Il mio bambino non mangia: cosa posso fare?

Nei primi anni di vita il rifiuto del cibo, soprattutto quello nuovo, è un momento normale poiché il bambino si approccia per la prima volta a gusti e consistenze differenti.

Ciò che fa la differenza è l’approccio genitoriale, infatti è fondamentale evitare una serie di azioni che possono influire il comportamento alimentare del bambino, ora ma anche e soprattutto in età adulta.

Ti svelo un segreto è un momento transitorio e seguendo alcuni consigli vedrai un atteggiamento nei confronti del cibo sempre in miglioramento ma se trascuri questo momento potrebbe diventare un abitudine.

Vediamo insieme alcune azioni importanti da fare:

1) essere attivi: ogni nuova azione affinché possa essere ben compresa necessita la pratica, la conoscenza, la fiducia, piuttosto che proporre ogni giorno un piatto in maniera passiva rendilo partecipe nella preparazione e nell’ organizzazione dei pasti, tieni conto dei suoi gusti, delle sue richieste e a fine pasto chiedi: cosa non va? Cosa non ti è piaciuto? Il sapore, il gusto , la consistenza e pianificate insieme un nuova modalità di preparazione.

2) il tuo parere conta: alla fine di ogni pasto è importante esprimere anche il tuo parere “queste polpette erano davvero buone e morbide, sei d’accordo?” Cosa risponde il vostro bimbo? È d’accordo? Disapprova? Indaga le sue sensazioni in relazione a quel cibo.

3) Perseveranza: eh sì non devi arrenderti al primo no, ma devi continuare!  Non eliminare gli alimenti meno graditi ma riproponili con regolarità durante la settimana sulla base delle indicazioni che hai ricevute nei precedenti punti. (Polpetta di zucchine non è stata gradita? Riprova con le zucchine al forno, con la crema di zucchine, con le zucchine gratinate)

4) Relax:  Lascia vivere il momento del pasto con serenità e senza ansia. Se tu genitore in prima persona ti approcci con ansia e agitazione al momento del pasto il bambino percepisce questa attenzione, devi essere partecipe, osservare e fare le tue valutazioni non dandoo eccessivo peso alle quantità, ma piuttosto chiedere se è sazio, se gradisce altri alimenti, ecc questo sposterà l’attenzione su quel cibo ma ti permetterà sempre di capire se il pasto è stato di gradimento o meno.

5) Fidati del tuo bambino: Non essere tu a decidere le quantità, lascia agire la sua capacità di auto regolazione! Sì, i bambini sanno quando è tempo di mangiare e quando sono sazi, chiedi per conferma ma se il bambino non gradisce cibo non forzarlo. Questo aumenterà ancora di più il suo disappunto.

Queste sono solo alcune delle buone indicazioni che potresti mettere in pratica nel momento in cui il bambino mangia meno e rifiuta alcuni alimenti.

L’alleanza con il tuo bambino e la presenza maggiore e attiva nel momento del pasto renderà questo momento più vitale e per quanto possa sembrarti senza fine vedrai che ogni giorno ci sarà una nuova conquista alimentare!

Per esporre i tuoi dubbi, raccontare la tua  esperienza e/o difficoltà, puoi scrivere all’indirizzo mail cuoredimamma.nutrizione@gmail.com 

Sarà un piacere ascoltare le tue necessità.

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

Benessere: un viaggio o una destinazione?

Le festività sono trascorse, e tra un “mi sento gonfia/o” “ho mangiato tanto” “avrei voluto assaggiare qualcosa di più” ci sono anche pensieri quali “dovrei mangiare meglio” “da domani inizio” “devo farlo per la mia salute”

Ecco la salute, questa destinazione tanto ambita e ricercata che spesso si fatica a raggiungere perché?

Nella frenesia della vita moderna, spesso ci troviamo a chiederci se il benessere, inteso come stato ottimale di salute fisica, mentale ed emotiva, se sia qualcosa da raggiungere o piuttosto un percorso in continuo divenire?

La verità è che il concetto di benessere è intrinsecamente legato sia alla meta da raggiungere che al viaggio che ci porta ad essa.

In questo articolo esploreremo il significato del benessere come viaggio e destinazione, e vedremo come la consapevolezza può fungere da bussola nel nostro cammino verso una vita più sana e appagante.

Benessere come destinazione

Molti di noi immaginano il benessere come una sorta di traguardo finale, una condizione stabile di felicità, soddisfazione e realizzazione. Desideriamo raggiungere uno stato di benessere ottimale, in cui ci sentiamo pienamente realizzati e in armonia con noi stessi e con il mondo che ci circonda.

Tuttavia, è importante ricordare che il benessere non è una condizione statica da raggiungere una volta per tutte. È piuttosto un obiettivo in evoluzione che richiede impegno costante e adattamento. Il benessere come destinazione può essere un faro che ci guida nel nostro percorso, ma è importante essere consapevoli che il viaggio stesso è parte integrante dell’esperienza.

