E’ vero che l’alimentazione può ritardare l’invecchiamento della pelle?

Tutte le donne, prima o poi hanno pensato di acquistare una crema per contrastare, attenuare o ritardare i primi segni del tempo , ma sarà così?

È sufficiente una crema per contrastare l’invecchiamento della pelle?

Quali altre strategie puoi mettere in atto per prevenire l’invecchiamento della pelle?

Partiamo con il dire che l’invecchiamento cellulare è un processo fisiologico dettatp da una riduzione nel tempo della produzione di cellule, nel caso specifico i fibroblasti e cheratinociti rispettivamente impiegati nella produzione di collagane ed elastina, molecole funzionali per la forza, l’elasticità e la resistenza della pelle, e nella rigenerazione continua dell’epidermide. A questo si associano i danni causati dallo stress ossidativo, in particolare l’accumulo di radicali liberi e da uno stile di vita errato, includendo sia le abitudini alimentari che altri fattori dalla skin-care, alle creme ecc..

Andiamo per ordine.

COME È STRUTTURATA LA PELLE?

La pelle si compone di 3 strati:

Epidermide: è lo strato più esterno che si rinnova ogni 28 gg, suddiviso in altrettanti 4 strati, di cui l’ultimo, lo strato basale, è ricco di cellule staminali, che differenziano in cheratinociti che ciclicamente replicano e rinnovano il tessuto.

Derma: è lo strato in cui sono presenti i vasi sanguigni, il follicolo pilifero e i fibroblasti, cellule responsabili della produzione di collagene, elastina e altre molecole strutturali, capaci di garantire forza, elasticità e resistenza alla pelle.

Strato sottocutaneo: È formato da tessuto adiposo, la cui funzione è quella di sintetizzare ormoni e garantire il mantenimento della temperatura corporea.

Da qui capiamo che lo strato funzionale è il derma! E’ lì che bisogna agire, è lì che bisogna fare prevenzione perchè come abbiamo visto, l’invecchiamento è dettato dalla riduzione del numero di fibroblasti e quindi riduzione di collagene proprio nello strato del derma.

Quali sono gli alimenti utili per la pelle?

Per quanto le creme possano essere di supporto purtroppo, la maggior parte arriva solo al secondo strato dell’epidermide, ovviamente ci sono alcune sostanze specifiche in grado di raggiungere il derma e anche in relazione al loro stato chimico e grandezza. Pertanto è necessario NUTRIRE le cellule della pelle dall’interno, è necessario fornire i nutrienti essenziali al loro sostentamento, in particolare:

Zinco e Selenio: poiché oltre all’elevata capacità anti ossidante e quindi contrastano la produzione di radicali liberi.sono importanti per la proliferazione e differenziazione dei cheratinociti. Inoltre il selenio protegge dai raggi UV-B. Li ritroviamo in legumi, semi, frutta secca e pesce e carne.

Ferro: anche questo ha capacità antiossidante e favorisce l’ossigenazione tissutale del derma. Altamente presente in frutta disidratata, semi di zucca, fagioli, rucola, spinaci, lenticchie, cereali.

Vitamine A e C: per la loro capacità antiossidante, inoltre una loro carenza determina un assottigliamento della pelle, presente in kiwi, fragole, agrumi, peperoni, pomodori e cavoli.

Proteine: è importante assicurarsi un corretto apporto proteico giornaliero per garantire le continue replicazioni cellulari e il turn over cellulare. Inoltre la corretta quota proteica evita le lassità cutanee durante il dimagrimento.

Grassi delle serie omega 3-6 e 9: è utile assicurarsi anche un giusto apporto di questi grassi poiché hanno una funzione strutturale e di sostegno. Oltre a garantire il mantenimento del corretto equilibrio lipidico della pelle.

Acqua: è il nutriente essenziale per una corretta salute della pelle, una disidratazione si associa all’incremento dello stato infiammatorio e quindi accelerazione del processo di invecchiamento.

Come hai potuto leggere sono tanti gli alimenti in grado di supportare la salute della pelle in quanto agiscono direttamente sulla salute dei fibroblasti e produzione di collagene al fine di rallentare il processo di invecchiamento.

Prendi nota di tutti gli alimenti e integrali nella tua quotidianità, e vedrai quanto la tua pelle assumerà un aspetto radioso, tonico e giovane.

All’alimentazione puoi anche associare tecniche mediche, come ad esempio la radiofrequenza, che grazie ad uno stimolo di calore è in grado di raggiungere lo stato del derma e stimolare la funzionalità dei fibroblasti.

Insieme alla dott.ssa Nicole Franchi, chinesiologa, esperta di radiofrequenza presso il centro Postural Motion (MI), abbiamo tenuto una diretta Ig nella quale abbiamo discusso ampiamente tutti gli aspetti nutrizionali a sostegno di una buona salute della pelle e come questa possa essere potenziata dalla radiofrequenza. Rivedi qui la diretta e scrivici per qualsiasi informazione e soprattutto per ricevere la promozione dedicata! Hai tempo fino al 31 Dicembre!

Non perderla soprattutto se hai cura della tua pelle, affidala a mani sicure!

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

Credi anche tu in questi 5 FALSI MITI SULL’ALLATTAMENTO? Scopriamoli insieme

Finalmente il bimbo è nato e sta iniziando un’altra importante tappa importante dei primi mille giorni tra la mamma e il bambino, questa volta con il piccolo tra le braccia: l’allattamento. E’ un momento fondamentale tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo considera come un obiettivo prioritario di salute pubblica. Proprio per questo motivo deve essere difeso, sostenuto e promosso.  Chiunque si trova vicino ad una mamma si sente in diritto di dire la sua, ma spesso non tutto quello che viene detto è corretto. 

Quanti falsi miti hai sentito durante la gravidanza? Quante cose ti hanno detto di fare, non fare, non mangiare? evitare?

