
Se dovessimo chiedere: “cosa ti spaventa di più, da genitore, durante i primi mesi?”
Le risposte sarebbero tante e diverse, ma una buona parte di voi risponderebbe ‘’le coliche’’.
Sappiamo bene che questi momenti per un genitore sono frustanti, ma l’intento di questo articolo è quello di farvi capire verso cosa andate incontro e quali sono gli strumenti a vostra disposizione.
La parola d’ordine è: CALMA!
Ad oggi ancora non si è riusciti a dare una spiegazione precisa circa l’insorgenza di questi disturbi e di conseguenza non vi è una cura univoca da poter utilizzare, sicuramente le coliche non sono pericolose per la salute del vostro bimbo.
La loro comparsa si ha, solitamente, nelle prime settimane dopo la nascita e si riducono fino a scomparire intorno ai 3-4 mesi; ci sono casi, però, in cui si possono protrarre fino ai 5 mesi.
Per parlare di colica si fa riferimento alla ‘’regola del 3’’ di Wessel, un pediatra che nel 1954 formulò questa teoria:
un bambino si può dire affetto da coliche quando gode di buona salute ma presenta un pianto inconsolabile, forte e continuo per più di 3 ore al giorno, per 3 giorni o più settimane e per 3 o più settimane consecutive.
Oggi, per valutare la presenza di coliche, si fa riferimento anche ai criteri di Roma IV:
– Il bimbo ha meno di 5 mesi quando i sintomi iniziano e finiscono
– Ci sono periodi ricorrenti di forti pianti, irritabilità e agitazione senza un preciso motivo
– Non vi è un ritardo della crescita, presenza di febbre, vomito o altre malattie.
Ovviamente, nel momento in cui si presenta questa situazione, se pur non pericolosa per il bambino bisogna che la diagnosi venga effettuata dal pediatra per escludere qualsiasi altro disturbo.
Sono stati, però, identificati alcuni fattori che potrebbero incidere sull’insorgenza di coliche:
SISTEMA DIGESTIVO: questo non è ancora completamente sviluppato e può portare a difficoltà nella digestione; ciò aumenta la formazione di gas e un’irregolarità nella motilità intestinale
STRESS O ANSIA: l’ansia del genitore viene percepita dal bambino che manifesta il suo disagio.
ERRORI NELLA SUZIONE: questo avviene principalmente nei bimbi allattati al seno che potrebbero ingurgitare troppa aria.
SQUILIBRIO DELLA FLORA BATTERICA: in questo momento che si va a formare in numero e tipologia di batteri sani che la compongono
ALLERGIE O INTOLLERANZE principalmente al latte, per cui è necessario effettuare dei controlli.
Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, rimedi e cure specifiche ancora non ci sono, ma per aiutarvi ad affrontare questi momenti in maniera più serena ci sono alcuni piccoli consigli da seguire:
– Aumentate le attenzioni, coccole, musica, passeggiate, massaggi, tutto ciò che fa sentire al vostro bimbo il contatto e la vostra presenza
– Controllate l’ambiente esterno, abbassate le luci, allontanate tutto ciò che può fare rumori improvvisi
– Evitate odori troppo forti
– Attenzione a possibili allergie o intolleranze (qualsiasi sia l’allattamento che state seguendo)
– Supportate lo sviluppo di una flora batterica equilibrata
Ricordate che per 9 mesi hanno vissuto in un ambiente tutto loro, sereni e senza troppi stimoli esterni, date loro il tempo di adattarsi e andate al loro tempo, senza fretta.
La realtà è che spesso, per un bimbo così piccolo, il pianto è semplicemente uno strumento di comunicazione.
Su migliaia di bambini ai quali vengono attribuite coliche, forse neanche la metà ne soffre davvero, ma quel pianto potrebbe semplicemente essere la somma di tanti piccoli disagi oppure un momento di sviluppo e questo ha permesso un uso “improprio” del termine “colica” ad intendere un disagio del bambino.
Ecco perché, la parola d’ordine è la CALMA, perché solo così riuscirete a comprendere di cosa ha realmente bisogno il vostro piccolo e ovviamente l’attenzione alla cura in un periodo delicato e di passaggio come quello dei primi mesi di vita.
A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello, in collaborazione con la dott.ssa Sara Falcone
