
Tutti, almeno una volta, abbiamo cercato nel cibo una tregua: dopo una giornata storta, un litigio in famiglia, uno stress sul lavoro o una paura che ci attanaglia dentro. Quel piatto preferito — un dolce, un cibo comfort, una porzione abbondante — sembra dare calore, sicurezza, sollievo ma a volte, basta.
Il cibo diventa un riparo con un senso: rassicura, riporta una sensazione familiare, ci fa sentire “a casa”. Questo meccanismo del cosiddetto comfort food — cibo consolatorio — è noto e studiato. Da un lato può alleviare temporaneamente emozioni negative, stress e senso di vuoto. Tuttavia, se diventa l’unico “spazio sicuro” a cui rifugiarsi, rischia di diventare un’abitudine poco funzionale: la via facile, ma non quella che cura davvero.
Vorrei proporti una riflessione: cosa succederebbe se il tuo rifugio diventasse un posto dentro di te, anziché un piatto fuori di te?
Trova il tuo “spazio sicuro alternativo”
Perché è necessario non cercare conforto solo nel cibo? Perché il benessere reale — quello che dura nel tempo — nasce da una connessione con sé stessi, con le proprie emozioni, con la propria mente e il proprio corpo.
Ecco alcune idee da considerare come “salvagente personale”:
– 🎨 Un gesto creativo — dipingere, scrivere, ritagliare, incollare, progettare. Anche un semplice schizzo o un collage nasconde un potenziale di ascolto e riflessione.
– 🧘♀️ Movimento consapevole — yoga, stretching, camminata a piedi o in bici: attiva il corpo, placa la mente grazie alla produzione di neurotrasmettitori quali dopamina e serotonina.
– 🌿 Contatto con la natura — curare piante, stare nel verde, sentire aria e terra: rimette in equilibrio, il contatto e la manualità sono cura
– 🧹 Ordine e cura dello spazio che abiti — mettere in ordine, pulire, riordinare può essere un gesto di cura anche interiore.
– 📚 Rito del silenzio o della lettura — creare un piccolo spazio e tempo per sé, per ricaricare mente e anima.
Queste attività — come dimostrano numerosi studi — possono funzionare come valide strategie di coping emotivo, ridurre la dipendenza dal cibo come unica via d’uscita alle emozioni e favorire un più sano equilibrio psico-fisico.
In pratica: trovare la tua “cassetta degli attrezzi” personale per reagire al malessere in modo diverso, più completo, più profondo.
Una scelta consapevole: nutri te stesso davvero
Per questo nuovo anno ti invito a fare un piccolo esperimento di consapevolezza:
– Osserva: quando hai voglia di “rifugiarti” nel cibo, chiediti cosa c’è dietro quel desiderio.
– Sii curioso: prova per una settimana a sostituire almeno un momento di comfort‑food con uno dei tuoi “spazi sicuri alternativi”.
– Ascolta: valuta come ti senti. Forse la fame emotiva diminuirà. Forse troverai che la vera sazietà la dà un gesto, una pausa, un’abitudine gentile verso te stesso.
E ricordati: il cibo può dare conforto, ma non può fare tutto da solo.
Ti auguro di trovare — in mezzo alla frenesia, al caos e agli impegni — un angolo tutto tuo : un posto dove riposarti, ascoltarti, ricaricarti.
Che questo nuovo anno ti regali non solo sapori, ma spazi di pace, spazi per sentire, respirare e accogliere.
E che il cibo, quando arriverà, sia davvero un nutrimento — del corpo e dell’anima.
A cura di Mariaconcetta Cariello – Biologa Nutrizionista