Beh, ti annuncio che anche per quanto riguarda l’allattamento ci sono credenze che vengono tramandate e falsi miti che vengono raccontati.  È bene che tu sappia quali sono e per questo abbiamo deciso di sfatarne 5.

  • Bevi birra che ti aiuta a produrre latte! FALSO.

Chi non ha sentito almeno una volta questa frase? Prima si riteneva che l’alcol avesse effetti benefici sulla produzione di latte e questa falsa credenza si è tramandata per molto tempo. Ma in realtà non è così.  La birra, così come tutte le bevande alcoliche, riduce la quantità di latte; questo perché, l’alcol contenuto al suo interno inibisce l’ossitocina, ormone che favorisce la fuoriscita di latte a seguita della suzione, e di conseguenza vi è una minor produzione di latte.

Inoltre, l’alcol potrebbe rendere sgradevole l’odore ed il sapore del latte, portando il bimbo ad assumerne di meno. Infatti, la quantità di alcol che passa nel latte è molto simile a quella che si trova nel sangue della mamma e il picco si ha dopo 30-60 minuti dall’assunzione. Si è visto infatti, da dati di letteratura, che dopo un’assunzione di 1-2 drink si ha una riduzione dell’assunzione di latte da parte del bambino del 20-23%, oltre a causare disturbi del sonno ed agitazione.

  • Evita le spezie e i cibi dal sapore troppo forte! FALSO.

La mamma che sta allattando non deve eliminare dalla sua alimentazione né le spezie, né alimenti dal sapore forte come ad esempio broccoli, cavolfiori, cipolla ma è importante consumare alimeti freschi, genuini, di qualità e condurre un’alimentazione varia ed equilibrata.

Il consiglio è quello di utilizzare questi alimenti far sì che il bimbo si abitui al loro sapore e nel momento in cui si passa all’alimentazione complementare (svezzamento)  questa può risultare più semplice, perché sarà più predisposto ad accettarli.  Infatti se hai utilizzato questi alimenti durante la gravidanza il tuo bimbo li conosce già, poiché li ha assaporati attraverso il liquido amniotico. 

Qualora, in seguito all’assunzione di questi alimenti, dovessi notare variazioni nella suzione riduci frequenza e quantità in quanto potrebbero modificare leggermente il sapore del latte.

  • Bevi latte che ti aiuta a produrne di più! FALSO.

Come per la birra, anche questa è una falsa credenza. La mamma che allatta non deve mangiare né più, né meno latticini, in particolare il latte, di quanto non fa una qualsiasi altra persona. L’importante come sempre è avere una dieta sana ed equilibrata che contenga tutti gli alimenti nelle giuste quantità e frequenze. 

  • Non fare attività fisica! FALSO.

L’attività fisica può essere fatta (quando è possibile), senza esagerare e meglio se sotto il controllo di un esperto. Aiuta a liberare endorfine che riducono i livelli di stress oltre ad essere un momento che la mamma può prendere per sé e per il suo benessere.  Al contrario di quel che si pensa, l’attività fisica non riduce la produzione di latte né modifica la composizione, anzi può aumentarla del 10%. 

I suggerimenti possono essere quelli di di bere molto per sopperire alla perdita di liquidi maggiore che si può avere durante l’allenamento ed effettuare degli spuntini abbondanti sia per il normale dispendio necessario per l’allattamento e sia per supportare correttamente il corpo durante l’attività fisica.

  • Mangia per due altrimenti non produci abbastanza latte! FALSO.

Agli occhi di molti questa cosa sembrerà strana ma la donna in allattamento non deve poi mangiare così tanto rispetto ad una donna che non si trova in questa condizione. Infatti, il surplus da dare ad una donna che si trova in questo periodo è semplicemente di 330-500Kcal in più rispetto al suo fabbisogno e nei primi sei mesi, dove può esserci un allattamento esclusivo, la produzione di latte può richiedere fino a 700Kcal. Questo incremento è da integrare in maniera bilanciata tra tutti i nutrienti con particolare attenzione alle fonti proteiche. 

Contatta un professionista della nutrizione per conoscere i tuoi fabbisogni e integrare correttamente tutti gli alimenti necessari al sostentamento di questo magico momento e non farti ingannare da questi falsi miti, ma vivi serenamente questo momento con la massima consapevolezza alimentare!

Scopri di più sul servizio Cuore di MAMMA e tutte le promozioni a te riservate!

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello, in collaborazione con la dott.ssa Sara Falcone

Ma davvero dobbiamo “sopravvivere” alle festività natalizie?

Le festività Natalizie sono alle porte e con loro arrivano anche tante ideologie poco funzionali legate alla gestione alimentare.

In questi giorni le domande più ricorrenti in studio sono: “Come mi devo comportare durante le vacanze?” “Perderò i risultati ottenuti?” “Ha senso continuare? Magari riprendo dopo le feste”

Perché ti poni queste domande?

Perché la gestione del cibo è causa di ansia e dubbi?

Perché vivi il Natale, così come altri momenti o periodi festivi dell’anno, come uno “stop/ripartenza” dalle tue abitudini?

Queste sono alcune domande che potresti porti per iniziare, ma andiamo per ordine…

CONTESTUALIZZIAMO LE FESTE

I giorni festivi si contano sulle dita di una mano ( 24,25,26,31,1) il tuo problema non sono loro ma tutto il resto, tutto ciò che accade prima e durante, tra cene aziendali, pranzi con i colleghi, aperitivi con amici e rimpatriate improvvise.

La prima cosa da valutare è cosa stai facendo?

Stai portando avanti un percorso di dimagrimento importante?

Stai lavorando sulle tue abitudini alimentari?

Hai intenzione di intraprendere un cambio delle abitudini ma pensi che non abbia senso farlo ora?

