
Per molti anni ai genitori è stato detto di “ritardare” gli alimenti allergenici durante lo svezzamento. Uovo dopo l’anno, pesce più tardi, arachidi addirittura dopo i 3 anni.
Oggi però la ricerca scientifica ci racconta una storia diversa: introdurre gli allergeni nei tempi giusti, e non troppo tardi, potrebbe aiutare a ridurre il rischio di sviluppare allergie alimentari.
In questo articolo vedremo:
- quali sono i principali allergeni;
- quando introdurli;
- come offrirli in sicurezza;
- quali segnali osservare;
- e quali falsi miti è meglio lasciare andare.
COSA SONO GLI ALLERGENI ?
Gli allergeni sono proteine presenti in alcuni alimenti che, in soggetti predisposti, possono provocare una reazione del sistema immunitario.
Nei bambini, gli allergeni più comuni sono:
- latte vaccino;
- uovo;
- arachidi;
- frutta a guscio;
- pesce;
- crostacei;
- soia;
- grano;
- sesamo.
NON SERVE RITARDARE GLI ALLERGENI
Le linee guida più recenti della American Academy of Pediatrics e degli specialisti in allergologia pediatrica non raccomandano più di rimandare l’introduzione degli allergeni nei bambini sani.
Anzi, alcune evidenze mostrano che l’introduzione precoce di alimenti come uovo e arachidi durante il primo anno di vita può ridurre il rischio di allergia alimentare.
Questo vale soprattutto per:
- uovo;
- arachidi.
Gli studi più importanti, come il LEAP study, hanno cambiato radicalmente il modo in cui i pediatri affrontano oggi lo svezzamento.
QUANDO INTRODURRE GLI ALLERGENI
Nella maggior parte dei bambini:
- gli allergeni possono essere introdotti intorno ai 6 mesi;
- quando il bambino mostra i segnali di prontezza allo svezzamento;
- senza dover aspettare mesi tra un alimento e l’altro.
Per alcuni bambini ad alto rischio allergico — ad esempio con eczema severo o allergia all’uovo già diagnosticata — il pediatra potrebbe consigliare un’introduzione controllata e più precoce delle arachidi, anche tra i 4 e i 6 mesi.
COME INTRODURRE GLI ALLERGENI IN SICUREZZA
1. Scegli un momento tranquillo: Meglio a pranzo o al mattino, evitando la sera, in questo modo sarà più facile osservare eventuali sintomi.
2. Inizia con piccole quantità
- mezzo cucchiaino di yogurt;
- un pezzetto di uovo ben cotto;
- crema 100% di arachidi diluita.
3. Offri il cibo in maniera sicura: Attenzione soprattutto al rischio di soffocamento.
Esempi:
- niente frutta secca intera;
- niente cucchiai di burro d’arachidi denso;
- sì a creme lisce diluite o polveri mescolate ad altri alimenti.
4. Continua a proporlo nel tempo : Una volta tollerato, l’alimento dovrebbe rientrare nella dieta abituale del bambino.
La continuità sembra avere un ruolo importante nel mantenimento della tolleranza immunitaria.
Cosa conta davvero ?
- Attendi almeno due giorni prima introdurre un nuovo allergene
- Introduci un nuovo alimento in piccola quantità
- offrilo in una forma sicura
- osservare eventuali reazioni.
QUALI REAZIONI OSSERVARE ?
Le reazioni allergiche possono comparire entro pochi minuti o fino a circa due ore dopo il pasto.
I sintomi più comuni sono:
- orticaria;
- rossore;
- gonfiore di labbra o occhi;
- vomito;
- tosse persistente;
- difficoltà respiratoria.
In caso di sintomi importanti o difficoltà respiratoria bisogna contattare immediatamente i soccorsi.
E SE IN FAMIGLIA CI SONO ALLERGIE ?
La presenza di allergie in famiglia non significa automaticamente che il bambino svilupperà allergie alimentari.
Tuttavia, nei bambini con:
- eczema severo;
- allergie già note;
- forte rischio atopico,
è importante confrontarsi con il pediatra o con un allergologo pediatrico prima dell’introduzione di alcuni allergeni, in particolare arachidi.
Lo svezzamento non deve trasformarsi in una corsa piena di paura.
Le conoscenze scientifiche più recenti ci dicono che:
- gli allergeni non vanno evitati senza motivo;
- non serve rimandarne l’introduzione nei bambini sani;
- offrirli in modo graduale e sicuro è oggi l’approccio raccomandato.
Con serenità, osservazione e il supporto del proprio pediatra, anche il tema allergeni può diventare una parte normale dell’alimentazione complementare.
A cura di Mariaconcetta Cariello – Biologa Nutrizionista