Benessere come viaggio

Il viaggio verso il benessere è caratterizzato da una serie di tappe, sfide e momenti di crescita personale. Durante questo percorso, impariamo a conoscere meglio noi stessi, a identificare ciò che ci rende veramente felici e soddisfatti, e ad apportare cambiamenti positivi nella nostra vita. Questo viaggio non ha una destinazione finale definita, ma piuttosto è un cammino continuo di auto-esplorazione e miglioramento. È un viaggio che ci accompagna per tutta la vita, offrendoci l’opportunità di crescere, imparare e trasformarci nel corso del tempo.

La consapevolezza: la bussola di questo viaggio

Nel nostro cammino verso il benessere, la consapevolezza agisce come una bussola che ci guida attraverso le sfide e le opportunità che incontriamo lungo il percorso. La consapevolezza di sé, degli altri e dell’ambiente circostante ci aiuta a prendere decisioni più consapevoli e a vivere una vita più autentica e soddisfacente. Essere consapevoli delle nostre azioni, pensieri ed emozioni ci permette di adottare un approccio più equilibrato alla vita e di affrontare le sfide con resilienza e compassione.

Il ruolo dell’alimentazione

Un aspetto fondamentale del nostro viaggio verso il benessere è l’alimentazione. Ciò che mangiamo ha un impatto significativo sulla nostra salute fisica, mentale ed emotiva. Una dieta equilibrata e nutritiva fornisce al nostro corpo i nutrienti di cui ha bisogno per funzionare al meglio e sostiene il nostro benessere complessivo.

Una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi sani fornisce al nostro corpo le sostanze nutritive necessarie per mantenere un peso sano, sostenere il sistema immunitario e ridurre il rischio di malattie croniche.

Alcuni alimenti, inoltre, sono noti per il loro impatto sul benessere mentale ed emotivo. Ad esempio, cibi ricchi di omega-3, come il pesce, le noci e i semi, possono contribuire a migliorare l’umore e ridurre lo stress e l’ansia.

Essere consapevoli di ciò che mangiamo è essenziale per il benessere complessivo. La consapevolezza alimentare ci aiuta a prestare attenzione ai segnali di fame e sazietà del nostro corpo, a mangiare in modo intuitivo e a sviluppare una relazione più sana con il cibo e imparare a conoscerci un po’ di più in questo viaggio chiamato vita, per viverlo al massimo delle nostre potenzialità.

Se vuoi approfondire questi argomenti partecipa alla diretta Instagram in programma Mercoledì 10 Aprile alle ore 21:00 in collaborazione con la dottoressa Anna Calcaterra, psicologa clinica.

Una fantastica sorpresa ti aspetta per iniziare il tuo viaggio verso il benessere!

Non mancare!

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A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

Quanta cura hai del tuo endometrio? Conosci tutte le attenzioni nutrizionali?

Parlando di fertilità e di gravidanza, sia quando questa arriva nel breve tempo che quando fatica ad arrivare, è doveroso porre l’attenzione all’endometrio, il tessuto che in primis dovrà accogliere l’embrione.

Cos’è l’endometrio e perché è così importante?

Durante il processo di fecondanzione l’embrione termina il suo viaggio appoggiandosi all’endometrio e successivamente produrrà dei prolungamenti che gli permetteranno di addentrarsi nel tessuto endometriale e da questo trarre nutrimento per la sua crescita.

Capite bene che è processo altamente importante poiché alterazioni strutturali e funzionali dell’endometrio possono comportare il distacco dell’embrione e quindi un aborto.

Quali sono le attenzioni nutrizionali?

L’alimentazione gioca sempre la sua parte nell’equilibrio metabolico e quindi nelle risposte organiche che si vengono a stabilire, è fondamentale tenere conto di questi aspetti:

Evitare un BMI eccessivo: il BMI (indice di massa corporea) indica se la donna è in normopeso, sovrappeso o obesità. Il sovrappeso / obesità, essendo caratterizzati da un eccesso di massa grassa comportano un aumento dello stato infiammatorio, situazione poco favorevole in qualsiasi contesto si voglia garantire un processo fisiologico. Pertanto se sei alla ricerca di una gravidanza ridurre il valore del tuo BMI potrebbe essere un indice a tuo favore.

Ridurre lo stato infiammatorio: oltre all’eccesso di massa grassa lo stato infiammatorio può essere conseguenza di un’ alimentazione poco bilanciata e di abitudini alimentari poco sane soprattutto se caratterizzate dall’eccesso di grassi saturi e zuccheri semplici (merendine, snack, fritti, bevande dolci, cioccolatini, dolci, prodotti da forno, grassi animali ecc). Migliora le tue abitudini alimentari per ridurre il carico infiammatorio causato dalle scelte alimentari.

Equilibrio degli zuccheri: alterazioni della gestione glicemica ai singoli pasti, nelle giornate, nelle settimane e nei mesi non sono un fattore favorevole per l’inizio di una gravidanza, soprattutto se questa ha difficoltà ad arrivare. Evita pasti abbondanti a base di soli carboidrati, sia a colazione che nei pasti principali ma garantisci un equilibrio aggiungendo una piccola quota di carne, pesce, legumi, latticini, uova e verdure in modo da garantire al tempo stesso varietà nutrizionale e apporto di nutrienti.

