficoltà al concepimento: quanto sostieni l’equilibrio nutrizionale dell’ovulo e dello spermatozoo?

Stimolazioni, pick up, analisi, test, PMA, dopo prove su prove e tentativi vari, quest’ultima arriva nella tua vita come un’ esplosione. Diversi possono essere i motivi che ostacolano il concepimento (infertilità genetica, infertilità immunologica, ostruzione delle tube, patologie dell’utero, cicli anovolutari) e questi sono sempre i primi fattori ad essere analizzati ed esclusi.

Ma quando tutto procede bene quali sono i fattori da tenere in considerazione per supportare correttamente la fertilità?

Faccio un salto indietro:

I protagonisti di questo scenario sono diversi, lo spermatozoo, l’ovulo e l’endometrio in questo articolo parleremo dell’ovulo e dello spermatozoo perché è necessario partire dalle cellule primordiali affinché siano “in forma” e capaci di supportare tutti i cambiamenti cui andranno incontro in un ambiente al quanto confortevole (l’endometrio) capace di accoglierli e custodirli, di quest’ultimo ne parleremo nel prossimo articolo.

LA SALUTE DELLO SPERMATOZOO:

Lo spermatozoo deve avere un unico prerequisito, la motilità e questa viene garantita integrando nella propria alimentazione:

alimenti ricchi di zinco (mandorle, semi di zucca, quinoa, funghi, uova ecc)

vitamina D (pesce, latticini, avocado, uova ecc).

– è importante assicurarsi la presenza di anti – ossidanti quali vitamina C ed E, poiché eliminano i radicali liberi e garantiscono una produzione ottimale di energia necessaria al movimento.

– un alimentazione ricca di grassi saturi e zuccheri non garantisce la corretta motilità

– il sovrappeso, il fumo, l’alcol e la sedentarietà, sono tutti fattori dello stile di vita su cui è importante agire in senso positivo.

LA SALUTE DELL’OVULO

Dall’altra parte è presente la cellula uovo che necessita di altrettanti nutrienti in particolare:

grassi buoni della serie Omega-3 ( salmone, sgombro, noci, mandorle, olio e semi oleaginosi, avocado)

vitamine del gruppo B e ferro ( verdure a foglia verde, cereali, legumi, frutta secca) poiché garantiscono il corretto metabolismo cellulare e le future replicazioni cellulari

zinco e vitamina D, assicurano supporto al sistema immunitario ma anche …

stile di vita attivo, effettua ogni giorno almeno 10000 passi, questo garantisce un lavoro costante sulla gestione metabolica e sul controllo del sistema cardiovascolare, importante soprattutto durante le fasi di annidamento dell’embrione nell’endometrio.

– riduzione del consumo di alimenti ricchi di grassi saturi ad alto potere infiammatorio (merendine, snack, salati, pizze, dolci, fritti ecc)

COSA FARE?

Assicuratevi che la vostra alimentazione contenga a sufficienza questi nutrienti e che ci sia una varietà tale da ruotarli in maniera corretta durante la settimana.

Chiedi sostegni ad un professionista della nutrizione per costruire insieme un piano nutrizionale dedicato, specifico per le tue o vostre esigenze nutrizionali.

Nel prossimo articolo valuteremo l’ambiente, ovvero l’endometrio, la casa che accudirà l’ovulo fecondato, quali caratteristiche deve avere e come arrivare al momento della fecondazione con un endometrio in salute.

Quali sono i suggerimenti nutrizionali?

Come l’alimentazione può essere di supporto?

Vi aspetto nel prossimo articolo!

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

Ma il caffè? Quanto assumerne? Quali i benefici?

Caffè, non vivo senza! Caffè, dove sei!

Posso continuare a prenderlo?

Quanti ne posso prendere?

Io uso il dolcificante non metto lo zucchero!

Posso prenderlo con il latte!

Queste le domande più frequenti quando si intraprende un percorso nutrizionale e si ha paura di dover rinunciare al caffè!

Il momento del caffè è una pausa, una coccola e rinunciarvi, in alcuni casi, può essere un vero problema poiché rappresenta un momento in meno da dedicare  se stessi!

