
Quando si parla di alimentazione nei primi mesi di vita, il latte materno è universalmente riconosciuto come il miglior alimento per il neonato. Tuttavia, non sempre è possibile allattare al seno. In questi casi, il latte artificiale rappresenta un’opzione sicura e regolamentata. Ma quali sono le differenze tra i due dal punto di vista nutrizionale e funzionale? E come può un genitore fare una scelta informata?
Latte materno: composizione e benefici unici
Il latte materno è un fluido dinamico, il cui contenuto varia nel tempo (colostro, latte di transizione e latte maturo), nell’arco della giornata e perfino durante la singola poppata. Si compone di :
Proteine: in una quota inferiore rispetto al latte vaccino (circa 0,9-1,2 g/100 ml), ma altamente digeribile. Il rapporto sieroproteine/caseina è favorevole (70:30), riducendo lo stress renale. Sono presenti anche lattalbumina, lisozima e lattoferrina, con proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie.
Grassi: forniscono circa il 50% dell’energia. Il latte è ricco in acidi grassi polinsaturi a lunga catena (DHA e ARA), essenziali per lo sviluppo cerebrale e visivo. Inoltre, i grassi nel latte materno sono meglio assorbiti grazie alla presenza di enzimi digestivi come la lipasi.
Carboidrati: principalmente lattosio, ma anche oltre 200 tipi di oligosaccaridi che nutrono i batteri benefici intestinali (come i bifidobatteri). Questi zuccheri non digeribili modulano l’immunità e proteggono da infezioni.
Micronutrienti e cellule vive: il latte contiene vitamine, minerali, cellule immunitarie, ormoni e fattori di crescita, che non sono replicabili nelle formule artificiali.
Benefici clinici riconosciuti dell’allattamento al seno
– Riduzione del rischio di infezioni gastrointestinali, respiratorie e otiti.
– Miglior regolazione del peso e riduzione del rischio di obesità e diabete.
– Maggiore sviluppo cognitivo (alcuni studi indicano un QI leggermente superiore).
– Minore incidenza di SIDS (morte improvvisa del lattante).
Latte artificiale: evoluzione e composizione
I latti formulati sono detti tali poiché derivano da una formulazione per avvicinarsi il più possibile al profilo nutrizionale del latte materno, utilizzando prevalentemente latte vaccino modificato, in quanto se restasse tale avrebbe degli apporti o troppo elevati ( quota proteica e di grassi) o troppo carente (grassi buoni e micronutrienti). Ma da cosa è composto e cosa viene modificato ?
Proteine: adeguate per quantità e digeribilità (1,2–1,6 g/100 ml). Il rapporto sieroproteine/caseina è variabile (60:40 o 50:50) per adattarsi ai fabbisogni, per questo sono presenti le diverse formulazioni (latte 1,2,3)
Grassi: aggiunta di DHA e ARA, oli vegetali e talvolta latte intero. Tuttavia, la biodisponibilità dei grassi è inferiore, poiché mancano le lipasi e i globuli lipidici naturali.
Carboidrati: generalmente lattosio, ma alcune formule usano amidi o maltodestrine per ridurre l’osmolarità.
Additivi: arricchite con vitamine, ferro, prebiotici (GOS, FOS), probiotici (L. reuteri, B. lactis), nucleotidi e antiossidanti.
Pur non replicando le componenti bioattive del latte materno, i latti moderni sono regolamentati a livello europeo e garantiscono la crescita e lo sviluppo del bambino.
Quando il latte artificiale è necessario?
Non sempre allattare al seno è possibile o indicato. Alcuni casi:
– Ipogalattia persistente o agalattia.
– Terapie farmacologiche incompatibili con l’allattamento.
– Infezioni materne (es. HIV nei Paesi in cui non è garantita la sicurezza dell’allattamento).
– Problemi emotivi o relazionali importanti per la mamma.
– Rientro al lavoro senza possibilità di estrazione e conservazione del latte.
In questi casi, il latte artificiale è una risorsa fondamentale, non un fallimento. Ciò che conta è il benessere del bambino e della madre dettato da una scelta informata e supportata.
Il latte materno è insostituibile per composizione e benefici, ma il latte artificiale è oggi un’alternativa sicura e nutrizionalmente completa. La scelta tra allattamento e formula deve essere rispettosa della storia e delle necessità di ciascuna famiglia.
Il ruolo dei professionisti della salute è offrire informazioni scientificamente fondate, ma anche ascolto, empatia e supporto pratico.
A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello
