
Normalità e mito della stipsi
Molti (troppi) dicono frasi del tipo “sono sempre stat* stitic*” oppure “non vado regolarmente in bagno” come se fosse un destino inevitabile. Tuttavia, la regolarità intestinale non è un lusso, ma uno degli indicatori fondamentali di salute gastro-intestinale e sistemica: il tratto intestinale ha un ruolo centrale nell’assorbimento dei nutrienti, nella modulazione immunitaria, nella produzione di metaboliti utili (come acidi grassi a catena corta) e nella relazione con il microbiota.
La stipsi è tra i disordini gastrointestinali più comuni: si stima che circa il 14 % della popolazione mondiale ne sia affetta almeno episodicamente. In uno studio statunitense, è stato dimostrato che una migliore qualità generale della dieta (indice HEI-2015) risultava associata a minori probabilità di costipazione (definita tramite frequenza o consistenza delle feci).
Quante “stipsi” conosci ?
La stipsi non è un’unica entità: per comprendere meglio come intervenire è utile distinguerne almeno due forme principali:
1. Stipsi da transito lento: È caratterizzata da un rallentamento del tempo di transito attraverso il colon. I pazienti spesso riferiscono movimenti intestinali rari (meno di 2‑3 volte a settimana), sensazione di evacuazione incompleta, uso frequente di sforzo.
In questi casi, il problema non è tanto la consistenza delle feci, quanto la difficoltà motoria del colon nel muoverle. Uno studio ha evidenziato che l’assunzione quotidiana di fibre solubili per quattro settimane può accelerare il transito colico e alleviare i sintomi .
2. Stipsi da predominanza di consistenza (feci dure, difficili da espellere) : In questa forma, il problema è che le feci diventano eccessivamente dure, secche e compatte, rendendo difficile l’espulsione. Anche con un transito non estremamente rallentato, la consistenza “troppo difficile” costituisce un ostacolo.
– Le caratteristiche includono sforzo eccessivo, sensazione di blocco, uso di clisteri o supposte occasionali.
– Comuni fattori coinvolti includono scarsa idratazione, basso contenuto di fibra solubile, dieta povera di prebiotici che favoriscono produzione di acqua intraluminale, alterazioni del microbiota locale.
Queste due forme non sono mutualmente esclusive: in molti pazienti convivono elementi di rallentamento del transito e feci dure.
Strategie nutrizionali: alimenti utili a supporto
Le strategie consigliate variano a seconda del quadro predominante (transito lento vs consistenza) e della tolleranza individuale. È sempre consigliato il supporto di un professionista.
Migliorare la motilità e accelerare transito: Possono essere utili: Fibre solubili (psillio, pectina, inulina, gomma di guar), frutti con effetto lassativo (prugne, fichi, kiwi), acqua minerale ricca di magnesio
Ammorbidire la consistenza: Possono essere utili: Fibre solubili, incremento dell’idratazione, olio extravergine (piccola quantità), alimenti fermentabili (yogurt, kefir, verdure)
Supporto al microbiota: Possono essere utili: Prebiotici (fibre fermentabili) e alimenti ricchi di polifenoli (frutta, verdura, tè verde. M
Possiamo capire che frasi del tipo: “sono sempre stat* stitic*” può sembrare una condanna, ma nella maggior parte dei casi è un segnale che qualcosa va migliorato, non un destino immutabile.
Essere capaci di distinguere se prevale un problema di transito lento o di consistenza può guidare le scelte alimentari e strategiche insieme al tuo professionista di riferimento.
Resta informato e impara ad ascoltarti.
A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello – Biologa Nutrizionista
