
Lo svezzamento rappresenta una tappa importante nella crescita del bambino, non solo da un punto di vista nutrizionale ma anche emotivo e relazionale. È proprio in questa fase che molte mamme si sentono vulnerabili, cariche di aspettative, dubbi e paure. Affrontare lo svezzamento con informazioni basate sull’evidenza scientifica può ridurre l’ansia e favorire un approccio più rilassato, rispettoso dei tempi e dei bisogni del bambino.
Di seguito analizziamo gli errori più comuni da evitare, approfondendone le cause, i rischi e le strategie per affrontarli con maggiore consapevolezza.
1. Anticipare i tempi senza segnali di prontezza: Iniziare lo svezzamento solo “perché è arrivato il 4° o 6° mese” senza osservare i segnali di prontezza può essere un errore. Secondo le raccomandazioni OMS e ESPGHAN, l’introduzione degli alimenti solidi dovrebbe avvenire tra i 5 e i 6 mesi, ma solo quando il bambino mostra specifici segnali: controllo del capo, interesse per il cibo, capacità di stare seduto con poco supporto, scomparsa del riflesso di estrusione.
Perché evitarlo: Introdurre cibi solidi troppo presto può aumentare il rischio di soffocamento, allergie, e può compromettere l’apporto di nutrienti fondamentali contenuti nel latte materno o formulato.
2. Forzare il bambino a mangiare:
“No, devi finirlo tutto!”
Una frase comune ma controproducente. L’alimentazione non deve diventare una battaglia. Il bambino è naturalmente in grado di autoregolarsi: alcuni giorni mangerà di più, altri meno. Forzarlo può rompere la fiducia nel momento del pasto e innescare dinamiche disfunzionali.
Perché evitarlo: Studi sul comportamento alimentare infantile mostrano che la coercizione nel mangiare può portare a una minore accettazione dei cibi e a un aumentato rischio di disturbi alimentari in età successive. (Birch & Fisher, 1998). Costringere un bambino a mangiare può compromettere la sua capacità di autoregolarsi e aumentare il rischio di disturbi alimentari in età successive (Birch & Fisher, 1998). L’alimentazione dovrebbe essere guidata dalla fame e dalla curiosità, non dalla pressione.
3. Dare cibo solo frullato per troppo tempo: Anticipare può aumentare il rischio di soffocamento, allergie o problemi digestivi. Rimandare troppo, invece, può ostacolare l’apprendimento delle abilità orali e masticatorie. L’utilizzo di frullati e pappe non dovrebbero durare mesi. E’ utile iniziare con consistenze morbide, ma è anche fondamentale introdurre nel tempo consistenze più “corpose” (es. cibi schiacciati, pezzetti morbidi) è fondamentale.
Perché? : La masticazione stimola i muscoli oro-facciali, favorisce la digestione, prolunga il tempo del pasto e induce maggiore sazietà. Inoltre, aumenta la varietà e riduce il rischio di selettività alimentare.
4. Usare schermi o distrazioni durante i pasti: Usare tablet o TV per “farlo mangiare” sembra una scorciatoia utile, ma è dannosa.
Perché? Impedisce al bambino di esplorare con vista, tatto e olfatto, Riduce l’attenzione ai segnali interni di fame/sazietà e Ostacola la relazione con il cibo
Uno studio su JAMA Pediatrics (2020) ha dimostrato che i bambini distratti da schermi mangiano di più, ma senza consapevolezza.
5. Offrire alimenti a rischio soffocamento: Ci sono cibi che, se non tagliati o cotti correttamente, aumentano i rischi: uva intera, carote crude, frutta secca intera, pezzi duri.
Segui le indicazioni di SIPPS, ESPGHAN e AAP per offrire cibi in modo sicuro, oppure leggi questo articolo per una guida pronta all’uso.
6. Proiettare ansie e paure sul bambino:
“E se non mangia abbastanza?”
“E se gli manca qualcosa?”
Il rischio è quello di rendere il pasto un momento carico di tensione e il bambino lo percepisce.
Cosa fare? Affidati al pediatra o a un nutrizionista e ricorda che le prime fasi sono di pura sperimentazione. Non contare ogni grammo, ma osserva il comportamento globale, più sei serena, più lui sarà sereno.
– Non esiste un “manuale perfetto”, ma il tuo bambino ha già le competenze per guidarti
– Fidati del suo istinto, affiancato dal tuo sostegno
– Prepara il terreno con cura, ma lascia spazio alla scoperta
– Il cibo è relazione, esperienza, crescita
Questo momento è cruciale per il resto della sua vita: creare un clima alimentare positivo fin da piccoli aiuta il bambino ad avere un rapporto sano con il cibo anche da adulto.
Se ti senti incerta o impaurita, sappi che non sei sola. Informarsi, confrontarsi con esperti e condividere i dubbi è il primo passo verso uno svezzamento più consapevole. Ogni pasto è un’occasione per crescere insieme.
Concediti tempo, fiducia e ascolto. Perché uno svezzamento sereno inizia anche da te.
A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello – Biologa Nutrizionista
