Il percorso nutrizionale: tra resistenze psicologiche e nuove possibilità

Il cambiamento delle abitudini alimentari è un processo molto più complesso del semplice “seguire una dieta”. Si tratta di un vero e proprio percorso di trasformazione identitaria e comportamentale, in cui corpo e mente devono muoversi all’unisono. Tuttavia, nonostante la motivazione iniziale, molti di voi possono trovarsi presto a fare i conti con resistenze psicologiche che ostacolano il cambiamento.

Le Resistenze al Cambiamento

Secondo vari studi sul comportamento umano (Prochaska & DiClemente, 1983), il cambiamento è raramente lineare e tende a incontrare ostacoli interni. Ecco alcune delle principali resistenze osservate nel contesto nutrizionale:

Autosabotaggio: meccanismi inconsci che portano a invalidare i propri progressi (“tanto fallirò di nuovo”).

Perfezionismo: una rigidità mentale che porta a mollare tutto al primo errore (“o tutto o niente”).

Negazione: minimizzare o rimuovere la consapevolezza del problema (“non mangio tanto, è il metabolismo”).

Proiezione: attribuire ad altri la responsabilità delle proprie difficoltà (“se non avessi figli e famiglia sarebbe tutto più semplice”)

Paura del successo: timore inconscio che il cambiamento porti con sé nuove aspettative o destabilizzi relazioni e ruoli sociali (“E se non riuscissi? Meglio non iniziare”)

La bella notizia: abbiamo degli strumenti per superare le resistenze

1. Diario di consapevolezza: Scrivere ogni giorno cosa si è mangiato, come ci si sentiva prima/dopo e cosa ha influenzato quella scelta. Aiuta a distinguere cause interne da cause esterne.

2. Domande chiave da porsi:

   – Cosa posso fare io, anche in un contesto difficile?

   – Quali scelte sono davvero sotto il mio controllo?

   – Sto usando gli altri come scusa per non assumermi la responsabilità?

3. Costruire un Alleanza terapeutica: Il lavoro con un nutrizionista (e quando serve uno psicologo) aiuta a “guardarsi dentro” senza giudizio, sciogliere le difese e trovare soluzioni pratiche.

4. Obiettivi realistici: Uscire dal perfezionismo è fondamentale. Piccoli passi, adattabili alla propria quotidianità, sono più sostenibili e motivanti.

Il cambiamento non è una semplice questione di forza di volontà, ma richiede introspezione, supporto e strumenti concreti. Le resistenze fanno parte del processo, ma riconoscerle – soprattutto quando si mascherano da giustificazioni plausibili – è il primo passo verso un’alimentazione consapevole, autonoma e duratura.

Cambiare si può, ma solo quando si smette di puntare il dito fuori e si inizia a guardarsi dentro, con gentilezza e verità.

A cura di Mariaconcetta Cariello – Biologa Nutrizionista

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