Ma scopriamo insieme tutti i segreti del caffè!

1) Cos’è il caffè e cosa contiene:

Il componente più noto è la caffeina, una sostanza dal sapore amaro, con notevoli benefici se assunta nelle giuste quantità (300mg / gg) sul sistema nervoso, endocrino e cardiovascolare, in particolare:

Azione lipolitica (brucia grassi) poiché stimola la funzionalità tiroidea

Azione di vasocostrizione e stimolazione a livello cerebrale

Contrasta gli stati dolorosi

Riduce la sensazione di fame

È una sostanza psicoattiva, capace di attraversare la barriera ematoencefalica e per questo in grado di farci sentire più attivi e concentrati dopo l’assunzione.

Il caffe non contiene nutrienti ( grassi, proteine e carboidrati) poiché per la maggior parte si perdono durante la tostatura.

Un suo eccesso invece può essere causa di:

Eccessiva diuresi

Nervosismo e insonnia

Irritazione gastro-intestinale

2) Quanti caffe si possono assumere:

La dose giornaliera massima consentita di caffeina è di circa 300mg che corrisponde a 2-3 tazzine di caffè ( a seconda se viene fatto con macchina espresso o capsule/cialda)

3) Come si può assumere:

Come preferite!

Se gradite il caffè con lo zucchero e ne assumere 2-3 al giorno, un cucchiaino di zucchero è possibile aggiungerlo, a patto che nella giornata non vi sia un eccesso di zuccheri da altri alimenti (yogurt alla frutta, merendine, dolcetti, snack, cioccolatini ecc)

Con il dolcificante? A patto che non pensiate di fare qualcosa di “dietetico” il dolcificante può essere usato ma con moderazione, non apporta calorie ma un eccesso può infastidire l’intestino causando meteorismo e gonfiore.

Amaro? Non deve essere una punizione ma una scelta di gusto, se lo gradite amaro potete, durare la giornata, assumere lo zucchero da altre fonti (yogurt, cioccolatini, biscotti, snack ecc)

Con il latte? Se non avete stati infiammatori gastro-intestinali o una sensibilità al lattosio/ proteine del latte potere continuare ad effettuare la vostra colazione con il cappuccino!

4) Quando è preferibile evitare:

Il caffè va evitato in caso di gastrite o reflusso, malattie infiammatorie croniche dell’intestino, in relazione alla gravità della patologia.

Si consiglia di assumere massimo una tazzina di caffè durante la gravidanza e allattamento.

In caso di ipertensione, disturbi cardiovascolari e osteoporosi, si consiglia l’assunzione minima di una tazzina al giorno.

Quanti caffè assumi? Ti aspetto nei commenti per chiarire ogni tuo dubbio!

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

Ma i fritti?! Si possono mangiare?

Cotoletta, patatinefritte, fritto misto, arancini, frittelle dolci, zeppole prima o poi il giorno del fritto arriva!

E cosa fai?
Rinunci ? Così poi lo penserai tutta la notte
– Lo mangi ? Così poi avrai i sensi di colpa anche il giorno dopo
Lo mangi. Senza se e senza ma perché sei consapevole che non esistono alimenti si e o no, ma esistono frequenze e quantità con cui consumare gli alimenti nel corso della settimana.

Il fritto piace, piace a tutti per le sue caratteristiche di croccantezza e sapore.

Ma davvero fa male? È grasso?
Questo dipenderà dalla modalità di frittura, che tengono conto di:


Giusta scelta dell’olio: la scelta è varia dall’olio di oliva all’olio di semi (girasole, noci, sesamo) ognuno ha un proprio punto di fumo, ovvero la T° a cui rilasciano fumi, dall’odore sgradevole e con sostanze tossiche. L’olio di oliva per quanto possa essere più nutriente e pregiato ad alte temperature perde nutrienti, pertanto nel rispetto del proprio punto di fumo vs bene un qualsiasi olio monoseme.


