Obesità infantile: possiamo ancora recuperare?

Guardati intorno, quanti bimbi vedi con un peso maggiore di quello che dovrebbero avere, in relazione alla loro età e crescita?

Non è grassofobia o Diet Culture ma educare le famiglie a pensare nell’ottica della prevenzione e della salvaguardia del benessere, dello stato di salute e della qualità di vita del bambino, nonché futuro adulto.

Perché l’obesità infantile è sempre in aumento? Quali sono le cause? Cosa si può fare?

Informiamoci un po’

L’obesità infantile è diffusa principalmente nei paesi industrializzati, sintomo di un profondo disequilibrio tra stile di vita e alimentazione. In Italia all’età di 8 anni il 39% dei bambini è in sovrappeso e il 17% è obeso. Più in generale, l’OMS ha stimato che 340 milioni di bambini e adolescenti tra i 5 e i 19 anni manifestano un eccesso di peso.

Oltre alla pericolosità di quest’ultimo che potrebbe avere sullo stato di salute in età pediatrica, la problematica maggiore è che questo si riflette anche nell’adulto di domani, predisponendolo maggiormente a patologie dismetaboliche, invalidità e morte prematura.

A differenza degli adulti, per i quali viene utilizzato il BMI, come indice di sovrappeso / obesità, nel caso dei bambini vengono utilizzati i percentili che mettono in relazione altezza ed età per stabilire l’andamento della crescita:

< 5° percentile: sottopeso

5°-85° percentile: normopeso

85°-94° percentile: sovrappeso

95°-98° percentile: obesità

> 99° percentile: obesità grave

Questo valore fornisce un’indicazione generale che andrà letta e contestualizzata dal pediatra in collaborazione con lo specialista della nutrizione poiché bisogna considerare anche altri fattori che possono incidere sullo stato di salute di un bambino: storia familiare, abitudini alimentari, attività fisica e vondizioni psico-sociali.

Se dovessimo indicare alcune fasi critiche per lo sviluppo di obesità nei bambini e dove è necessario prestare un attenzione maggiore, potremmo indicare queste:

NASCITA poiché un basso peso durante il periodo gestazionale corrisponde ad un rapido aumento dopo la nascita. Risulta importante supportare anche l’alimentazione materna nei 9 mesi di gestazione.

PRIMO ANNO DI VITA poiché un divezzamento troppo precoce, con eccesso di energia e proteine a discapito dell’allattamento, che sia naturale o artificiale, predispone all’adiposity rebound, ovvero una sintesi eccessiva di grassi intorno ai 4-5 anni di vita.

DAI 4 AI 6 ANNI poiché un eccesso di cibi zuccherati e grassi si associano ad un eccesso del fabbisogno stimato, associati ad un movimento quasi nullo, preferendo tv e tablet, favoriscono l’insorgere dell’obesità.

PUBERTA’ soprattutto i maschi in questa fase subiscono un cambiamento nella composizione corporea, aumentando la massa magra e diminuendo la massa grassa; arrivare a questa età con un eccesso di peso è molto probabile che sfoci nel sovrappeso/obesità anche in età adulta.

Perché oggi l’obesità infantile è sempre più in aumento?

Il cibo è ovunque, ed è sempre più presente quello di rapido e facile consumo.

Si preferiscono cibi pronti, ricchi di proteine, grassi e zuccheri aggiunti.

Si bada poco alla qualità degli alimenti per dare più importanza alla quantità.

Si utilizzano pochi carboidrati complessi e fibra (frutta, verdura, cereali e legumi)

Non esistono più orari precisi in cui mangiare

Ci si muove molto poco

Si parla e condivide poco in famiglia, facendo sì che il momento del pasto perda il suo ruolo educativo.

L’obesità pediatrica, può essere associata ad altre problematiche quali:

Disturbi psicologici

Pressione alta

Aumento del colesterolo e dei trigliceridi

Problemi ortopedici

Malfunzionamento dell’insulina

Accumulo di grasso a livello epatico

Si può limitare tutto questo?

Ovviamente si, con le giuste attenzioni e comportamenti alimentari adeguati in famiglia:

Non eliminare la verdura dal piatto del proprio bimbo solo perché le prime volte esprime un rifiuto verso esse. Prima che un bimbo accetti un nuovo alimento c’è bisogno di almeno 10 esposizioni allo stesso, magari sotto diverse forme. Non arrenderti!

Prediligi le preparazioni semplici e genuine. Con un po’ di organizzazione diventa tutto più facile.

Insegna ai tuoi figli come fare una colazione sana e quale sia la sua importanza durante la giornata.

Effettuate piccoli spuntini con frutta, yogurt e frutta secca, per gestire meglio la fame durante la giornata, saranno molto più buoni e sazianti di una merendina.

Riduci l’utilizzo di cibi pronti, pre-fritti e fast-food

Servi porzioni adeguate al fabbisogno del tuo bimbo, grazie ad una consulenza nutrizionale puoi venire al corrente dei suoi effettivi fabbisogni.

Non differenziare i cibi in buoni e cattivi. Ogni alimento è importante a modo suo, spiega e fornisci informazioni al tuo bimbo: quali sono gli alimenti da preferire e quale è il loro consumo giornaliero e settimanale.

Non premiare o punire mai i bimbi con il cibo; questo potrebbe innescare meccanismi comportamentali categorizzando il cibo.

Incentiva l’attività fisica. Non per forza parliamo di sport, ma anche passeggiate all’aria aperta, giochi nel parco.

Ricorda che l’educazione alimentare e uno stile di vita sano, sono i pilastri della famiglia, i bimbi imitano e imparano da ciò che vedono in casa. Per questo il motivo l’arrivo di un bimbo in casa, ed il suo percorso di crescita, può essere un giusto motivo per cambiare le abitudini della famiglia, se sbagliate.

Coinvolgete i vostri bimbi nella decisione dei menù, nella preparazione dei pasti e nel fare la spesa, anche queste sono attività che li tengono in movimento.

Utilizzate il momento del pasto come un momento per la famiglia, per parlare, per divertirvi insieme; spegnete la tv, allontanate il telefono, soprattutto se, come purtroppo capita in molte famiglie, si riesce a fare solo un pasto insieme durante la giornata.

Il servizio cuore di mamma, pone attenzione alla prevenzione in età pediatrica, tenendo conto dell’impatto che può derivare da una corretta alimentazione. Qui troverai tutti i servizi dedicati alla famiglia e se hai dubbi o domande in merito puoi scrivere dalla sezione contatti.

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello in collaborazione con dott.ssa Sara Falcone

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