Valutiamo insieme ogni momento:

STO PORTANDO AVANTI UN PERCORSO DI DIMAGRIMENTO

Come saprai anche tu alla base del dimagrimento è presente, oltre alle sane abitudini alimentari, il deficit calorico. Sicuramente nei giorni festivi non rispetterai il deficit calorico ma non devi nemmeno preoccuparti, perché non saranno questi 4/5 pasti differenti a mandare in fumo quanto fatto finora.

In questi mesi avrai sicuramente lavorato sulle sensazioni di fame/sazietà e quindi sei in grado di riconoscere i segnali del tuo corpo. Non farti abbindolare dalle frasi ” Ma sei a dieta, puoi mangiarlo?” ” Vabbè le feste ora sono poi ci penserai” Questi atteggiamenti e pensieri sono dettati dall’assenza della consapevolezza alimentare, dove chi agisce è il pilota automatico : ” faccio come è comune fare”. Diversamente è ascoltare il proprio corpo, capire quando si ha fame, quando si è sazi e mangiare tutto quello che la tradizione porta in tavola, senza esagerare, senza limitazioni e senza pregiudizi ( sono a dieta non posso). Anzi dimostrate a tutti coloro che vi circondano quando l’assenza del pilota automatico e la piena consapevolezza di sé sono degli strumenti importanti da adottare nella propria quotidianità per il proprio benessere. E quindi non saranno quei giorni a mandare all’aria quanto fatto fino a quel momento, al contrario valuta quanta padronanza hai nella gestione del cibo, valuta quanto sei tu a gestire il cibo e non viceversa!

STAI LAVORANDO SULLE TUE ABITUDINI ALIMENTARI?

Sicuramente alla base di qualsiasi percorso nutrizionale c’è una ristrutturazione delle proprie abitudini alimentari, senza di queste qualsiasi percorso non è destinato ad avere un buon esito nel lungo tempo ma tornerà sempre la frase : “avevo perso 10 kg ma poi li ho ripresi con gli interessi!”

Perché è successo questo? Perché non hai lavorato sulle tue abitudini alimentari, ma hai seguito passivamente per un periodo determinato di tempo uno schema nutrizionale attivando il pilota automatico e non hai lavorato sulla consapevolezza delle tue scelte alimentari e sul cambiamento. Terminato il periodo sei ritornato alle vecchie abitudini ( non corrette al 100% ) e tutto è ritornato come prima. Pianifica i giorni festivi, dove andrai cosa farai, con chi sarai, cosa c’è a disposizione, dove ti va di andare, dove vuoi ovviare e metti in pratica tutto quello che hai imparato nei mesi precedenti, non esiste alcun stop/ripartenza! Anzi, se hai la possibilità, sfrutta i giorni di pausa ( 27,28,29,30) per mettere a fuoco cosa è successo nei giorni festivi ? Quanto hai messo in pratica le nuove abitudini? Quanto hanno fatto capolino le vecchie? E su queste risposte, rifletti o scrivimi e ne parliamo insieme.

VUOI INTRAPRENDERE UN PERCORSO NUTRIZIONALE MA PENSI NON SIA IL MOMENTO ADATTO?

Nulla di sbagliato, procrastinare ! Una visita nutrizionale è in grado di fornirti tutti gli strumenti necessari per iniziare un percorso nutrizionale in qualsiasi momento, l’elemento essenziale che devi portare con te è: perché lo devo fare?

Se il tuo perché è forte, è valido, e sei sicura/o che potrà apportare benefici notevoli al tuo stato di salute, non ci sarà alcuna festività tale da limitare l’inizio di questo percorso.

Sicuramente è un periodo colmo di convivialità, di tante cose dove il cibo è padrone, ma ricorda che il cibo è anche questo: è CON-VIVIALITÁ, è condivisione, è piacere, e non puoi pensare ad una vita senza piacere, pertanto è altrettanto importante imparare a fare pace con questi momenti e godersi ogni aspetto del cibo , dal nutrimento al piacere ! Questo giorni inoltre possono essere un “test day” per mettere in pratica già alcune nuove abitudini per ritrovarsi poi a gennaio già in direttiva d’arrivo e non con mille programmi da fare, tra palestra, lavoro, bambini e cambio alimentazione!

Almeno su uno non farti trovare impreparata/o ma assapora il 2024 con il gusto del benessere!

Se vuoi approfondire questi argomenti puoi rivedere la diretta Instagram tenuta in collaborazione con la dott.ssa Anna Calcaterra, psicologa

E ancora di più puoi partecipare al FREEBIE NATALIZIO, pensato per te, che ti accompagnerà dal 24 al 1 gennaio e ti permetterà di aggiungere un piccolo tassello al grande puzzle della consapevolezza!

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

E se hai piacere condividilo con qualcuno/a cui pensi possa essere utile!

Spuntini a scuola: Sono necessari? Cosa si può portare?

Ciao mamma, quale merenda hai pensato oggi per tuo figlio? Quanto è difficile scegliere ogni mattina la merenda?

Leggi l’articolo per scoprire delle idee di merende e soprattutto per comprenderne l’importanza in età pediatrica.

IL RUOLO DELLA MERENDA
Troppo spesso si sottovaluta l’importanza della merenda, che sia quella della mattina o del pomeriggio, perché, probabilmente, non se conosce la sua importanza e molte volte la scelta viene dettata dal caso.

Ricordiamo che l’età pediatrica è un’età dove ogni scelta alimentare andrà a plasmare quello che sarà il comportamento alimentare in età adulta, è dunque compito e responsabilità di ogni genitore quella di instaurare sane abitudini alimentari fin da piccoli per tutta la famiglia.
I bambini, sia per voler loro che per la fretta dei genitori, sono portati a mangiare sempre le stesse cose durante gli spuntini e la maggior parte delle volte sono sbilanciati verso gli zuccheri.