Temperatura specifica: mai friggere sotto i 160° e superiore ai 190° in modo da evitare il raggiungimento del punto di fumo, T° alla quale vengono rilasciate sostanze tossiche. Utilizzate un termometro da cucina per assicurarvi la corretta temperatura. Questo range di T° permetterà la corretta formazione della crosticina esterna che limiterà l’ingresso di olio e quindi un maggior apporto calorico!


Preparazione del cibo: il cibo non va mai cotto surgelato! Lasciatelo scongelare correttamente in modo da perdere l’acqua in eccesso e potete infarinarlo, pastellarlo o impararlo!


Conservazione dopo la cottura: il fritto si mangia al momento, gustatelo per assicurarvi il piacere della croccantezza ed evitate di riscaldarlo il giorno successivo! Il passare del tempo farà accumulare sostanze tossiche.


Queste attenzioni permetterano innanzitutto la formazione della crosticina esterna sull’alimento e questo a sua volta eviterá la trasformazione dell’olio in sostanza dannose, l’ingresso di olio e quindi di grassi nell’ alimento.

Quante volte si possono consumare gli alimenti fritti?
Se si tiene conto di queste attenzioni, in assenza di stati patologici che necessitano l’evitamento, è possibile consumarli anche 2-3 volte al mese, nel contesto di un’ alimentazione sana e bilanciata nei restanti giorni!

Vi ricordo che la sana alimentazione non è mangiare in bianco, scondito e bollito, la sana alimentazione è l’arte di saper mangiare tutto, seguendo le indicazioni scientifiche !

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

III ° Trimestre di gravidanza: quale il ruolo dell’alimentazione?

Ci siamo quasi: l’ultimo trimestre di gravidanza, dove l’unico pensiero nella testa di una mamma è che presto avrà tra le braccia il suo piccolo. 

Quali sono le attenzioni nutrizionali da mettere in pratica per quest’ultimo periodo? 

Se siete nostre lettrici avrete già letto l’articolo sulle necessità nutrizionali legate al primo trimestre di gravidanza, se non lo avete fatto leggete questo e poi correte a leggerlo (leggi l’articolo)

Per prima cosa, è importante sapere che il terzo trimestre è così suddiviso:

  • 7° mese: dalla settimana 26 + 3 giorni alla settimana 30 + 4 giorni
  • 8° mese: dalla settimana 30 + 5 giorni fino alla settimana 35
  • 9° mese: dalla settimana 35 + 1 giorno fino al termine

Il vostro corpo è cambiato e sta continuando a cambiare, vi sentite diverse, felici, ma diverse. 

È tutto normale. Cosa succede?

  1. Il peso aumenta, i movimenti si fanno sempre più complicati e aumentano i dolori alla schiena
  2. Compare il gonfiore dovuto alla ritenzione idrica e alla pressione del feto sull’apparato digerente, infatti, spesso può comparire bruciore di stomaco e problemi di digestione
  3. Il sonno inizia a salutarci… Sarà perché ci si deve abituare alle notte insonni con il bambino?
  4. Il bimbo cresce, l’utero si espande e spinge gli organi interni verso l’alto causando una sensazione di pressione
  5. il bagno deve essere sempre a portata di mano! Il feto si sposta verso il basso causando una sensazione di peso sulla vescica e aumenta la frequenza di minzione

Tutti questi fastidi però si dimenticano pensando che il viaggio sta’ per terminare e ne inizierà uno ancora più bello. 

Ma dal punto di vista alimentare? La fame aumenta e con la scusa delle ‘’voglie’’ e del mangiare per 2 spesso si esagera. 

Di fondamentale importanza è la valutazione del BMI pre-gravidico, ovvero quel valore che ci indica se il soggetto è normopeso, sottopeso oppure sovrappeso; questo servirà poi a valutare, insieme ad un professionista della nutrizione, l’andamento del peso e di quanto questo può aumentare durante l’intera gravidanza. 

Tra i nutrienti importanti in questo periodo presta attenzione a garantire :

  • Corretto apporto proteico: in questo trimestre vi è un notevole incremento dell’apporto per garantire la corretta crescita delle strutture corporee del feto che avviene molto velocemente. 

