
“Anche tu hai sofferto di nausea in dolce attesa?”
“Per quanto tempo ne hai sofferto?’”
“Cosa riuscivi a mangiare?”
“Preparati alla nausea e a non mangiare nulla”
Queste sono tra le domande più gettonate non appena una donna scopre di attendere un bimbo, si stima che la maggior parte di esse, circa il 50-80%, si trova a dover fronteggiare nausea e vomito.
Proviamo, con questo articolo, a rispondere ad alcune domande e curiosità in merito.
QUANDO INIZIA E QUANTO DURA?
Solitamente insorge tra la 6° e la 12° settimana e inizia ad attenuarsi intorno alla 20°, alcune condizioni, come ad esempio un pregresso di reflusso o disturbi gastrointestinali possono prolungarne la durata.
IN QUALE MOMENTO DELLA GIORNATA PUO’ COMPARIRE?
Spesso si fa riferimento alla nausea serale e a quella mattutina, non è proprio così poiché è un disturbo molto soggettivo che può insorgere ed essere presente anche nel resto della giornata o più volte nell’arco della stessa. Addirittura, una donna potrebbe anche soffrirne durante una gravidanza e per niente in una seconda.
PERCHÉ SI MANIFESTA?
Il meccanismo non è ancora chiaro, anche perché è un disturbo soggettivo. Potrebbe essere collegata a cambiamenti ormonali, anatomici ed immunologici che avvengono durante questo periodo, vediamo quali:
– Aumento dei livelli di ormonali: Estrogeni e progesterone portano al rilassamento della muscolatura e di conseguenza anche dello sfintere tra l’esofago e lo stomaco, impedendo la risalita di acido.
– Beta-HCG, che vengono prodotto dal tessuto che riveste il sacco gestazionale che poi si trasforma in placenta
– Difficoltà a gestire il carico emotivo ed aumento dello stress poiché in questo periodo il flusso di ormoni e neurotrasmettitori aumenta verso il cervello e vi è un maggior afflusso di quelli collegati allo stress.
– Fattori genetici: Madri o sorelle che hanno sofferto di nausea durante le gravidanze
Se siete arrivate fino a questo punto dell’articolo, immagino sia perché sperate di leggere altre due risposte a due domande molto gettonate!
QUALI SONO I CIBI DA PREFERIRE:
– Preferisci i cibi secchi (che vanno ad assorbire i succhi gastrici) e maggiormente digeribili: crosta di pane, gallette, Wasa, salatini magri non salati. Possono aiutare anche carote, patate, legumi decorticati e banane sotto forma di crema o vellutata.
QUALI NORME COMPORTAMENTALI DA SEGUIRE:
– Metodi di cottura: tra i più indicati sembrerebbero essere al vapore, con pentola a pressione, in padella o al forno a temperature non troppo alte.
– Diminuisci la quantità degli alimenti durante i pasti, ma aumenta la frequenza con l’aggiunta di spuntini, piccoli pasti, leggeri e più frequenti.
– Mastica bene e lentamente.
– Bevi a piccoli sorsi e più volte nella giornata.
EVITA DI:
– Consumare pasti abbondanti.
– Stenderti subito dopo mangiato, aspettate almeno 1 ora/1 ora e mezza.
– Mangiare frettolosamente e senza masticare.
– Digiunare, questo può aumentare la sensazione di vuoto allo stomaco e quindi nausea, ma può portare anche ad ipoglicemia e pressione bassa.
– Bere troppo poco o troppo.
– Dormire poco e male.
– Alimenti troppo liquidi o oleosi.
– Alimenti poco digeribili, come, cibi ricchi di grassi, proteine o fibre.
– Evita alimenti irritanti come quelli speziati, salati o fritti.
La gravidanza, nonostante questo disturbo è un viaggio in continua scoperta di se stesse e del proprio corpo bello, impara ad ascoltarlo e saprai gestire ogni singolo momento. L’ascolto maturerà una consapevolezza che sarà in grado di guidarti giorno dopo giorno sia verso gli alimenti più utili al sostegno fisiologico e di crescita fetale che al supporto del tuo corpo di nutrice.
Puoi richiedere, nella sezione contatti, una consulenza specifica e risolvere tutti i dubbi e curiosità in merito.
A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello in collaborazione con dott.ssa Sara Falcone