Invece, una proposta sempre varia e nutrizionalmente adeguata ha diversi benefici:
– Educare alle buone abitudini alimentari
– Garantire un giusto apporto energetico
– Evitare il calo di attenzione e di umore
– Evitare di arrivare affamati ai pasti principali


Fatta questa breve introduzione, veniamo alla parte che più vi interessa e per la quale starete leggendo questo articolo.

Quanto e cosa devo offrire allo spuntino?
La risposta a questa domanda dipende molto dallo stile di vita e dalle abitudini familiari e del vostro bambino, ma possiamo dare delle indicazioni generali:


Per prima cosa, vediamo le percentuali delle Kcal da attribuire agli spuntini:
Uno spuntino dovrebbe coprire il 5-10% delle Kcal totali giornaliere.

Ovviamente questa non è una regola fissa, infatti, per esempio nel caso in cui la mattina non avete abbastanza tempo per far fare una colazione adeguata, potete recuperare aumentando le quantità dello spuntino. Così come se, invece, viene fatta una colazione abbondante lo spuntino potrà essere contenuto per evitare che il bimbo arrivi a pranzo senza appetito.

L’obiettivo dello spuntino mattutino è quello di ‘’spezza-fame’’, per questo motivo dovrebbe essere più digeribile e meno ricco. Solitamente questo spuntino viene fatto a scuola, di conseguenza, è preferibile dare al bambino alimenti semplici e facili da mangiare, anche per godersi maggiormente il momento di pausa con i compagni di scuola. Lo spuntino del pomeriggio, invece, deve essere proporzionato al tempo che intercorre tra il pranzo e la cena e deve tener conto di possibili attività fisiche svolte dal bimbo.

Se sei arrivat* a questo punto dell’articolo senza abbandonare la lettura, meriti dei consigli più pratici.
Per gli esempi che seguiranno utilizzeremo due diverse fasce di età:


Bimbi dai 4 ai 6 anni

Considerando i fabbisogni giornalieri ogni spuntino deve apportare circa 70-140 Kcal, in relazione a quanto detto precedentemente:

Ecco alcuni esempi:

  • Una porzione di frutta fresca con 1 muffin ai mirtilli preparato in casa (vedi ricetta)
  • Una porzione di frutta secca (mandorle, noci, nocciole ecc)
  • Triangolino ai legumi
  • Cubetto di parmigiano con frutta fresca
  • Purea di frutta con cocco disidrato


Bimbi dai 7 ai 10 anni

In questo caso invece si parla di un apporto calorico per ogni spuntino di circa 90-180kcal,

ecco alcuni esempi:

  • Yogurt bianco con un frutto
  • Panino con ricotta e marmellata
  • Cubetti di parmigiano con 2 crakers
  • Pancake con frutta secca (vedi ricetta)
  • Yogurt con 1 Muffin ai mirtilli preparati in casa (vedi ricetta)

E le merendine?
All’interno di un’alimentazione sana, varia ed equilibrata anche le merendine possono avere il loro spazio. La giusta porzione da utilizzare è in media sui 35g, 1-2 volte alla settimana. Come Kcal siamo sulle 110 per quelle più leggere e 180 per le più golose. Questo serve anche al bimbo per capire che si può mangiare tutto, ma nelle giuste porzioni e frequenze.


Raccomandazione: non utilizzate mai questi alimenti come premio o punizione!

Super sorpresa Clicca qui per visionare la ricetta e preparazione di queste simpatiche girelle alla banana e nocciola da utilizzare in alternativa ai biscotti fatti in casa.

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello in collaborazione con la dott.ssa Sara Falcone

4 curiosità da sapere se soffri di Allergia al Nichel

Hai scoperto da poco di avere un’allergia al nichel e non sai cosa fare tra prodotti per l’igiene personale, scelte alimentari e utensili in cucina?

L’allergia al nichel con le sue conseguenze sistemiche (problemi cutanei e gastro intestinali) è un disturbo da accumulo, pertanto l’obiettivo primario è quello di ridurre il sovraccarico corporeo adottando tutte le strategie possibili:

Ti spiego 4 curiosità, assolutamente da sapere, che ti permetteranno, in sinergia con un piano nutrizionale, di gestire l’allergia nel migliore dei modi.

1) Evita l’acqua del rubinetto, nelle tubature è presente un elevato quantitativo di nichel, e soprattutto l’acqua del mattino ne accumula molto. Pertanto preferisci acqua se possibile in bottiglie di vetro.

2) Il nichel è presente nel terreno. Ogni terreno ( in italia, in Francia, in Belgio) avrà un quantitativo differente di nichel, in relazione al tipo di terreno, uso di fertilizzanti e pesticidi, pertanto tutti gli ortaggi che assorbono tanti nutrienti dal terreno saranno anche carichi di nichel (spinaci, carciofi, asparagi, cavoli, pomodori). Nei primi mesi evita di assumere questa tipologia di verdure.

3) Il nichel forma anche diverse leghe con altri metalli Assicurati di acquistare prodotti in alluminio con la dicitura “nichel free” oppure puoi tranquillamente utilizzare utensili smaltati, in ceramica, terracotta, vetro, vetroceramica ecc..

4) L’accumulo da nichel è molto soggettivo così come possono esserlo i sintomi. L’obiettivo del piano nutrizionale è proprio quello di conoscere quali alimenti sono causa di manifestazioni e disturbi per poter realizzare un piano nutrizionale specifico. Il diario alimentare è un’ottima strategia per monitorare sintomi, disturbi e frequenze alimentari.

Evita assolutamente nei primi mesi per assicurarti una remissione dei sintomi questi alimenti:

Mandorle, ceci, cacao, lenticchie, avena, noci, arachidi e pomodoro

Insieme ad una professionista della nutrizione gradualmente potrete inserire alcune classi di alimenti in relazione al quantitativo di nichel presente e testare la tua sensibilità individuale ed eventuali miglioramenti.