Le ritroviamo in latte, carne, pesce, uova, formaggi e legumi.

  • Ferro, anche questo richiede un incremento nutrizionale, in quanto serve sia alla mamma aumentando il numero di globuli rossi, sia al feto che deve produrre emoglobina. Lo troviamo in carne e pesce (in cui si trova la forma di ferro più facilmente assimilabile) e in legumi, uova e verdura a foglia verde (dove è presente la forma di ferro meno assimilabile) a cui si consiglia di abbinare sempre alimenti ricchi di vitamina C per garantirne un corretto assorbimento ( fragole, kiwi, limone, arancia). 
  • Omega 3, sono grassi i saturi, importanti per lo sviluppo del cervello e della retina. La miglior fonte è il pesce, l’olio di oliva, le noci e le mandorle. Inoltre, sono importanti per diminuire gli stati infiammatori e si è visto che in questo caso condire il pesce con olio extravergine di oliva aiuta a potenziare questo effetto. 
  • Fibre, anche se non apportano calorie, non forniscono sostanze utili al feto assunte nelle giuste quantità mantengono in salute l’intestino contrastando la stitichezza, probabile disturbo che potrebbe verificarsi nell’ultimo trimestre. 
  • Vitamina A, importante per lo sviluppo cellulare e per il funzionamento del sistema visivo. Si trova in frutta e verdura di colore arancione (carote, zucca, albicocca), verdure verdi, uova e latte.
  • Vitamine del gruppo B, partecipano a numerose reazioni metaboliche. Si trovano in pesce, carne, uova, cereali integrali, verdure verdi, legumi, frutta secca.
  • Vitamina E, antiossidante naturale. Presente in cereali integrali, verdure verdi, frutta secca, olio extravergine di oliva.
  • Potassio, contribuisce a modulare la pressione arteriosa (che in questo periodo potrebbe subire delle variazioni) ed è un minerale essenziale per l’organismo. È contenuto in cereali integrali, frutta fresca e verdure verdi. 

Ricordatevi che, come per ogni altra persona e forse in questo periodo di più, l’alimentazione è fondamentale in quanto garantisce la presenza dei giusti nutrienti necessari a sostenere il corpo in un processo così importante. L’alimentatore deve essere sana, varia ed equilibrata perché non solo siete responsabili di voi stesse ma siete responsabili anche del futuro nutrizionale del vostro bambino. 

Infatti, è già da questo periodo che il vostro bimbo inizierà a conoscere i sapori di ciò che mangiate grazie al liquido amniotico e durante i 9 mesi di gestazione e a seguire si delineano anche quelle sono le eventuali predisposizioni a malattie in età adulta, soprattutto se per queste vi è già una predisposizione familiare. 

Non privatevi di nulla e per soddisfare al meglio le necessità e i fabbisogni chiedi una consulenza al tuo Nutrizionista, nella sezione contatti puoi richiedere tutte le informazioni necessarie.

A cura di dott. ssa Mariaconcetta Cariello in collaborazione con la dott. ssa Sara Falcone

Come prendersi cura della salute gastrica ed evitare disturbi?

I disturbi digestivi colpiscono una percentuale molto alta di persone, le cause possono essere sia di natura alimentare che comportamentale.

Nonostante le innumerevoli visite dal gastroenterologo con le infinite liste di alimenti da evitare puntualmente ritorna il fastidio gastrico, che sia un bruciore, dolori, reflusso, sensazione di gonfiore, possono rappresentare un limite alla qualità della vita.

Vediamo insieme alcune norme comportamentali e alimentari da rispettare per evitare l’insorgenza di questi disturbi e garantire una corretta funzionalità gastrica:

– Preferisci il consumo di alimenti ad azione lenitiva tali da non infiammare le pareti gastriche tra questi in particolare il riso basmati, il miele, le vellutate di legumi o verdure prima dei pasti proprio perché vanno a garantire una protezione alla parete dai succhi gastrici, ma anche la pera o la banana.

– Evita le uova sode, perché richiedono lunghi tempi di digestione, così come i grassi animali sottoposto a lunga cottura ( brodi i sughi di carne), menta e cioccolato perché irritanti così come l’aglio e la cipolla.