Detossificazione epatica: anche il fegato partecipa in questa danza, ti chiederai perché? Il fegato è tra gli organi deputati ai processi di detossificazione sia da tossine e scarti metabolici ma anche ormonali. Infatti sia gli estrogeni che il progesterone vengono eliminati a livello epatico. Alterazioni della funzionalità epatica possono non garantire il corretto equilibrio ormonale e quindi un disequilibrio tra estrogeni e progesterone può limitare l’instaurarsi di una gravidanza. Presta attenzione alle tue abitudini alimentari per inserire un maggior numero di alimenti funzionali al fine di ottimizzare tutti i processi naturali di detossificazione epatica.

L’equilibrio tra tutti questi fattori è alla base di un ottimale stato di salute dell’endometrio. Valutali singolarmente, hai cura di ognuno di loro?

Chiedi consiglio al nutrizionista per valutare sia mediante analisi del sangue che tramite le tue abitudini alimentari ogni singolo aspetto sopra citato e costruire un piano nutrizionale specifico per le tue esigenze.

Leggi questo articolo per conoscere anche come garantire una corretta crescita dell’ovulo e una corretta vitalità dello spermatozoo!

Usa la sezione contatti per richiedere maggiori informazioni.

Grazie per la lettura

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

Sí all’autosvezzamento, ma imparando i tagli sicuri

C’è stato un momento in cui lo svezzamento dei bambini era associato solo ed unicamente alle pappe pronte.

Complice la pubblicità, le industrie e il poco tempo, sulle tavole dei bimbi erano presenti solo omogeneizzati di tutti i tipi e per tutti i gusti. Si è perso così, sempre di più, il piacere della scoperta delle consistenze, la conoscenza degli alimenti, il provare nuovi sapori.

Per fortuna oggi, invece, sta ritornando il concetto di autosvezzamento. Si vedono sempre più bimbi alle prese con pezzetti di cibo tra le mani con la voglia di scoprire il piacere del cibo ed essere attivi in un momento così importante!

Cosa c’è di più bello?

Il tuo bimbo sta imparando a conoscere il cibo, ma anche sé stesso, perché ti ricordo che l’autosvezzamento non è mangiare dal piatto di mamma e papà ma è una vera scoperta del cibo, in ogni suo aspetto.

Cosa ti blocca dall’intraprendere questo tipo di percorso?

Parlando e confrontandoci con le nostre mamme, che hanno richiesto una consulenza o seguito un corso, ci siamo rese conto che oltre al risparmio di tempo per la velocità di preparazione, una delle cose che blocca i genitori dal seguire l’autosvezzamento è la paura del soffocamento.

È proprio su questa paura che le industrie hanno giocato creando baby food a prova di soffocamento: pappe cremose, vellutate, minestrine così sottili da sciogliersi in bocca. Nei primi mesi questo ti sembrerà fantastico, semplicemente una paura in meno!

Ma più il bimbo cresce, più ti renderai conto che oltre agli omogenizzati il tuo bimbo non mangia nulla, se trova un pezzetto nel suo piatto lo sputa e non mangia più nulla.

Qui ti troverai ad affrontare un’altra paura: il mio bimbo non vuole mangiare!

E allora, perché non evitare tutto questo imparando semplicemente quale è il giusto modo di offrire gli alimenti ad un bimbo che si sta approcciando allo svezzamento?

Lo scopo di questo articolo è proprio questo: cercare di rendere questo momento il più sereno possibile dandoti tutti gli strumenti. Fatta questa doverosa parentesi, devi sapere che ci sono 3 criteri per valutare quanto pericoloso potrebbe essere un alimento:

FORMA: gli alimenti tondi o cilindrici non possono essere offerti così come sono, ma devono essere tagliati, in relazione all’etá, poiché se aspirati possono ostruire completamente il passaggio dell’aria.

DIMENSIONI: gli alimenti non devono essere né troppo piccoli né troppo grandi, infatti, i primi potrebbero essere ingeriti senza che il bimbo riesca a masticarli finendo nelle vie respiratorie, i secondi potrebbero essere ancora troppo difficili da gestire non avendo completa capacità di masticazione.

CONSISTENZA: se l’alimento messo tra pollice e indice si spappola è un alimento idoneo!

Lo che però questo non ti basta e se sei arrivata fino a qui non fermarti, continua nella lettura, perché ti stiamo per fare un elenco di cibi che possono trarre in inganno e alla quale devi stare molto attenta.

ALIMENTI MOLLI O SCIVOLOSI: il bimbo potrebbe non essere pronto nella gestione di questi alimenti poiché, senza che lui se ne accorga, potrebbero scivolare nelle vie aeree:

Uva (rimuovere i semi e tagliarla nel senso della lunghezza,

Ciliegia (rimuovere il nocciolo e tagliare in quattro parti),

Mozzarella (tagliare in piccoli pezzi. EVITARE di aggiungerla a piatti caldi perché potrebbe creare un effetto ‘’colla’’)

–  Pomodorini e olive (tagliare in quattro parti e se necessario, poi, in pezzetti più piccoli)

Kiwi (tagliare nel senso della lunghezza e poi in pezzi più piccoli. NO al taglio a rondelle)

ALIMENTI SOLIDI E SEMISOLIDI:

Gnocchi (prenderli singolarmente e tagliarli in 4 o 6 parti, offrendo al bimbo un pezzettino alla volta. EVITA di abbinarli a formaggi che potrebbero dare l’effetto ‘’colla’’),

Pasta, evita le penne, potrebbero generare effetto cannuccia, preferisci i fusilli!