Ricorda che per osservarli è richiesto un tempo minimo di almeno 2-3 mesi nei quali è di fondamentale importanza prendere tutte le accortezze sopracitate che insieme confluiscono al miglioramento della permeabilità intestinale, primo vero tassello da sistemare per ridurre tutti quei sintomi intestinali causa di disagio e riduzione della tua qualità di vita.

Quest’ ultimo aspetto deve essere il tuo campanellino dall’allarme: i sintomi i disturbi, quanto limitano la tua qualità della vita? E con dei graduali accorgimenti quanto potrebbe migliorare ?

Non contano grandi cambiamenti in breve tempo, ma piccoli cambiamenti consolidati nel tempo, giorno dopo giorno e per cominciare potresti compilare il diario alimentare riportando anche i sintomi manifesti, sarò ben felice di consigliarti il percorso più adatto alle tue esigenze!

Scaricalo, compilalo per almeno una settimana e dalla sezione contatti condividi il file!

Buona cura di te 💗

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

La pasta: 3 (+1)cose che devi sapere!

Ti sei mai chiesto/a perché la pasta è tra gli alimenti più bistrattati, più demonizzati, più eliminati e più sostituiti?

Non c’è un vero perché, se non che negli anni la “culture diet” si è accanita contro di essa e, ancora di più, contro la sua categoria: i carboidrati, senza dare però valide alternative e/o spiegazioni.

La pasta è tra gli alimenti più antichi presenti sulla terra e ancora oggi continua ad essere il piatto più desiderato e presente sulla tavola di tutti gli Italiani ma, in un certo periodo della vita, qualsiasi italiano, e forse anche tu, hai ben pensato di eliminare la pasta per apportare benefici e cambiamenti al tuo corpo?

Li hai osservati? Sono stati duraturi?

I motivi primari di esclusione sono due:

  1. Desiderio di perdita di peso

2. Riduzione della sensazione di gonfiore

Nel primo caso, eliminando dalla tua alimentazione pasta, pane e derivati, senza sostituirli con nuovi alimenti, induce un deficit calorico rispetto alle tue normali abitudini e questo non può che riflettersi in una temporanea perdita di peso.

Nel secondo caso invece, essendo la pasta ricca di glutine, nel momento in cui viene eliminata noterai benefici sulla salute intestinale, dettati dal riduzione di glutine giornaliero ma anche dalla riduzione di eventuali condimenti e sughi.

Ma tutto questo quanto è durato?

Sei riuscito/a a farla diventare una nuova abitudine e parte della tua quotidianità?

Penso di no e, a meno che non abbia una particolare avversione sensoriale per la pasta, penso anche che non riuscirai mai ad eliminarla!

Perché la pasta è convivialità, la pasta è semplicità, la pasta permette di soddisfare facilmente i gusti di tutti in poco tempo.

La pasta è un carboidrato, e come ben sai questi rappresentano il motore principale di energia giornaliera, senza di questi il nostro corpo non può garantirsi un corretto funzionamento nel lungo tempo.

È povera di grassi, quindi può essere integrata in un corretto stile di vita.

E’ ricca di micronutrienti in particolare: vitamine del gruppo B, ferro, zinco e magnesio. Quest’ultimo insieme al triptofano garantisce la sintesi di serotonina, l’ormone del buon umore e la melatonina, l’ormone che garantisce un sonno qualitativo, ed è per questo che dopo un bel piatto di pasta ci sentiamo felici, appagati e riusciamo a conciliare un buon sonno.

Come ogni alimento, anche in questo caso, quello che farà la differenza saranno la frequenza e le quantità utilizzate che, insieme ad un professionista dovranno rispettare i tuoi fabbisogni giornalieri e, la modalità di utilizzo (condimenti, sughi pronti, verdure, oli ecc).

Vediamo insieme 3 curiosità sulla pasta:

1) È vero che è meglio mangiarla al dente?

Si è vero, perché la cottura al dente fa si che sia più resistente al morso, richiederà un maggior tempo di digestione e questo permette di mantenere costante nel tempo i livelli di glicemia nel sangue. Inoltre le lunghe cotture comportano una notevole perdita di nutrienti.

2) La pasta fa ingrassare?

No, la pasta non fa ingrassare, è l’eccesso quantitativo, come per altri alimenti, che si traduce in incremento ponderale di peso. Altro aspetto da tenere in considerazione è la composizione del pasto, se questo, oltre ad essere in eccesso quantitativo, è a base esclusiva di sola pasta, non ci garantisce il mantenimento della calma glicemica e questo a lungo tempo può riflettersi nell’attivazione di vie metaboliche che comportano la sintesi di trigliceridi.

3) La pasta si fa solo con il sugo?

No, la pasta è un alimento versatile! In relazione al tipo di lavorazione e forma ottenuta ci sarà una diversa capacità di trattenere sughi e/o condimenti. Infatti la pasta può essere condita con verdure di stagione, e queste possono essere utilizzate sotto di forma di creme (pasta con crema di zucca), spadellate (pasta con melanzane e pomodorini spadellate), la presenza della verdura inoltre garantiscecun maggior senso di sazietà.

La pasta può essere condita anche con il pesce, la carne o i legumi (spaghetti con il pesce, pasta e piselli, pasta con ragù di carne). Queste combinazioni permettono inoltre di garantire il mantenimento della calma glicemica del pasto visto prima.

Insomma abbiamo visto benefici e falsi miti e possiamo comprendere che l’eliminazione della pasta non giova al mantenimento di un corretto stato di salute, pertanto insieme ad un professionista della nutrizione, stabilisci i fabbisogni giornalieri e sulla base dei tuoi gusti divertiti a realizzare tutti i piatti di pasta di tuo gradimento!

