Quando il cibo diventa risposta alle emozioni: la fame emotiva tra noia, stanchezza e bisogno di affetto

La fame è un bisogno primario e biologico che ci permette di sopravvivere, ma non tutte le volte che sentiamo il bisogno di mangiare stiamo rispondendo a una necessità fisiologica. Spesso, quello che percepiamo come fame è in realtà una risposta a emozioni come noia, stanchezza o il desiderio di sentirsi confortati. Questo fenomeno è noto come “fame emotiva” e rappresenta un fattore importante sull’instaurarsi di cattive abitudini alimentari e di conseguenza problemi legati al peso.

Cos’è la Fame Emotiva?
La fame emotiva si manifesta quando il cibo diventa uno strumento per gestire emozioni e stati d’animo negativi, piuttosto che una risposta al bisogno fisico di nutrimento. Mentre la fame fisiologica si sviluppa gradualmente ed è accompagnata da segnali fisici come il brontolio dello stomaco, la fame emotiva si presenta improvvisamente e non è necessariamente legata a specifici segnali corporei.
Chi ne soffre tende a mangiare in risposta a sensazioni come:
Noia: Quando non sappiamo come occupare il tempo, il cibo diventa un passatempo. Apriamo il frigorifero o la dispensa senza un vero appetito, cercando una distrazione momentanea.
Stanchezza: Il nostro corpo e la nostra mente richiedono riposo, ma spesso rispondiamo a questa necessità con un biscotto, un caffè zuccherato o uno snack, sperando che il cibo ci dia l’energia che ci manca.
Bisogno di Affetto: Il cibo è associato a momenti di conforto, calore e protezione, spesso radicati nell’infanzia. Mangiare può essere un modo per colmare un vuoto emotivo, per sentirsi amati o coccolati.

Le Differenze tra Fame Emotiva e Fame Fisiologica
Per distinguere la fame emotiva dalla fame fisiologica, è utile prestare attenzione a come, cosa e perché mangiamo.

Ecco alcune differenze chiave:
Intensità e Urgenza: La fame emotiva arriva improvvisamente e richiede una risposta immediata, spesso con un desiderio specifico per cibi dolci, grassi o calorici, poiché capaci di innalzare rapidamente la glicemia e fornire un appagamento. La fame fisiologica, invece, si manifesta gradualmente.


Assenza di Segnali Fisici: Mentre la fame reale è accompagnata da segnali come lo stomaco che brontola, la fame emotiva si manifesta senza questi indicatori fisici.


Cibo come Consolazione: Nella fame emotiva, il cibo è utilizzato come una distrazione o una consolazione. Non si mangia per soddisfare un bisogno di energia, ma per calmare un disagio emotivo.


Senso di Colpa: Dopo aver mangiato per fame emotiva, spesso ci si sente in colpa o si prova vergogna, poiché si riconosce che il cibo non era realmente necessario.

Come Gestire la Fame Emotiva
Riconoscere la fame emotiva è il primo passo per imparare a gestirla.

Ecco alcuni consigli utili:
Praticare la Consapevolezza: Prendersi un momento per chiedersi “Ho veramente fame?” può fare la differenza. Imparare a riconoscere i segnali del corpo aiuta a distinguere la fame fisica da quella emotiva.


Cercare Alternative al Cibo: Se la fame è dettata dalla noia, trovare un’attività piacevole e coinvolgente, come leggere un libro, fare una passeggiata o praticare un hobby, può ridurre il desiderio di mangiare. L’importante è trovare un’azione capace di fornire lo stesso piacere e appagamento del cibo.


Gestire lo Stress e le Emozioni: Tecniche di rilassamento, come la meditazione, il respiro profondo o lo yoga, possono aiutare a ridurre l’impulso di usare il cibo come valvola di sfogo.


Migliorare la Qualità del Sonno: La stanchezza influisce fortemente sul controllo dell’appetito e sulle scelte alimentari. Assicurarsi un sonno di qualità può ridurre gli episodi di fame emotiva.


Cercare Supporto: Parlare con un professionista, come uno psicologo o un nutrizionista, può essere fondamentale per sviluppare strategie personalizzate e affrontare le cause profonde della fame emotiva.

La fame emotiva è una risposta complessa a bisogni emotivi insoddisfatti. Non si tratta solo di controllare ciò che mangiamo, ma di ascoltare noi stessi e di comprendere le vere ragioni che ci spingono a cercare conforto nel cibo. Riconoscere e gestire la fame emotiva non solo migliora il rapporto con l’alimentazione, ma porta anche a una maggiore consapevolezza di sé e a un equilibrio emotivo più sano.

Scrivimi per raccontarmi la tua esperienza e ricevere consigli in merito

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

2 pensieri riguardo “Quando il cibo diventa risposta alle emozioni: la fame emotiva tra noia, stanchezza e bisogno di affetto

  1. fame emotiva esattamente . Questa estate sono ingrassata 4 kg senza stravolgere la dieta ma sicuramente mangiando di più. Ho compensato i miei problemi con il cibo. Ahimè. Come è difficile adesso perdere i kg di troppo.

    "Mi piace"

    1. Ciao Mariella! Grazie per il tuo commento! Il cibo ha anche questo ruolo nella nostra vita, un ruolo non solo di nutrimento ma anche di appagamento e piacere e quando ci rendiamo conto che questo ruolo supera quello di “nutriente” è utile correre ai ripari, ricercando il piacere in altre fonti quotidiane, che sia leggere, praticare giardinaggio, dipingere, ognuno di noi troverà la sua ! A presto

      "Mi piace"

Scrivi una risposta a mcariellonutrizione Cancella risposta