ALIMENTI DURI E SECCHI: Avendo una dentizione incompleta faranno più fatica con questi alimenti:

Carote (tagliate nel senso della lunghezza e poi in pezzi più piccoli. NO taglio a rondella).

Finocchi/sedano (Cuocerli prima. Eliminare i filamenti. Tritarli)

–  Insalata (tagliarla a striscioline)

–  Arachidi/noci/frutta a guscio (sminuzzare in piccoli pezzi o tritare finemente)

ALIMENTI APPICCICOSI O COLLOSI: La loro consistenza fa si che aderiscano alle vie aeree rendendo difficile la loro rimozione quando inalati:

Carne o pezzi di formaggio (tagliare in piccoli pezzi), Prosciutto crudo (rimuovere il grasso e ridurre in piccoli pezzi),

Burro/formaggi densi (spalmare sul pane. EVITARE di darlo con il cucchiaino)

Pesca/prugna/susina (rimuovere il nocciolo e tagliare in piccoli pezzi. Nel primo anno meglio darli frullati o sotto forma di omogeneizzati),

Banana (sorvegliare il bimbo evitando che faccia pezzi troppo grandi. NO a rondelle o tagliata a metà, SI a striscioline)

ALIMENTI COMPRIMIBILI E GOMMOSI: Possono scivolare nelle vie aeree prima di essere opportunamente masticati ed inoltre sono tutti alimenti fortemente sconsigliati dal Ministero della Salute fino all’età di 4/5 anni:

–  Caramelle dure e gommose

Gelatine, Marshmallow, Gomme da masticare

Popcorn.

Sperimentate questi tagli e provate ad offrirli ai vostri figli e ricordate che se voi siete sereni e tranquilli lo saranno anche i vostri bimbi, al contrario una vostra sensazione di insicurezza verrà percepita dal bambino e potrebbe rifiutare il cibo, non perché non è di suo gradimento ma perché non ha percepito sicurezza da chi per lui in quel momento è l’ancora di ogni azione e scoperta.

Scopri sul sito tutti i servizi dedicati ai genitori e al loro ruolo nell’educazione alimentare dei propri figli e della famiglia che verrà, oppure nella sezione contatti scrivici per ricevere tutte le informazioni necessarie.

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello in collaborazione con dott.ssa Sara Falcone

Conosci i benefici dell’allattamento? Eccone 3 per la mamma e 3 per il bambino!

“Vorrei allattare però … il lavoro”

“Chissà se riuscirò ad allattare!”

Nella società di oggi mamma e bambino trovano sempre meno spazio nell’affrontare i cambiamenti che apportano i primi mesi dopo la nascita.
Il periodo dell’allattamento, soprattutto nei primi tempi, richiede calma, tranquillità, pazienza; bisogna accettare e comprendere i bisogni e i tempi del bambino.
Invece, oggi sono richiesti tempi veloci, organizzazione rapida e indipendenza; non viene dato il tempo necessario alla mamma e al proprio bambino di conoscersi e questo si trasforma in ansie, frustrazione e incertezze.


È da qui che le donne hanno iniziato ad allontanare sempre prima i loro bambini dal seno perché questo permette di essere più ‘’libere’’, tanto qualsiasi latte prende basta che mangia e cresce.


Ma è davvero così?
Ci sono, ovviamente, alcune condizioni che impediscono alla mamma di allattare e in questo caso il latte in formula può essere un’alternativa adeguata, se pur non presenterà mai completamente tutte le caratteristiche del latte materno.


La caratteristica più bella ed affascinante data al latte materno è che è ‘’VIVO’’.
Si hai capito bene.
È vivo perché cambia la sua composizione rispetto alla necessità del bimbo, al momento della giornata e della poppata, garantendo il corretto apporto di fabbisogni e benefici.


Tra i benefici che il latte materno vanta nei confronti del bambino i 3 che vogliamo portare alla vostra attenzione sono:
1) Riduzione del rischio di infezione e infiammazione : funge da protezione immunitaria, infatti contiene anticorpi e globuli bianchi che lo rendono capace di contrastare gli agenti patogeni. Inoltre, la presenza di lattoferrina e lisozima favorisce la proliferazione dei batteri intestinali che eliminano i virus causa di gastroenteriti)

2) Migliore equilibrio nutrizionale: Contiene tutti i nutrienti necessari lipidi, proteine, Sali minerali, vitamine, acqua, zuccheri in proporzione e quantità giusti rispetto alle necessità e al momento di crescita del bambino.

