Il comportamento alimentare in età pediatrica: la famiglia e il rischio di disturbi alimentari in adolescenza

Il comportamento alimentare dei bambini si sviluppa in modo complesso e graduale, influenzato da una combinazione di fattori biologici, psicologici e sociali. Tra questi, la famiglia gioca un ruolo centrale nel modellare le abitudini alimentari fin dalla prima infanzia. L’interazione con i genitori e le pratiche alimentari adottate all’interno del nucleo familiare possono avere un impatto significativo sulla percezione del cibo e sull’atteggiamento verso l’alimentazione. Tuttavia, commenti inadeguati o atteggiamenti errati da parte dei genitori possono contribuire all’insorgenza di disturbi alimentari soprattutto in età adolescenziale.

LA FAMIGLIA E IL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
Nei primi anni di vita, i genitori fungono da modelli comportamentali per i propri figli. Le abitudini alimentari della famiglia, come la scelta dei cibi, i tempi e il contesto dei pasti, influenzano il modo in cui i bambini percepiscono l’alimentazione. I piccoli tendono a imitare ciò che vedono fare dai genitori e dai fratelli, quindi una famiglia che promuove una dieta equilibrata e una relazione sana con il cibo può favorire lo sviluppo di abitudini alimentari positive.

La famiglia non è solo il contesto in cui avviene l’apprendimento delle abitudini alimentari, ma rappresenta anche un ambiente emotivo che può influenzare il rapporto con il cibo. Ad esempio, l’uso del cibo come ricompensa o punizione può instaurare un’associazione tra cibo ed emozioni, facendo sviluppare un rapporto disfunzionale con l’alimentazione. Inoltre, un’atmosfera familiare serena e priva di stress durante i pasti può facilitare il consumo di cibi nuovi e salutari, mentre un clima teso o conflittuale può rendere il momento del pasto problematico.

I COMMENTI DEI GENITORI: DANNO O BENEFICIO
Nonostante le buone intenzioni, alcuni commenti o atteggiamenti dei genitori possono avere effetti negativi sulla percezione del corpo e sull’atteggiamento verso il cibo dei bambini. Critiche riguardanti il peso, il corpo o la quantità di cibo consumato possono portare il bambino a sviluppare una percezione negativa di sé e a temere il giudizio altrui. Frasi come “Non mangiare troppo, altrimenti ingrassi” o “Hai già finito tutto il piatto, ma quanto mangi?” possono sembrare innocue, ma possono generare insicurezze che aumentano il rischio di sviluppare disturbi alimentari, come l’anoressia o la bulimia, durante l’adolescenza.

Inoltre, l’insistenza verso un alimentazione restrittiva, soprattutto nei casi di obesità pediatrica, o l’enfatizzazione della magrezza come ideale di bellezza possono trasmettere ai bambini un messaggio distorto, secondo cui il valore personale è legato all’aspetto fisico e al peso corporeo. In questo modo, il cibo può diventare un mezzo per ottenere approvazione sociale o per gestire emozioni complesse, invece di essere semplicemente una fonte di nutrimento e piacere.

COME PROMUOVERE UNA RELAZIONE SANA
La prevenzione dei disturbi alimentari inizia dall’infanzia, con l’adozione di pratiche alimentari e comportamentali che favoriscano una relazione equilibrata con il cibo. I genitori possono adottare alcune strategie per aiutare i propri figli a sviluppare un comportamento alimentare sano:

Evitare commenti sul peso e sul corpo: È importante evitare di fare osservazioni negative sul corpo del bambino o di altre persone. Invece di concentrarsi sull’aspetto fisico, è meglio enfatizzare l’importanza della salute e del benessere.

Promuovere l’autoregolazione: I bambini dovrebbero essere incoraggiati ad ascoltare i segnali di fame e sazietà del proprio corpo, evitando di obbligarli a finire tutto il cibo nel piatto o a seguire diete specifiche.

Creare un ambiente positivo durante i pasti: I momenti del pasto dovrebbero essere piacevoli e privi di tensioni. È utile evitare distrazioni come televisione o dispositivi elettronici, per favorire la consapevolezza di ciò che si sta mangiando.

Essere un buon esempio: I genitori possono influenzare positivamente i propri figli adottando a loro volta abitudini alimentari sane e mostrando un atteggiamento equilibrato nei confronti del cibo.

Educare i figli sull’importanza di una dieta varia ed equilibrata: Insegnare ai bambini l’importanza di tutti i gruppi alimentari, evitando di etichettare i cibi come “buoni” o “cattivi”.

Disturbi alimentari in adolescenza: un problema sempre crescente poiché l’adolescenza rappresenta una fase critica per lo sviluppo di disturbi alimentari, in quanto coincide con profondi cambiamenti fisici, psicologici e sociali. Durante questo periodo, l’immagine corporea assume un ruolo centrale e l’attenzione verso il proprio aspetto può diventare ossessiva. Se il bambino ha interiorizzato messaggi negativi relativi al cibo o al corpo durante l’infanzia, sarà più vulnerabile a sviluppare comportamenti alimentari disfunzionali, come restrizioni alimentari, abbuffate o utilizzo di pratiche compensatorie (vomito autoindotto, uso di lassativi). Secondo alcune ricerche, i bambini esposti a commenti sul loro peso o incoraggiati a seguire diete restrittive hanno maggiori probabilità di sviluppare un’alimentazione disordinata e una scarsa autostima.

I disturbi alimentari non riguardano solo il peso, ma sono spesso collegati a difficoltà emotive, come ansia, depressione o bassa autostima, e possono avere conseguenze gravi sulla salute fisica e mentale a lungo termine.

Conclusioni
Il comportamento alimentare in età pediatrica si forma in larga misura all’interno della famiglia, che gioca un ruolo chiave nel promuovere abitudini sane e nell’evitare atteggiamenti che possano favorire l’insorgenza di disturbi alimentari. Commenti e atteggiamenti inappropriati possono avere conseguenze negative sul rapporto dei bambini con il cibo e sulla percezione di sé, aumentando il rischio di sviluppare problematiche alimentari in adolescenza. La prevenzione passa attraverso la promozione di un ambiente familiare sereno, una comunicazione attenta e una relazione equilibrata con il cibo, per garantire il benessere fisico e psicologico dei bambini lungo tutto il corso della loro crescita.

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello – Biologa Nutrizionista

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