Ecco per te + 7 idee di pasti succelenti e spaziali da elaborare per godere la pasta quando vuoi e con chi vuoi:

Trofie piselli e funghi

Tagliatelle con macinato, broccoli e peperoni

Trofie con ceci, zucchine, pomodori e bottarga

Penne con crema di zucca e zucchine e ricotta

Tagliatelle gamberetti e zucchine

Cortecce salsiccia e funghi

Fusilli asparagi e gamberetti

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“Cosa mangio oggi? “

“Non so come preparare la pasta?”

“So fare solo pasta con pomodoro!”

Se anche tu ti sei posto queste domande diverse voltea allora sei nel posto giusto! Nell’ e-Book troverai diverse le 7 idee di piatti sopra indicate e altre, con le indicazioni per la loro realizzazione e alcuni suggerimenti e consigli sulla pasta e tutti gli alimenti presenti.

Sei curioso? Scarica l’estratto!

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

Le scatole alimentari sensoriali e la Selettività alimentare

Prima o poi nella vita qualsiasi un genitore si potrà ritrovare a dover fare i conti con la selettività alimentare, che come spiegato nell’articolo precedente è un periodo transitorio e va in gestitito in modo specifico.

Colgo l’occasione per ricordarvi che potete visionare gratuitamente un incontro online tenuto con la dott.ssa Rossella Attivissimo, pedagogista in cui abbiamo affrontato il tema della selettività alimentare, dal titolo “La selettività alimentare in età pediatrica

Ma cosa faccio in studio in questi casi e come può un genitore essere di supporto?

Vengono in aiuto le scatole sensoriali alimentari, essendo un disturbo in cui la sensorialità fa da padrone è importante rieducare e rasserenare il bambino sulla scelta e uso degli alimenti.

La scatola sensoriale (o sensory box) può essere costruita in diverse modalità sulla base della problematica emersa: riluttanza a colori, a consistenze, agli odori, al tatto appunto per lavorare su tutti e 5 i sensi e comprendere quello su cui è necessario lavorare di più.

È importante l’ambiente che si ricrea nella scatola, ad esempio si può ricreare un ambiente marino, un bosco, un paesaggio natalizio, qualsiasi cosa faccia sentire il bambino a proprio agio e sicuro con quegli oggetti, è infatti importante che nell’ambiente siano presenti oggetti a lui famigliari (pupazzetti ecc )

Supponiamo il bambino abbia una selettività per la pasta in relazione alla sua consistenza o colore, come si procede alla realizzazione della scatola ?

Si inseriscono alimenti simili ( pasta liscia, spaghetti, riso) perché sono allo stesso tempo alimenti familiari e può comprendere la diversità presente.

Insieme a questi alimenti si può inserire un gioco, ad esempio comporre una parolina ( un legume) da trovare maneggiando i vari alimenti presenti.

Questo permetterà sia di instaurare una relazione con il cibo non familiare, capire che ha lo stesso comportamento del cibo familiare e attivare tutta la sensorialità necessaria per comprendere la diverse texture degli alimenti. Il tempo di contatto e la frequenza saranno indicatori del grado di selettività per capire ulteriori esercizi da proporre.

Altro esercizio che si può fare nel caso in cui ci sia una selettività per colore è quella di utilizzare i colori alimentari stessi (succo di fragole, per il rosso, zucca per l’arancio, cavolo per il viola, rucola per il verde e così via) posizionarli all’interno di piccoli contenitori e lasciare che il bambino cominci a colorare sia un alimento a lui famigliare che uno no, in questo modo si potrà vedere quale è il colore meno utilizzato e quindi gli alimenti associati a quel colore potrebbero essere utilizzati nell’esercizio precedente della scatola per essere maneggiati e conosciuti meglio.

Le attività si possono realizzare sono tante, tutte variegate e ognuna con una finalità per specifica: quella di comprendere insieme alla famiglia quale sia l’alimento o gli alimenti verso cui il bambino ” non ha più fiducia” e fargli riacquisire quel rapporto e sicurezza nelle scelte alimentari.

Puoi guardare il video sulle scatole sensoriali alimentari o richiedere, dalla sezione “Contatti” una consulenza per la realizzazione o riceverla già pronta per comprendere, affrontare e superare questo momento della selettività.

Effettua qui la tua richiesta e sarò a tua disposizione per qualsiasi necessità.

Cosa posso chiedere:

Visione del corso gratuito onlineLa Selettività alimentare in età pediatrica”

Visione gratuita video Le scatole sensoriali alimentari

Richiesta consulenza per realizzazione scatole sensoriali alimentari.

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

Cosa succede se dormiamo meno di 8 ore per notte?

Alimentazione sana, attività fisica, cibo di qualità, camminate eppure non avverti la sensazione di benessere al 100% ?

Hai mai pensato di valutare la qualità del tuo sonno ? Per quanto possa sembrare un’azione semplice il sonno, e la sua qualità, modulano molti aspetti della nostra vita. Vediamoli insieme:

Il sonno è regolato da processi neurobiologici e la sua qualità è influenzata dall’attività fisica, dalla nutrizione, dall’igiene del sonno, dalla genetica e da fattori ambientali.

Il sonno è necessario per mantenere uno stato di salute e di benessere, infatti è fondamentale per recuperare le energie e conservarle nel cervello, regolare la risposta del sistema immunitario, consolidare la memoria e garantire i processi di detossificazione.

Una sua privazione o carenza sono associate a insonnia, depressione, maggior rischio di insorgenza di patologie cardiache, sindrome metabolica, ipertensione e cancro. La carenza di sonno, per un uomo adulto viene definita se inferiore alle 6 ore. La durata ideale del sonno è dalle 7 alle 9 ore.

Una sua carenza è associata anche ad un aumento dello stato infiammatorio con conseguente disregolazione del sistema immunitario e questo è associato a maggior rischio di sviluppare cancro al seno o al polmone.

