Adattamento metabolico? Ecco come superarlo!

Dopo diversi mesi di riduzione dell’apporto calorico, è comune sperimentare un rallentamento o un arresto nella perdita di peso, noto come “stallo metabolico”. Questo fenomeno è spesso attribuito all’adattamento metabolico, un meccanismo fisiologico in cui il corpo riduce il dispendio energetico per conservare energia, rendendo più difficile la continuazione della perdita di peso nonostante un apporto calorico costante o ridotto.

Per contrastare questo adattamento, l’introduzione di nuovi stimoli metabolici può essere efficace. Strategie come:

– la ciclizzazione dei carboidrati, che alterna giorni ad alto e basso contenuto di carboidrati, possono “riattivare” il metabolismo, migliorando la sensibilità insulinica e promuovendo la lipolisi.

– un’alimentazione a basso contenuto di carboidrati (Diete Low Carb) può essere un nuovo stimolo metabolico,

– Il digiuno intermittente e la dieta cheto genica sono altri stimoli nuovi ma vanno ben contestualizzati e personalizzati in relazione all’aderenza di ogni soggetto.

– In ultimo ma non meno importante e da valutare in relazione alla storia ponderale del paziente, soprattutto per chi viene da tante diete drastiche e privative esiste la Reverse Diet, che prevede un graduale incremento calorico per ripristinare i fabbisogni e la funzionalità metabolica. I tempi e l’organizzazione si personalizza con il paziente.

In tutti i casi vi è sempre anche una rimodulazione della quota di grassi giornalieri.

Diete Low-Carb e Sensibilità Insulinica

Tutti questi approcci prevedono un basso contenuto di carboidrati, in quanto è stato dimostrato che tale riduzione migliora la sensibilità insulinica, al contrario una resistenza insulina si oppone al processo di dimagrimento. Uno studio su pazienti obesi con diabete di tipo 2 ha riportato una significativa riduzione dell’HbA1c e un miglioramento della sensibilità insulinica dopo 24 settimane di dieta low-carb. In modelli murini, una dieta low-carb ha migliorato l’attività delle proteine della via dell’insulina, come IR, IRS1 e AKT, e ha aumentato l’attività dei complessi mitocondriali e della via AMPK.

Attivazione dei Recettori Lipolitici: i protagonisti del dimagrimento

La riduzione dei carboidrati riduce la secrezione di insulina, un ormone che inibisce la lipolisi. Con livelli di insulina più bassi, si osserva un aumento dell’attività della lipasi ormone-sensibile (HSL), favorendo la mobilizzazione degli acidi grassi dai depositi adiposi.

E i restanti nutrienti ?

Come già anticipato è importante anche considerare la qualità e la quantità dei grassi consumati e monitorare attentamente la risposta individuale, poiché alcune evidenze suggeriscono che un’assunzione molto bassa di carboidrati potrebbe avere effetti negativi in individui sani.

Anche l’apporto proteico quotidiano va rimodulato in relazione all’attività fisica del soggetto e alla sua quantità di massa magra al fine di fornire il giusto supporto metabolico quotidiano. Oltre alla giusta ripartizione settimanale di ogni fonte proteica.

Considerazioni

È importante sottolineare che queste strategie, sono temporanee, non possono essere considerate “stile di vita” in quanto il loro obiettivo è quello di fornire un nuovo stimolo metabolico ma momentaneo, devono inoltre essere personalizzate e monitorate da professionisti della nutrizione, considerando le esigenze individuali e gli obiettivi specifici. L’integrazione di nuovi approcci dietetici può rappresentare un valido strumento per superare lo stallo metabolico e continuare il percorso verso una composizione corporea ottimale. Non intraprendere pertanto in autonomia questi cambiamenti nutrizionali.

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello, Biologa nutrizionista

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