
La perdita di peso viene spesso rappresentata come un processo lineare, ma non è così!
Una riduzione costante dell’energia introdotta comporta una riduzione proporzionale del peso corporeo nel tempo. Tuttavia, questa rappresentazione è una semplificazione di un fenomeno biologico altamente complesso. Il corpo umano possiede sofisticati sistemi di regolazione energetica che tendono a difendere l’equilibrio e la stabilità del peso corporeo, attraverso modificazioni metaboliche, endocrine e comportamentali. Per questo motivo, il dimagrimento reale è tipicamente caratterizzato da fasi di calo, rallentamento e plateau, piuttosto che da una diminuzione lineare e prevedibile del peso.
Il peso corporeo inoltre è regolato da un sistema integrato che coinvolge: il sistema nervoso centrale (ipotalamo), il tessuto adiposo e gli ormoni gastrointestinali: la leptina, la grelina e l’insulina che svolgono un ruolo centrale nella comunicazione tra tessuto adiposo, sistema digestivo e cervello, regolando fame, sazietà e metabolismo.
Questi sistemi coordinano l’apporto energetico, il dispendio energetico e la composizione corporea.
Perché la perdita di peso non è lineare?
La non linearità della perdita di peso deriva da diversi fattori fisiologici che modificano la relazione tra deficit energetico e variazione del peso corporeo.
I principali sono:
• adattamenti metabolici
• modificazioni ormonali
• cambiamenti nella composizione corporea
• variazioni del dispendio energetico spontaneo
Questi fenomeni rendono la relazione tra calorie ingerite e peso corporeo dinamica e dipendente dal tempo. Uno dei fenomeni più documentati nella letteratura scientifica è l’adattamento metabolico (metabolic adaptation o adaptive thermogenesis). Durante la perdita di peso si osserva spesso una riduzione del metabolismo basale superiore a quella prevista dalla sola perdita di massa corporea, in sostanza il corpo consuma meno energia di quanto ci si aspetterebbe sulla base del nuovo peso. Questa risposta fisiologica rappresenta un meccanismo evolutivo di difesa contro la perdita di energia.
Studi longitudinali mostrano che l’adattamento metabolico può essere associato anche a un aumento del senso di fame e del desiderio di mangiare, suggerendo un’integrazione tra regolazione metabolica e controllo dell’appetito.
Cambiamenti ormonali durante la perdita di peso
La restrizione energetica induce importanti cambiamenti endocrini che tendono a favorire il recupero del peso. Tra i principali:
Leptina: prodotta dal tessuto adiposo e segnala al cervello la quantità di energia immagazzinata. Quando la massa grassa diminuisce: i livelli di leptina si riducono e il cervello interpreta questo segnale come deficit energetico con conseguente aumento della fame e riduzione del dispendio energetico. Esperimenti su pazienti con deficit di leptina mostrano che la normalizzazione di questo ormone può prevenire parte della riduzione del dispendio energetico dopo perdita di peso.
Grelina: è spesso definita “ormone della fame”. Durante la perdita di peso: i livelli di grelina tendono ad aumentare e aumenta la motivazione a mangiare. Uno studio clinico ha dimostrato che la perdita di peso modifica i ritmi di secrezione di leptina e grelina, contribuendo alla regolazione dell’appetito durante il dimagrimento.
Insulina: La perdita di peso migliora generalmente la sensibilità insulinica, ma le variazioni di questo ormone da sole non sono sufficienti a predire il recupero del peso, suggerendo che la regolazione energetica è multifattoriale.
Cambiamenti nel dispendio energetico
Il dispendio energetico totale (Total Energy Expenditure) è composto da: Metabolismo basale (RMR), Termogenesi indotta dalla dieta, Attività fisica volontaria e NEAT (Non-Exercise Activity Thermogenesis). Durante la perdita di peso si osservano spesso:
• riduzione del metabolismo basale
• maggiore efficienza energetica nei movimenti
• riduzione spontanea dell’attività fisica quotidiana (NEAT)
Questi adattamenti contribuiscono a ridurre progressivamente il deficit energetico iniziale.
Perche arriva il Plateau di peso?
Il cosiddetto plateau di peso rappresenta una fase in cui il peso corporeo si stabilizza temporaneamente. Le cause principali includono proprio : adattamento metabolico, riduzione del dispendio energetico, aumento dell’appetito e modificazioni comportamentali, tutti i fattori precedente citati.
Questi plateau non indicano necessariamente un fallimento dell’intervento dietetico, ma piuttosto la necessità di una transizione verso un nuovo equilibrio energetico.
Non dimentichiamo che siamo tutti diversi:
Un elemento cruciale evidenziato dalla letteratura è la grande variabilità individuale nella risposta alla perdita di peso. I fattori che influenzano questa variabilità includono: la genetica, la massa muscolare, la composizione corporea iniziale, le abitudini alimentari, la qualità del sonno, i livelli di stress e microbiota intestinale
Di conseguenza, due individui sottoposti allo stesso deficit calorico possono presentare traiettorie di perdita di peso molto diverse, pertanto non sottovalutare ognuno di questi aspetti nel momento in cui osservi un plateau nella perdita di peso.
Comprendere la natura non lineare del dimagrimento ha importanti implicazioni nella pratica clinica e nella gestione del peso in quanto aiuta a ridurre aspettative irrealistiche, permette di interpretare correttamente i plateau, supporta strategie dietetiche più sostenibili, sottolinea l’importanza della continuità comportamentale nel lungo periodo.
La perdita di peso non dovrebbe quindi essere interpretata come un processo meccanico, ma come una dinamica fisiologica adattativa.
La perdita di peso è il risultato di un’interazione complessa tra deficit energetico, regolazione ormonale, adattamenti metabolici e comportamenti alimentari. Questi meccanismi rendono il dimagrimento un processo intrinsecamente non lineare, caratterizzato da adattamenti fisiologici che tendono a stabilizzare il peso corporeo. Comprendere questa complessità è essenziale poiché permette di interpretare correttamente le variazioni del peso corporeo e sviluppare strategie più efficaci per la gestione della perdita di peso.
A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello – Biologa Nutrizionista
