
Per molti anni il tessuto adiposo è stato considerato semplicemente un deposito energetico, un “magazzino” nel quale l’organismo accumula le calorie in eccesso. Oggi la ricerca scientifica ha completamente rivoluzionato questa visione. Il tessuto adiposo è infatti un vero e proprio organo endocrino, metabolicamente attivo, capace di dialogare con muscoli, fegato, cervello, sistema immunitario e sistema cardiovascolare attraverso la produzione di numerose molecole bioattive chiamate adipochine.
La sua quantità, ma soprattutto la sua qualità e distribuzione, influenzano profondamente il metabolismo, la sensibilità insulinica, l’infiammazione sistemica e persino la capacità di perdere peso.
UN ORGANO COMPLESSO E DINAMICO
Il tessuto adiposo è costituito principalmente dagli adipociti, cellule specializzate nell’immagazzinare trigliceridi. Accanto ad essi troviamo una ricca rete di vasi sanguigni, fibre nervose, cellule immunitarie e cellule staminali che rendono questo tessuto estremamente dinamico.
L’adipe svolge numerose funzioni fondamentali:
- rappresenta la principale riserva energetica dell’organismo;
- protegge gli organi interni dagli urti;
- contribuisce all’isolamento termico;
- regola il metabolismo energetico;
- produce ormoni e citochine come leptina, adiponectina, resistina e numerosi mediatori dell’infiammazione.
La letteratura dimostra inoltre che differenti depositi adiposi possiedono caratteristiche biologiche differenti e comunicano in modo specifico con gli organi circostanti, influenzandone rigenerazione, funzione metabolica e risposta immunitaria.
NON TUTTO IL GRASSO SOTTOCUTANEO È UGUALE
Negli ultimi anni l’ecografia ad alta risoluzione ha permesso di osservare che il tessuto adiposo sottocutaneo non è uniforme.
Attraverso questa metodica è possibile distinguere due compartimenti principali:
SAT (Superficial Adipose Tissue), ovvero il tessuto adiposo superficiale, situato immediatamente sotto il derma.
DAT (Deep Adipose Tissue), il tessuto adiposo sottocutaneo profondo, localizzato sotto la fascia superficiale e più vicino alla muscolatura.
Questa distinzione anatomica è oggi riconosciuta anche dalla letteratura scientifica internazionale, che attribuisce ai diversi compartimenti caratteristiche metaboliche differenti. Il tessuto adiposo profondo presenta generalmente una maggiore attività metabolica, una diversa vascolarizzazione e una maggiore correlazione con insulino-resistenza e rischio cardiometabolico rispetto al compartimento superficiale.
SAT E DAT: UNA DIVERSA RISPOSTA AL DIMAGRIMENTO
Durante un percorso nutrizionale non tutti i depositi adiposi si modificano con la stessa velocità.
Il compartimento superficiale (SAT) tende spesso a rappresentare una componente fisiologica ed essenziale del pannicolo adiposo, influenzata in maniera importante dagli ormoni e dalle caratteristiche individuali.
Il compartimento profondo (DAT), invece, è generalmente più coinvolto nei fenomeni di accumulo energetico cronico ed è quello che frequentemente mostra maggiori variazioni durante programmi nutrizionali associati ad attività fisica.
Questo non significa che esista un “grasso buono” e uno “cattivo”, ma che differenti compartimenti possiedono caratteristiche biologiche diverse e possono rispondere in modo differente agli stimoli metabolici.
La velocità di dimagrimento dipende quindi non soltanto dal deficit calorico, ma anche dalla distribuzione del tessuto adiposo, dalla sua vascolarizzazione, dalla sensibilità agli ormoni e dal livello di attività fisica.
IL DIALOGO CONTINUO TRA ADIPE E MUSCOLO
Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca riguarda il continuo dialogo tra tessuto adiposo e muscolo scheletrico.
Il muscolo non è solamente l’organo deputato al movimento, ma rappresenta il principale consumatore di glucosio dell’organismo ed è esso stesso un organo endocrino, capace di produrre miochine durante l’esercizio fisico.