Inoltre vi è una rimodulazione dell’ equilibrio ormonale in particolare di leptina (ormone della sazietà), grelina (ormone della fame) cortisolo e ormone della crescita (GH).

La privazione da sonno determina una riduzione della leptina e un aumento della grelina con conseguente aumento della fame e riduzione della sazietà, questo comporta una riduzione della sensibilità insulinica, soprattutto se viene saltata anche la colazione, con aumento dell’appetito e dell’assunzione di cibo ma, un questi casi vengono ad essere ricercati cibi palatabili ricchi in grassi, zucchero e sale con conseguente incremento della massa grassa e riduzione della massa magra per via dell’aumento del cortisolo, altro ormone che subisce alterazioni nella regolazione del sonno.

Cosa garantisce un buon sonno?

La qualità nutrizionale fa da padrone, carboidrati a basso carico glicemico, poiché ricchi in triptofano, principale precursore della melatonina e serotonina, grassi, principalmente Omega-3 ( salmone, tonno , olio Evo, mandorle, noci, avocado) vitamine del gruppo B e vitamina D.

Particolare attenzione è rivolta alle proteine poiché sia una loro carenza che un loro eccesso possono compromettere la buona qualità del sonno, è pertanto necessario affidarsi ad un professionista per valutare il corretto apporto giornaliero.

A questo si associa l’attività fisica, i cui benefici sul sonno sono innumerevoli a qualsiasi età, dal momento che agisce sui neurotrasmettitori.

Anche la salute intestinale gioca un ruolo importante in particolare sulla tipologia di batteri presenti, poiché i metaboliti da essi prodotti possono agire positivamente o negativamente sulla qualità del sonno, pertanto avere un intestino poco funzionale o in disequilibrio potrebbe giocarvi brutti scherzi anche sul sonno.

E per quanto riguarda la caffeina?

La caffeina ha un’emivita dalle 2 alle 10 ore pertanto è buona regola non assumere caffeina 6 ore prima di andare a letto, la sua presenza limita la secrezione del precursore della melatonina, la caffeina è presente anche nel te e nel cioccolato pertanto attenti al quadretto di cioccolato prima di andare a cena!

Ognuno di noi in relazione alla genetica, alla famiglia, alle responsabilità lavorative, all’ambiente, al tempo trascorso fuori casa ha necessità differenti di riposo e considerati tutti i benefici e rischi cerchiamo di avere consapevolezza della sua importanza e di preservare il nostro stato di salute assicurandoci almeno 7 ore di sonno per notte!

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

La Selettività Alimentare in età pediatrica: capiamone di più

La selettività alimentare è un problema che affligge molti genitori durante la crescita dei loro figli, il fattore maggiormente preoccupante è “assumerà tutti i nutrienti di cui ha bisogno?” Esistono diverse problematiche correlate all’alimentazione in età pediatrica: la selettività, la neofoboia, il picky eating (mangiare schizzinosi), l’avversione verso il cibo e il rifiuto di alcune tipologie di alimenti. Ognuna di queste ha un decorso, un trattamento e caratteristiche differenti, per il genitore il problema resta solo uno: “mio figlio non mangia!”

Iniziamo con il distinguere i disordini alimentari, che necessitano trattamenti farmacologici specifici, poichè determinano un insufficiente apporto di nutrienti per la crescita, dalla selettività alimentare, la quale rappresenta uno step naturale dello sviluppo e se i genitori adottano i giusti metodi e seguono le indicazioni, si risolve spontaneamente. Sono situazioni da attenzionare con il pediatra, il nutrizionista e/o il gastrentelogo poichè anche se in misura inferiore, possono essere causa di una mancata crescita, dal momento che si sviluppa dai 18 ai 24 mesi, periodo ancora critico nella crescita.

La selettività inizia in questa fase che coincide con la capacità del bambino di effettuare scelte del cibo, esprimere preferenze sul gusto e sulla forma, insomma è nel pieno dell’espressione della sua autonomia nelle scelte.

Per quanto mangiare, a noi adulti, possa risultare un’azione semplice, per il bambino è un momento di scoperta, proprio perchè si ritrova all’inizio del suo processo di conoscenza e sviluppo dei sapori e deve comprendere le proprie capacità di auto-regolazione. Inoltre l’atto del mangiare prevede una sicurezza nella coordinazione dei muscoli della cavità orale con le labbra, la lingua, il palato, la mascella e le guance. Se il bambino non si sente sicuro in questi movimenti attuerà la selettività come meccanismo protettivo nei confronti di ciò che non conosce.

La selettività alimentare molte volte è indicata anche come “sensory food adversion” ad intendere proprio un’avversione sensoriale, questo ci fa comprendere quanto sia importante l‘aspetto sensoriale del cibo, inteso come consistenza, gusto (percezione diversa del dolce e del salato) , suono ( ogni alimento avrà un suono durante la disintegrazione nella cavità orale), tocco, vista e odore.

Questi aspetti sensitivi il bambino li sviluppano già durante la gravidanza e l’allattamento in relazione all’alimentazione materna, più è varia, più sapori conosce. Per questo infatti la terapia migliore nella selettività è la continua esposizione all’alimento, senza forzature, senza inganni e/o ricatti.

Il ruolo del genitore è fondamentale, ad esso spetta il compito di educarsi alla corretta alimentazione, di non essere ansioso al momento dei pasti e di consumare il pasto in un momento di serenità. Qualsiasi comportamento o stato emotivo dei genitori viene appreso dal bambino come una calamita e se questo non gli trasmette serenità, adotterà dei compormanti compensatori e protettivo, tra cui anche la selettiva.

Da qui comprendiamo che per un bambino l’atto del mangiare e quindi il comportamento alimentare è la risultante di fattori biologici, comportamentali, antropologici, socio culturali e genitoriali e vanno compresi singolarmente per poter trovare la giusta soluzione.