– Preferisci cotture semplici degli alimenti quali al vapore o spadellate poiché renderai la digestione più semplice e veloce

– Allo stomaco piace la regolarità sia nel tempo che nelle quantità pertanto evita di mangiare in alcune giornate alle 13 altre alle 15 così come nelle quantità evita di mangiare alcune giornate pasti super abbondanti e in altre magari saltare i pasti. Queste variazioni di orari e volume non garantisce una corretta funzionalità gastrica che nel lungo tempo si può alterare.

– Lo stomaco altrettanto non gradisce temperature troppo alte o troppo basse, evita brodini, carne o altri alimenti troppo caldi così come acqua fredda o altre bevande con una temperatura troppo bassa

Tutte queste variazioni nel lungo tempo tendono ad infiammare le pareti gastriche, ed essere causa di disturbi.

Ricorda inoltre che una corretta funzionalità gastrica garantisce il trasferimento dei nutrienti correttamente elaborati all’intestino. Se lo stomaco non funziona in maniera ottimale potrebbe trasferire alimenti tal quali e l’intestino non conoscendo tali alimenti tende a fermentarli o mandarli in putrefazione e questo comporterà non solo disturbi gastrici ma anche intestinali.

Abbi cura del tuo apparato digerente!

A partire dalla bocca è lì che inizia la prima digestione, mangia con calma, senza fretta e mastica bene, renderai il lavoro dello stomaco molto più semplice!

L’utilizzo di anti-acidi o farmaci vanno utilizzati in caso di estrema necessità e non come abitudine o palliativo. Il farmaco tamponerà quella situazione momentaneamente ma se c’è una predisposizione bisogna agire e lavorare a monte sia sulle abitudini alimentari che sullo stile di vita!

Se hai domande o dubbi in merito, puoi lasciare un commento o scrivermi dalla sezione contatti !

Ti aspetto !

A cura della dott.ssa Mariaconcetta Cariello

E’ vero che l’alimentazione può ritardare l’invecchiamento della pelle?

Tutte le donne, prima o poi hanno pensato di acquistare una crema per contrastare, attenuare o ritardare i primi segni del tempo , ma sarà così?

È sufficiente una crema per contrastare l’invecchiamento della pelle?

Quali altre strategie puoi mettere in atto per prevenire l’invecchiamento della pelle?

Partiamo con il dire che l’invecchiamento cellulare è un processo fisiologico dettatp da una riduzione nel tempo della produzione di cellule, nel caso specifico i fibroblasti e cheratinociti rispettivamente impiegati nella produzione di collagane ed elastina, molecole funzionali per la forza, l’elasticità e la resistenza della pelle, e nella rigenerazione continua dell’epidermide. A questo si associano i danni causati dallo stress ossidativo, in particolare l’accumulo di radicali liberi e da uno stile di vita errato, includendo sia le abitudini alimentari che altri fattori dalla skin-care, alle creme ecc..

Andiamo per ordine.

COME È STRUTTURATA LA PELLE?

La pelle si compone di 3 strati:

Epidermide: è lo strato più esterno che si rinnova ogni 28 gg, suddiviso in altrettanti 4 strati, di cui l’ultimo, lo strato basale, è ricco di cellule staminali, che differenziano in cheratinociti che ciclicamente replicano e rinnovano il tessuto.

Derma: è lo strato in cui sono presenti i vasi sanguigni, il follicolo pilifero e i fibroblasti, cellule responsabili della produzione di collagene, elastina e altre molecole strutturali, capaci di garantire forza, elasticità e resistenza alla pelle.

Strato sottocutaneo: È formato da tessuto adiposo, la cui funzione è quella di sintetizzare ormoni e garantire il mantenimento della temperatura corporea.

Da qui capiamo che lo strato funzionale è il derma! E’ lì che bisogna agire, è lì che bisogna fare prevenzione perchè come abbiamo visto, l’invecchiamento è dettato dalla riduzione del numero di fibroblasti e quindi riduzione di collagene proprio nello strato del derma.