Quando il muscolo è ben sviluppato e metabolicamente efficiente:
- aumenta il dispendio energetico;
- migliora la sensibilità insulinica;
- favorisce l’ossidazione dei grassi;
- riduce lo stato infiammatorio.
Al contrario, una riduzione della massa o della qualità muscolare può diminuire il metabolismo basale e rendere più difficile il mantenimento del peso corporeo.
Per questo motivo il successo di un percorso nutrizionale non dovrebbe essere valutato esclusivamente dalla perdita di peso, ma anche dalla conservazione o dall’incremento del tessuto muscolare.
LA QUALITÀ DEI TESSUTI CONTA QUANTO LA QUANTITÀ
Le moderne metodiche ecografiche consentono oggi di valutare non solo lo spessore dei tessuti, ma anche alcune caratteristiche qualitative.
Dal punto di vista ecografico un muscolo può presentare differenti livelli di ecogenicità ( luminosità), parametro che può riflettere modificazioni della composizione del tessuto, come infiltrazione adiposa o fibrosi. Analogamente, il tessuto adiposo può mostrare caratteristiche strutturali differenti in funzione dello stato metabolico e dell’organizzazione del pannicolo.
Queste informazioni permettono di comprendere meglio come sta evolvendo la composizione corporea durante un programma nutrizionale e di allenamento.
LA STRATIGRAFIA ECOGRAFICA HOSAND
Tra le metodiche oggi disponibili, la stratigrafia ecografica rappresenta uno strumento innovativo per l’analisi locale della composizione corporea.
L’adipometro Hosand utilizza ultrasuoni ad alta risoluzione per ottenere una stratigrafia reale dei tessuti sottocutanei, consentendo di misurare con precisione decimale:
- lo spessore del tessuto adiposo superficiale (SAT);
- lo spessore del tessuto adiposo profondo (DAT);
- lo spessore del muscolo sottostante;
- alcuni parametri qualitativi del tessuto muscolare.
A differenza della plicometria tradizionale, che comprime il tessuto e dipende fortemente dall’esperienza dell’operatore, l’adipometria fornisce immagini ecografiche direttamente interpretabili e facilmente confrontabili nel tempo.
Le immagini acquisite durante una visita nutrizionale vengono elaborate mediante la piattaforma dedicata Hosand che elabora inoltre specifici indici, come il rapporto SAT/DAT e il rapporto muscolo/grasso, utili per monitorare l’evoluzione della composizione corporea durante programmi nutrizionali, sportivi e riabilitativi. Tali indici rappresentano strumenti di valutazione propri della metodica e vanno interpretati nel contesto clinico complessivo.
PERCHÉ VALUTARE LA COMPOSIZIONE CORPOREA È PIÙ IMPORTANTE DEL PESO?
Due persone con lo stesso peso e lo stesso indice di massa corporea possono presentare una composizione corporea completamente diversa.
Una può possedere una buona massa muscolare e un tessuto adiposo ben distribuito, mentre l’altra può presentare una maggiore quantità di adipe profondo associata a ridotta massa muscolare.
Dal punto di vista metabolico queste due condizioni sono profondamente differenti.
Per questo motivo la moderna valutazione nutrizionale si concentra sempre meno sul semplice numero indicato dalla bilancia e sempre più sulla qualità della composizione corporea.
TAKE HOME MESSAGE
Il tessuto adiposo è un organo complesso, dinamico e indispensabile per il corretto funzionamento dell’organismo. La sua distribuzione, la sua organizzazione strutturale e la sua interazione con il muscolo influenzano direttamente il metabolismo, la salute e la risposta ai programmi di dimagrimento.
L’evoluzione delle metodiche ecografiche, come l’adipometria Hosand, consente oggi di osservare questi tessuti in modo non invasivo, i differenti compartimenti del grasso sottocutaneo e monitorando contemporaneamente il muscolo sottostante. Questo approccio permette di superare il semplice concetto di perdita di peso, orientando la valutazione verso un obiettivo molto più importante: il miglioramento della qualità della composizione corporea e della salute metabolica.
Ti aspetto in studio per la tua valutazione !
A cura di Mariaconcetta Cariello – Biologa Nutrizionista