Infatti il professionista della nutrizione spesse volte si avvale di scale valutative, composte da questionari con l’obiettivo di indagare e comprendere anche le dinamiche familiari del pasto e indicare la soluzione più ideale.

Se vuoi approfondire questo argomento e visionare alcuni strumenti utili per la comprensione e la gestione della selettività a tavola puoi seguire il corso gratuito online: “La selettività in età pediatrica” in collaborazione con la pedagogista, dott.ssa Rossella Attivissimo.

Potrai inoltre visionare un esempi di realizzazione e utilizzo delle scatole sensoriali alimentari, strumento utile per valutare e migliorare l’aspetto sensoriale del bambino nei confronti del cio.

Ti Aspettiamo

A cura della dott.ssa Mariaconcetta Cariello

BenEssere Donna: cambienti e supporto nutrizionale alla prevenzione in ogni fase evolutiva

Da bambina ad adolescente, all’età fertile alla menopausa, ogni tappa evolutiva merita un attenzione e un supporto nutrizionale per assicurare il corretto equilibrio ormonale e un ottimale stato di salute.

Sì perché è l’equilibrio ormonale a stabilire il decorso di ogni singola tappa con l’obiettivo primario di assicurarsi sempre uno stato di salute ed evitare l’insorgenza di malattia.

La donna, a differenza dell’uomo dove prevalgono gli androgeni, ha un assetto ormonale prevalentemente gestito dall’equilibrio estrogeni/progesterone questi determinano:

– una maggiore predisposizione a rischio cardiovascolare, poiché i vasi sanguigni sono più piccoli e ramificati rispetto all’uomo;

– un maggior rischio di sviluppare osteoporosi sia perché è presente una quantità di tessuto osseo minore rispetto all’uomo e sia perché durante la menopausa l’assenza degli estrogeni ne determina una rapida perdita;

– differente risposta del sistema immunitario in relazione allo stress e all’equilibrio del sonno

– un maggior rischio di sviluppare depressione, cambiamenti umorali e dipendenze ( maggiore difficoltà a smettere di fumare) ;

Come possiamo vedere sono diversi gli aspetti su cui intervenire e prendersi cura, possono infatti entrare in un network psicobiologico che vede una bidirezionalità ormoni-cervello-psiche.

A garantire lo stato di stato di salute, lo stile di vita fa da padrone, è infatti inteso come la nostra modalità di vivere e gestire le emozioni, il rapporto con l‘alimentazione e la nutrizione e la presenza di fattori ambientali (uso di farmaci, fumo, sonno e attività fisica), risultando così un’interazione di aspetti biologici, sociali e psicologici.

Lo stile di vita è anche prevenzione, ovvero l’insieme di tutte quelle azioni messe in atto proprio per evitare l’insorgenza di malattie e disturbi mentali e conservare lo stato di salute.

Come facciamo prevenzione?

Come abbiamo visto la donna ha una differente risposta del sistema immunitario, in relazione sia all’equilibrio ormonale che alla gestione di tanti aspetti che possono susseguirsi nel corso della vita:

  • in età adolescenziale, con l’arrivo del primo ciclo è importante supportare con i giusti micronutrienti il corpo che cambia e attuare un alimentazione anti infiammatoria per contrastare il dolore e garantire la crescita;
  • in età fertile è utile adottare strategie nutrizionali volte a garantire una corretta crescita follicolare, un buono stato dell’endometrio e a seguire tutta l’alimentazione necessaria alla crescita fetale e al supporto durante l’allattamento;
  • in età adulta garantirsi una sana alimentazione permetterà di mantenere uno stato infiammatorio basso, un equilibrio ormonale e intestinale ottimale, le cui alterazioni sono alla base di candida, cistiti, acne, vaginiti, infertilità

È inevitabile come questi disturbi possano riflettersi su alterazioni dell’umore, variazioni corporee, bassa autostima e alle volte mancata accettazione del proprio corpo, per questo è sempre importante un supporto multidisciplinare ( ostetrica, psicologa, nutrizionista) per garantire una risoluzione del problema ad ampio spettro e nel rispetto delle problematiche.

I micronutrienti da assicurarsi a supporto del sistema immunitario sono i seguenti:

Vitamina D , principale modulare del sistema immunitario e della salute ossea;

Vitamina C, responsabile dell’azione antiossidante per contrastare la formazione di radicali, responsabili dell’invecchiamento e dello stato stato infiammatorio;

Zinco, essenziale per tutti i processi di crescita e maturazione cellulare e al sostegno delle capacità cognitive

Selenio, cofattore di molte reazioni biologiche volte alla salvaguardia del metabolismo cellualare.

Magnesio inoltre, insieme al triptofano è utile per la sintesi di serotonina, l’ormone del buon umore, quello di cui siamo carenti quando desideriamo il pezzo di cioccolato a fine pasto, ecco in quel momento il nostro corpo ci sta chiedendo una ricarica di serotonina, ma in ottica preventiva è utile chiederci “perché c’è quella carenza” ed essere a conoscenza di quali sono le strategie di supporto che possiamo adottare.

Se vuoi approfondire questi ed altri argomenti, insieme alla dott.ssa Anna Calcaterra, psicologa, abbiamo organizzato un incontro online: BenEssere Donna: Prevenzione dalla testa alla pancia“.

L’incontro ci sarà Mercoledì 18 Ottobre alle 20:30, è gratuito, online e sarà disponibile la registrazione.

Non perdere questa grandiosa esperienza, potrai guardarlo comodamente dal tuo divano e capire perché ogni volta hai quella voglia di cioccolato.

La prevenzione è nella testa, è nei nostri modi è nelle nostre abitudini, è nell’amore per se stesse, inizia già nella pancia, continua nella testa e attraversa la pancia.

Sii curiosa di conoscere questo magico viaggio !

Ti aspettiamo

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello