Disturbi Alimentari: L’Impatto del Corpo, del Cibo e delle Emozioni e l’Importanza dell’Intervento Multidisciplinare

I disturbi alimentari sono condizioni complesse che coinvolgono un intreccio di fattori psicologici, emotivi e fisiologici. L’interazione tra il corpo, il cibo e le emozioni è centrale nella vita delle persone che soffrono di questi disturbi, creando una spirale difficile da interrompere senza un supporto adeguato. La comprensione di queste dinamiche e l’importanza di un approccio multidisciplinare sono fondamentali per affrontare efficacemente il trattamento e il recupero.

L’Impatto del Corpo e la Distorsione dell’Immagine Corporea

 Uno degli aspetti più significativi dei disturbi alimentari è la distorsione dell’immagine corporea. Le persone affette da disturbi come l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il binge eating disorder (disturbo da alimentazione incontrollata) sviluppano una percezione distorta del proprio corpo. Questo porta a un sentimento di disgusto, vergogna e autocritica, che influisce negativamente sulla loro salute mentale e fisica, alimentando rispettivamente comportamenti dannosi come il digiuno estremo, il vomito autoindotto o l’abbuffata incontrollata. Questa percezione distorta non è solo un problema psicologico, ma si riflette anche nella fisiologia del corpo. Le persone che soffrono di disturbi alimentari spesso vedono il cibo come un nemico o un mezzo per raggiungere un controllo assoluto sul proprio corpo. La riduzione drastica delle calorie, unita alla costante paura di ingrassare, porta a una serie di problematiche fisiche, tra cui malnutrizione, deficit vitaminici, disfunzioni ormonali e compromissione del sistema immunitario. La ricerca evidenzia che questi effetti fisici sono in gran parte reversibili solo quando il trattamento psicologico e nutrizionale viene affrontato simultaneamente.

Il Cibo e la Relazione Emotiva: Un Legame Complesso

Il cibo non è solo una fonte di nutrimento per chi soffre di disturbi alimentari; rappresenta anche un meccanismo di coping emotivo. Le persone con disturbi alimentari possono utilizzare il cibo per gestire le emozioni difficili come ansia, depressione e stress, portandoli a mangiare in modo compulsivo per cercare di gestire i propri stati emotivi. Altri, invece, sviluppano una relazione disfunzionale con il cibo, usando il controllo alimentare come mezzo per affrontare l’insoddisfazione emotiva e la paura di perdere il controllo.

La difficoltà di affrontare le emozioni in modo sano è un fattore cruciale nei disturbi alimentari. Le persone che soffrono di bulimia nervosa o disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder) tendono a mangiare in modo impulsivo e incontrollato come risposta a emozioni negative. In questi casi, l’alimentazione diventa un modo per evitare il confronto diretto con il malessere emotivo, mentre l’auto-punizione e la vergogna legate al consumo alimentare contribuiscono a rafforzare il ciclo disfunzionale.

L’Importanza dell’Intervento Multidisciplinare

Trattare i disturbi alimentari in modo efficace richiede un approccio che vada oltre la semplice gestione del cibo. È necessario intervenire non solo sul comportamento alimentare, ma anche sulle emozioni, l’autostima e la relazione con il proprio corpo. Per questo motivo, l’intervento multidisciplinare è essenziale. Un team di esperti, che includa psicologi, psicoterapeuti, nutrizionisti* e medici, è fondamentale per trattare tutti gli aspetti del disturbo alimentare in modo completo.

La relazione tra corpo, cibo ed emozioni nelle persone con disturbi alimentari è complessa e interconnessa. Affrontare il disturbo alimentare richiede un trattamento che prenda in considerazione tutti questi aspetti, mirando innanzitutto alla gestione delle *problematiche emotive* che spingono la persona ad agire in modo disfunzionale nei confronti del cibo e del proprio corpo. Solo un intervento multidisciplinare che integri supporto psicologico, nutrizionale e medico può offrire una cura completa e duratura.

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello – Biologa Nutrizionista

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