3) Riduzione dello sviluppo di sindrome metabolica in età adulta
(ha un ruolo preventivo nell’insorgenza di queste patologie in quanto l’apporto di grassi segue i bisogni del bambino, infatti i grassi compaiono al suo interno verso la fine poppata. La presenza di omega 3, inoltre, aiuta a prevenire la risposta autoimmune associata al diabete di tipo 1.


Ma i benefici dell’allattamento riguardano solo il bambino?
Assolutamente no!
Si è soliti concentrare l’attenzione solo sul bambino e su ciò che fa bene a lui, ma in realtà l’allattamento ha numerosi benefici anche per la mamma.


I 3 che abbiamo scelto sono:
1) Riduzione per la predisposizione del tumore alle ovaie e al seno, alcuni studi hanno dimostrato che la mammella durante la gravidanza subisce delle trasformazioni che solo durante l’allattamento portano alla sua maturazione; in questo modo la cellula diventa più resistente e meno incline a subire mutazioni che possono portare al tumore. Inoltre, l’allattamento blocca del tutto o in parte la formazione degli ormoni ovarici, quindi le ovaie sono a riposo, i livelli di estrogeni più bassi e questo può essere sinonimo di protezione contro entrambi i tipi di carcinomi)

2) Riduzione della predisposizione alla depressione post-partum, è stato visto che nelle mamme che allattano i propri bimbi il rischio di insorgenza di depressione diminuisce del 50%. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che durante la produzione del latte materno si ha una maggiore produzione di endorfine, anche definite ‘’ormoni del buon umore’’ e come conseguenza si ha una diminuzione dei livelli di stress.


3)L’assenza del ciclo, inoltre, permette un rapido recupero e quindi una giusta quantità di macro e micronutrienti
(il ritorno del ciclo mestruale successivamente al parto è soggettivo e può variare da donna a donna. Si è visto, però, che nelle donne in allattamento il ciclo mestruale ritorna in tempi più lunghi rispetto alle donne che non allattano e questo permette loro un recupero maggiore)


Nel momento in cui non ci sono controindicazioni, guardate all’allattamento come un momento vostro, che aiuta a rafforzare la diade mamma – bambino  e al contempo è un investimento di salute per entrambi.

E tu cosa ne pensi a riguardo

Ti aspetto nei commentia

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello Biologa Nutrizionista e Sara Falcone Biologa nutrizionista.

Difficoltà al concepimento: quanto sostieni l’equilibrio nutrizionale dell’ovulo e dello spermatozoo?

Stimolazioni, pick up, analisi, test, PMA, dopo prove su prove e tentativi vari, quest’ultima arriva nella tua vita come un’ esplosione. Diversi possono essere i motivi che ostacolano il concepimento (infertilità genetica, infertilità immunologica, ostruzione delle tube, patologie dell’utero, cicli anovolutari) e questi sono sempre i primi fattori ad essere analizzati ed esclusi.

Ma quando tutto procede bene quali sono i fattori da tenere in considerazione per supportare correttamente la fertilità?

Faccio un salto indietro:

I protagonisti di questo scenario sono diversi, lo spermatozoo, l’ovulo e l’endometrio in questo articolo parleremo dell’ovulo e dello spermatozoo perché è necessario partire dalle cellule primordiali affinché siano “in forma” e capaci di supportare tutti i cambiamenti cui andranno incontro in un ambiente al quanto confortevole (l’endometrio) capace di accoglierli e custodirli, di quest’ultimo ne parleremo nel prossimo articolo.

LA SALUTE DELLO SPERMATOZOO:

Lo spermatozoo deve avere un unico prerequisito, la motilità e questa viene garantita integrando nella propria alimentazione:

alimenti ricchi di zinco (mandorle, semi di zucca, quinoa, funghi, uova ecc)

vitamina D (pesce, latticini, avocado, uova ecc).

– è importante assicurarsi la presenza di anti – ossidanti quali vitamina C ed E, poiché eliminano i radicali liberi e garantiscono una produzione ottimale di energia necessaria al movimento.

– un alimentazione ricca di grassi saturi e zuccheri non garantisce la corretta motilità

– il sovrappeso, il fumo, l’alcol e la sedentarietà, sono tutti fattori dello stile di vita su cui è importante agire in senso positivo.

LA SALUTE DELL’OVULO

Dall’altra parte è presente la cellula uovo che necessita di altrettanti nutrienti in particolare:

grassi buoni della serie Omega-3 ( salmone, sgombro, noci, mandorle, olio e semi oleaginosi, avocado)

vitamine del gruppo B e ferro ( verdure a foglia verde, cereali, legumi, frutta secca) poiché garantiscono il corretto metabolismo cellulare e le future replicazioni cellulari

zinco e vitamina D, assicurano supporto al sistema immunitario ma anche …

stile di vita attivo, effettua ogni giorno almeno 10000 passi, questo garantisce un lavoro costante sulla gestione metabolica e sul controllo del sistema cardiovascolare, importante soprattutto durante le fasi di annidamento dell’embrione nell’endometrio.

– riduzione del consumo di alimenti ricchi di grassi saturi ad alto potere infiammatorio (merendine, snack, salati, pizze, dolci, fritti ecc)

COSA FARE?