Quali sono gli alimenti utili per la pelle?

Per quanto le creme possano essere di supporto purtroppo, la maggior parte arriva solo al secondo strato dell’epidermide, ovviamente ci sono alcune sostanze specifiche in grado di raggiungere il derma e anche in relazione al loro stato chimico e grandezza. Pertanto è necessario NUTRIRE le cellule della pelle dall’interno, è necessario fornire i nutrienti essenziali al loro sostentamento, in particolare:

Zinco e Selenio: poiché oltre all’elevata capacità anti ossidante e quindi contrastano la produzione di radicali liberi.sono importanti per la proliferazione e differenziazione dei cheratinociti. Inoltre il selenio protegge dai raggi UV-B. Li ritroviamo in legumi, semi, frutta secca e pesce e carne.

Ferro: anche questo ha capacità antiossidante e favorisce l’ossigenazione tissutale del derma. Altamente presente in frutta disidratata, semi di zucca, fagioli, rucola, spinaci, lenticchie, cereali.

Vitamine A e C: per la loro capacità antiossidante, inoltre una loro carenza determina un assottigliamento della pelle, presente in kiwi, fragole, agrumi, peperoni, pomodori e cavoli.

Proteine: è importante assicurarsi un corretto apporto proteico giornaliero per garantire le continue replicazioni cellulari e il turn over cellulare. Inoltre la corretta quota proteica evita le lassità cutanee durante il dimagrimento.

Grassi delle serie omega 3-6 e 9: è utile assicurarsi anche un giusto apporto di questi grassi poiché hanno una funzione strutturale e di sostegno. Oltre a garantire il mantenimento del corretto equilibrio lipidico della pelle.

Acqua: è il nutriente essenziale per una corretta salute della pelle, una disidratazione si associa all’incremento dello stato infiammatorio e quindi accelerazione del processo di invecchiamento.

Come hai potuto leggere sono tanti gli alimenti in grado di supportare la salute della pelle in quanto agiscono direttamente sulla salute dei fibroblasti e produzione di collagene al fine di rallentare il processo di invecchiamento.

Prendi nota di tutti gli alimenti e integrali nella tua quotidianità, e vedrai quanto la tua pelle assumerà un aspetto radioso, tonico e giovane.

All’alimentazione puoi anche associare tecniche mediche, come ad esempio la radiofrequenza, che grazie ad uno stimolo di calore è in grado di raggiungere lo stato del derma e stimolare la funzionalità dei fibroblasti.

Insieme alla dott.ssa Nicole Franchi, chinesiologa, esperta di radiofrequenza presso il centro Postural Motion (MI), abbiamo tenuto una diretta Ig nella quale abbiamo discusso ampiamente tutti gli aspetti nutrizionali a sostegno di una buona salute della pelle e come questa possa essere potenziata dalla radiofrequenza. Rivedi qui la diretta e scrivici per qualsiasi informazione e soprattutto per ricevere la promozione dedicata! Hai tempo fino al 31 Dicembre!

Non perderla soprattutto se hai cura della tua pelle, affidala a mani sicure!

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

Credi anche tu in questi 5 FALSI MITI SULL’ALLATTAMENTO? Scopriamoli insieme

Finalmente il bimbo è nato e sta iniziando un’altra importante tappa importante dei primi mille giorni tra la mamma e il bambino, questa volta con il piccolo tra le braccia: l’allattamento. E’ un momento fondamentale tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo considera come un obiettivo prioritario di salute pubblica. Proprio per questo motivo deve essere difeso, sostenuto e promosso.  Chiunque si trova vicino ad una mamma si sente in diritto di dire la sua, ma spesso non tutto quello che viene detto è corretto. 

Quanti falsi miti hai sentito durante la gravidanza? Quante cose ti hanno detto di fare, non fare, non mangiare? evitare?

Beh, ti annuncio che anche per quanto riguarda l’allattamento ci sono credenze che vengono tramandate e falsi miti che vengono raccontati.  È bene che tu sappia quali sono e per questo abbiamo deciso di sfatarne 5.

  • Bevi birra che ti aiuta a produrre latte! FALSO.

