Colesterolo alto: Monacolina K e fitosteroli cosa preferire?

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È un vaso sanguigno con tessuto adiposo, nel caso colesterolo, con i globuli rossi, componenti del flusso sanguigno, come contrastare quel colesterolo?

Il controllo dei livelli di colesterolo è essenziale per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Tra le soluzioni naturali più utilizzate per ridurre i livelli di colesterolo figura la monacolina K, un composto derivato dal riso rosso fermentato con attività simile alle statine. Tuttavia, recenti restrizioni sul suo utilizzo e la crescente attenzione verso alternative naturali, come i fitosteroli, hanno portato a un crescente interesse scientifico su quest’ultimo, scopriamone di più

Monacolina K: Utilizzo e Limitazioni

La monacolina K agisce inibendo l’enzima HMG-CoA reduttasi, lo stesso target delle statine, riducendo la sintesi endogena del colesterolo. Numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia della monacolina K nel ridurre il colesterolo LDL, ma i recenti aggiornamenti normativi dell’EFSA (European Food Safety Authority) e altre agenzie di regolamentazione hanno sollevato preoccupazioni riguardo la sua sicurezza.

Gli effetti collaterali associati all’assunzione di monacolina K includono disturbi muscolari, epatotossicità e interazioni farmacologiche simili a quelle osservate con le statine. A partire dal 2022, l’EFSA ha limitato la quantità massima consentita di monacolina K negli integratori a 3 mg per dose giornaliera, considerando che dosi superiori potrebbero comportare rischi significativi per la salute, soprattutto in soggetti predisposti a problemi muscolari o epatici. Queste restrizioni hanno spinto i ricercatori e i professionisti della salute a valutare alternative meno rischiose per il controllo del colesterolo.

Fitosteroli: Meccanismo d’Azione e Vantaggi

I fitosteroli sono composti naturali presenti in molti alimenti vegetali e hanno una struttura chimica simile al colesterolo. A differenza della monacolina K, i fitosteroli riducono l’assorbimento intestinale del colesterolo, portando a una diminuzione dei livelli plasmatici di colesterolo LDL senza inibire la sintesi endogena. Questo meccanismo, meno invasivo rispetto a quello della monacolina K, è generalmente associato a un profilo di sicurezza più favorevole.

Studi clinici hanno dimostrato che l’assunzione di 2-3 grammi di fitosteroli al giorno può ridurre il colesterolo LDL fino al 10%, senza effetti collaterali significativi. L’assenza di interazioni farmacologiche gravi rende i fitosteroli un’opzione sicura, soprattutto per soggetti con colesterolo elevato non patologico, di probabile natura alimentare.

Alimenti Ricchi di Fitosteroli

I fitosteroli sono naturalmente presenti in molti alimenti di origine vegetale. Le principali fonti alimentari di fitosteroli includono:

Oli vegetali: in particolare olio di mais, olio di soia e olio di colza, che contengono elevate concentrazioni di fitosteroli.
Frutta secca e semi: noci, mandorle, pistacchi e semi di girasole sono ottime fonti di fitosteroli.
Legumi: fagioli, lenticchie e ceci sono buone fonti di fitosteroli e contribuiscono al loro apporto nella dieta.
Verdure: broccoli, cavoli e carote contengono quantità moderate di fitosteroli.
Cereali integrali: in particolare germe di grano, crusca e prodotti integrali.

Le recenti restrizioni sull’uso della monacolina K spingono a una maggiore cautela nella sua assunzione, specialmente nei soggetti con elevato rischio di effetti collaterali. I fitosteroli emergono come un’alternativa sicura ed efficace per il controllo del colesterolo LDL nei soggetti con livelli elevati ma non patologici. Promuovere una dieta ricca di fitosteroli attraverso alimenti naturali e, ove necessario, integratori specifici può rappresentare una strategia sostenibile e a basso rischio per la gestione del colesterolo.

Se hai dubbi o curiosità in merito non esitare a contattarmi

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

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