Assicuratevi che la vostra alimentazione contenga a sufficienza questi nutrienti e che ci sia una varietà tale da ruotarli in maniera corretta durante la settimana.

Chiedi sostegni ad un professionista della nutrizione per costruire insieme un piano nutrizionale dedicato, specifico per le tue o vostre esigenze nutrizionali.

Nel prossimo articolo valuteremo l’ambiente, ovvero l’endometrio, la casa che accudirà l’ovulo fecondato, quali caratteristiche deve avere e come arrivare al momento della fecondazione con un endometrio in salute.

Quali sono i suggerimenti nutrizionali?

Come l’alimentazione può essere di supporto?

Vi aspetto nel prossimo articolo!

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

Ma il caffè? Quanto assumerne? Quali i benefici?

Caffè, non vivo senza! Caffè, dove sei!

Posso continuare a prenderlo?

Quanti ne posso prendere?

Io uso il dolcificante non metto lo zucchero!

Posso prenderlo con il latte!

Queste le domande più frequenti quando si intraprende un percorso nutrizionale e si ha paura di dover rinunciare al caffè!

Il momento del caffè è una pausa, una coccola e rinunciarvi, in alcuni casi, può essere un vero problema poiché rappresenta un momento in meno da dedicare  se stessi!

Ma scopriamo insieme tutti i segreti del caffè!

1) Cos’è il caffè e cosa contiene:

Il componente più noto è la caffeina, una sostanza dal sapore amaro, con notevoli benefici se assunta nelle giuste quantità (300mg / gg) sul sistema nervoso, endocrino e cardiovascolare, in particolare:

Azione lipolitica (brucia grassi) poiché stimola la funzionalità tiroidea

Azione di vasocostrizione e stimolazione a livello cerebrale

Contrasta gli stati dolorosi

Riduce la sensazione di fame

È una sostanza psicoattiva, capace di attraversare la barriera ematoencefalica e per questo in grado di farci sentire più attivi e concentrati dopo l’assunzione.

Il caffe non contiene nutrienti ( grassi, proteine e carboidrati) poiché per la maggior parte si perdono durante la tostatura.

Un suo eccesso invece può essere causa di:

Eccessiva diuresi

Nervosismo e insonnia

Irritazione gastro-intestinale

2) Quanti caffe si possono assumere:

La dose giornaliera massima consentita di caffeina è di circa 300mg che corrisponde a 2-3 tazzine di caffè ( a seconda se viene fatto con macchina espresso o capsule/cialda)

3) Come si può assumere:

Come preferite!

Se gradite il caffè con lo zucchero e ne assumere 2-3 al giorno, un cucchiaino di zucchero è possibile aggiungerlo, a patto che nella giornata non vi sia un eccesso di zuccheri da altri alimenti (yogurt alla frutta, merendine, dolcetti, snack, cioccolatini ecc)

Con il dolcificante? A patto che non pensiate di fare qualcosa di “dietetico” il dolcificante può essere usato ma con moderazione, non apporta calorie ma un eccesso può infastidire l’intestino causando meteorismo e gonfiore.

Amaro? Non deve essere una punizione ma una scelta di gusto, se lo gradite amaro potete, durare la giornata, assumere lo zucchero da altre fonti (yogurt, cioccolatini, biscotti, snack ecc)

Con il latte? Se non avete stati infiammatori gastro-intestinali o una sensibilità al lattosio/ proteine del latte potere continuare ad effettuare la vostra colazione con il cappuccino!

4) Quando è preferibile evitare:

Il caffè va evitato in caso di gastrite o reflusso, malattie infiammatorie croniche dell’intestino, in relazione alla gravità della patologia.

Si consiglia di assumere massimo una tazzina di caffè durante la gravidanza e allattamento.

In caso di ipertensione, disturbi cardiovascolari e osteoporosi, si consiglia l’assunzione minima di una tazzina al giorno.

Quanti caffè assumi? Ti aspetto nei commenti per chiarire ogni tuo dubbio!

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

Ma i fritti?! Si possono mangiare?

Cotoletta, patatinefritte, fritto misto, arancini, frittelle dolci, zeppole prima o poi il giorno del fritto arriva!

E cosa fai?
Rinunci ? Così poi lo penserai tutta la notte
– Lo mangi ? Così poi avrai i sensi di colpa anche il giorno dopo
Lo mangi. Senza se e senza ma perché sei consapevole che non esistono alimenti si e o no, ma esistono frequenze e quantità con cui consumare gli alimenti nel corso della settimana.

Il fritto piace, piace a tutti per le sue caratteristiche di croccantezza e sapore.

Ma davvero fa male? È grasso?
Questo dipenderà dalla modalità di frittura, che tengono conto di:


Giusta scelta dell’olio: la scelta è varia dall’olio di oliva all’olio di semi (girasole, noci, sesamo) ognuno ha un proprio punto di fumo, ovvero la T° a cui rilasciano fumi, dall’odore sgradevole e con sostanze tossiche. L’olio di oliva per quanto possa essere più nutriente e pregiato ad alte temperature perde nutrienti, pertanto nel rispetto del proprio punto di fumo vs bene un qualsiasi olio monoseme.