Chi non ha sentito almeno una volta questa frase? Prima si riteneva che l’alcol avesse effetti benefici sulla produzione di latte e questa falsa credenza si è tramandata per molto tempo. Ma in realtà non è così.  La birra, così come tutte le bevande alcoliche, riduce la quantità di latte; questo perché, l’alcol contenuto al suo interno inibisce l’ossitocina, ormone che favorisce la fuoriscita di latte a seguita della suzione, e di conseguenza vi è una minor produzione di latte.

Inoltre, l’alcol potrebbe rendere sgradevole l’odore ed il sapore del latte, portando il bimbo ad assumerne di meno. Infatti, la quantità di alcol che passa nel latte è molto simile a quella che si trova nel sangue della mamma e il picco si ha dopo 30-60 minuti dall’assunzione. Si è visto infatti, da dati di letteratura, che dopo un’assunzione di 1-2 drink si ha una riduzione dell’assunzione di latte da parte del bambino del 20-23%, oltre a causare disturbi del sonno ed agitazione.

  • Evita le spezie e i cibi dal sapore troppo forte! FALSO.

La mamma che sta allattando non deve eliminare dalla sua alimentazione né le spezie, né alimenti dal sapore forte come ad esempio broccoli, cavolfiori, cipolla ma è importante consumare alimeti freschi, genuini, di qualità e condurre un’alimentazione varia ed equilibrata.

Il consiglio è quello di utilizzare questi alimenti far sì che il bimbo si abitui al loro sapore e nel momento in cui si passa all’alimentazione complementare (svezzamento)  questa può risultare più semplice, perché sarà più predisposto ad accettarli.  Infatti se hai utilizzato questi alimenti durante la gravidanza il tuo bimbo li conosce già, poiché li ha assaporati attraverso il liquido amniotico. 

Qualora, in seguito all’assunzione di questi alimenti, dovessi notare variazioni nella suzione riduci frequenza e quantità in quanto potrebbero modificare leggermente il sapore del latte.

  • Bevi latte che ti aiuta a produrne di più! FALSO.

Come per la birra, anche questa è una falsa credenza. La mamma che allatta non deve mangiare né più, né meno latticini, in particolare il latte, di quanto non fa una qualsiasi altra persona. L’importante come sempre è avere una dieta sana ed equilibrata che contenga tutti gli alimenti nelle giuste quantità e frequenze. 

  • Non fare attività fisica! FALSO.

L’attività fisica può essere fatta (quando è possibile), senza esagerare e meglio se sotto il controllo di un esperto. Aiuta a liberare endorfine che riducono i livelli di stress oltre ad essere un momento che la mamma può prendere per sé e per il suo benessere.  Al contrario di quel che si pensa, l’attività fisica non riduce la produzione di latte né modifica la composizione, anzi può aumentarla del 10%. 

I suggerimenti possono essere quelli di di bere molto per sopperire alla perdita di liquidi maggiore che si può avere durante l’allenamento ed effettuare degli spuntini abbondanti sia per il normale dispendio necessario per l’allattamento e sia per supportare correttamente il corpo durante l’attività fisica.

  • Mangia per due altrimenti non produci abbastanza latte! FALSO.

Agli occhi di molti questa cosa sembrerà strana ma la donna in allattamento non deve poi mangiare così tanto rispetto ad una donna che non si trova in questa condizione. Infatti, il surplus da dare ad una donna che si trova in questo periodo è semplicemente di 330-500Kcal in più rispetto al suo fabbisogno e nei primi sei mesi, dove può esserci un allattamento esclusivo, la produzione di latte può richiedere fino a 700Kcal. Questo incremento è da integrare in maniera bilanciata tra tutti i nutrienti con particolare attenzione alle fonti proteiche. 

Contatta un professionista della nutrizione per conoscere i tuoi fabbisogni e integrare correttamente tutti gli alimenti necessari al sostentamento di questo magico momento e non farti ingannare da questi falsi miti, ma vivi serenamente questo momento con la massima consapevolezza alimentare!

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A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello, in collaborazione con la dott.ssa Sara Falcone