Temperatura specifica: mai friggere sotto i 160° e superiore ai 190° in modo da evitare il raggiungimento del punto di fumo, T° alla quale vengono rilasciate sostanze tossiche. Utilizzate un termometro da cucina per assicurarvi la corretta temperatura. Questo range di T° permetterà la corretta formazione della crosticina esterna che limiterà l’ingresso di olio e quindi un maggior apporto calorico!


Preparazione del cibo: il cibo non va mai cotto surgelato! Lasciatelo scongelare correttamente in modo da perdere l’acqua in eccesso e potete infarinarlo, pastellarlo o impararlo!


Conservazione dopo la cottura: il fritto si mangia al momento, gustatelo per assicurarvi il piacere della croccantezza ed evitate di riscaldarlo il giorno successivo! Il passare del tempo farà accumulare sostanze tossiche.


Queste attenzioni permetterano innanzitutto la formazione della crosticina esterna sull’alimento e questo a sua volta eviterá la trasformazione dell’olio in sostanza dannose, l’ingresso di olio e quindi di grassi nell’ alimento.

Quante volte si possono consumare gli alimenti fritti?
Se si tiene conto di queste attenzioni, in assenza di stati patologici che necessitano l’evitamento, è possibile consumarli anche 2-3 volte al mese, nel contesto di un’ alimentazione sana e bilanciata nei restanti giorni!

Vi ricordo che la sana alimentazione non è mangiare in bianco, scondito e bollito, la sana alimentazione è l’arte di saper mangiare tutto, seguendo le indicazioni scientifiche !

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

III ° Trimestre di gravidanza: quale il ruolo dell’alimentazione?

Ci siamo quasi: l’ultimo trimestre di gravidanza, dove l’unico pensiero nella testa di una mamma è che presto avrà tra le braccia il suo piccolo. 

Quali sono le attenzioni nutrizionali da mettere in pratica per quest’ultimo periodo? 

Se siete nostre lettrici avrete già letto l’articolo sulle necessità nutrizionali legate al primo trimestre di gravidanza, se non lo avete fatto leggete questo e poi correte a leggerlo (leggi l’articolo)

Per prima cosa, è importante sapere che il terzo trimestre è così suddiviso:

  • 7° mese: dalla settimana 26 + 3 giorni alla settimana 30 + 4 giorni
  • 8° mese: dalla settimana 30 + 5 giorni fino alla settimana 35
  • 9° mese: dalla settimana 35 + 1 giorno fino al termine

Il vostro corpo è cambiato e sta continuando a cambiare, vi sentite diverse, felici, ma diverse. 

È tutto normale. Cosa succede?

  1. Il peso aumenta, i movimenti si fanno sempre più complicati e aumentano i dolori alla schiena
  2. Compare il gonfiore dovuto alla ritenzione idrica e alla pressione del feto sull’apparato digerente, infatti, spesso può comparire bruciore di stomaco e problemi di digestione
  3. Il sonno inizia a salutarci… Sarà perché ci si deve abituare alle notte insonni con il bambino?
  4. Il bimbo cresce, l’utero si espande e spinge gli organi interni verso l’alto causando una sensazione di pressione
  5. il bagno deve essere sempre a portata di mano! Il feto si sposta verso il basso causando una sensazione di peso sulla vescica e aumenta la frequenza di minzione

Tutti questi fastidi però si dimenticano pensando che il viaggio sta’ per terminare e ne inizierà uno ancora più bello. 

Ma dal punto di vista alimentare? La fame aumenta e con la scusa delle ‘’voglie’’ e del mangiare per 2 spesso si esagera. 

Di fondamentale importanza è la valutazione del BMI pre-gravidico, ovvero quel valore che ci indica se il soggetto è normopeso, sottopeso oppure sovrappeso; questo servirà poi a valutare, insieme ad un professionista della nutrizione, l’andamento del peso e di quanto questo può aumentare durante l’intera gravidanza. 

Tra i nutrienti importanti in questo periodo presta attenzione a garantire :

  • Corretto apporto proteico: in questo trimestre vi è un notevole incremento dell’apporto per garantire la corretta crescita delle strutture corporee del feto che avviene molto velocemente. 

Le ritroviamo in latte, carne, pesce, uova, formaggi e legumi.

  • Ferro, anche questo richiede un incremento nutrizionale, in quanto serve sia alla mamma aumentando il numero di globuli rossi, sia al feto che deve produrre emoglobina. Lo troviamo in carne e pesce (in cui si trova la forma di ferro più facilmente assimilabile) e in legumi, uova e verdura a foglia verde (dove è presente la forma di ferro meno assimilabile) a cui si consiglia di abbinare sempre alimenti ricchi di vitamina C per garantirne un corretto assorbimento ( fragole, kiwi, limone, arancia). 
  • Omega 3, sono grassi i saturi, importanti per lo sviluppo del cervello e della retina. La miglior fonte è il pesce, l’olio di oliva, le noci e le mandorle. Inoltre, sono importanti per diminuire gli stati infiammatori e si è visto che in questo caso condire il pesce con olio extravergine di oliva aiuta a potenziare questo effetto. 
  • Fibre, anche se non apportano calorie, non forniscono sostanze utili al feto assunte nelle giuste quantità mantengono in salute l’intestino contrastando la stitichezza, probabile disturbo che potrebbe verificarsi nell’ultimo trimestre. 
  • Vitamina A, importante per lo sviluppo cellulare e per il funzionamento del sistema visivo. Si trova in frutta e verdura di colore arancione (carote, zucca, albicocca), verdure verdi, uova e latte.
  • Vitamine del gruppo B, partecipano a numerose reazioni metaboliche. Si trovano in pesce, carne, uova, cereali integrali, verdure verdi, legumi, frutta secca.
  • Vitamina E, antiossidante naturale. Presente in cereali integrali, verdure verdi, frutta secca, olio extravergine di oliva.
  • Potassio, contribuisce a modulare la pressione arteriosa (che in questo periodo potrebbe subire delle variazioni) ed è un minerale essenziale per l’organismo. È contenuto in cereali integrali, frutta fresca e verdure verdi. 

Ricordatevi che, come per ogni altra persona e forse in questo periodo di più, l’alimentazione è fondamentale in quanto garantisce la presenza dei giusti nutrienti necessari a sostenere il corpo in un processo così importante. L’alimentatore deve essere sana, varia ed equilibrata perché non solo siete responsabili di voi stesse ma siete responsabili anche del futuro nutrizionale del vostro bambino. 

Infatti, è già da questo periodo che il vostro bimbo inizierà a conoscere i sapori di ciò che mangiate grazie al liquido amniotico e durante i 9 mesi di gestazione e a seguire si delineano anche quelle sono le eventuali predisposizioni a malattie in età adulta, soprattutto se per queste vi è già una predisposizione familiare. 

Non privatevi di nulla e per soddisfare al meglio le necessità e i fabbisogni chiedi una consulenza al tuo Nutrizionista, nella sezione contatti puoi richiedere tutte le informazioni necessarie.

A cura di dott. ssa Mariaconcetta Cariello in collaborazione con la dott. ssa Sara Falcone

Come prendersi cura della salute gastrica ed evitare disturbi?

I disturbi digestivi colpiscono una percentuale molto alta di persone, le cause possono essere sia di natura alimentare che comportamentale.

Nonostante le innumerevoli visite dal gastroenterologo con le infinite liste di alimenti da evitare puntualmente ritorna il fastidio gastrico, che sia un bruciore, dolori, reflusso, sensazione di gonfiore, possono rappresentare un limite alla qualità della vita.

Vediamo insieme alcune norme comportamentali e alimentari da rispettare per evitare l’insorgenza di questi disturbi e garantire una corretta funzionalità gastrica:

– Preferisci il consumo di alimenti ad azione lenitiva tali da non infiammare le pareti gastriche tra questi in particolare il riso basmati, il miele, le vellutate di legumi o verdure prima dei pasti proprio perché vanno a garantire una protezione alla parete dai succhi gastrici, ma anche la pera o la banana.

– Evita le uova sode, perché richiedono lunghi tempi di digestione, così come i grassi animali sottoposto a lunga cottura ( brodi i sughi di carne), menta e cioccolato perché irritanti così come l’aglio e la cipolla.

– Preferisci cotture semplici degli alimenti quali al vapore o spadellate poiché renderai la digestione più semplice e veloce

– Allo stomaco piace la regolarità sia nel tempo che nelle quantità pertanto evita di mangiare in alcune giornate alle 13 altre alle 15 così come nelle quantità evita di mangiare alcune giornate pasti super abbondanti e in altre magari saltare i pasti. Queste variazioni di orari e volume non garantisce una corretta funzionalità gastrica che nel lungo tempo si può alterare.

– Lo stomaco altrettanto non gradisce temperature troppo alte o troppo basse, evita brodini, carne o altri alimenti troppo caldi così come acqua fredda o altre bevande con una temperatura troppo bassa

Tutte queste variazioni nel lungo tempo tendono ad infiammare le pareti gastriche, ed essere causa di disturbi.

Ricorda inoltre che una corretta funzionalità gastrica garantisce il trasferimento dei nutrienti correttamente elaborati all’intestino. Se lo stomaco non funziona in maniera ottimale potrebbe trasferire alimenti tal quali e l’intestino non conoscendo tali alimenti tende a fermentarli o mandarli in putrefazione e questo comporterà non solo disturbi gastrici ma anche intestinali.

Abbi cura del tuo apparato digerente!

A partire dalla bocca è lì che inizia la prima digestione, mangia con calma, senza fretta e mastica bene, renderai il lavoro dello stomaco molto più semplice!

L’utilizzo di anti-acidi o farmaci vanno utilizzati in caso di estrema necessità e non come abitudine o palliativo. Il farmaco tamponerà quella situazione momentaneamente ma se c’è una predisposizione bisogna agire e lavorare a monte sia sulle abitudini alimentari che sullo stile di vita!

Se hai domande o dubbi in merito, puoi lasciare un commento o scrivermi dalla sezione contatti !

Ti aspetto !

A cura della dott.ssa Mariaconcetta Cariello