
Questa forse è la domanda più gettonata tra le neomamme, alla quale tutti si divertono a rispondere secondo le credenze personali e a quelle tramandate.
Ma è sempre vero tutto ciò che sentiamo?
Poiché le storie che circondano lo svezzamento sono tante abbiamo deciso attraverso questo articolo di fare un po’ di chiarezza.
Iniziamo proprio dal significato della parola SVEZZAMENTO: è un processo che prevede un graduale incremento di alimenti solidi in accompagnamento alla latte, il quale, con la crescita del bambino non è più capace di fornire tutti i nutrienti necessari.
Pian piano, con consistenze sempre più solide, verranno introdotti tutti gli alimenti.
È possibile approcciarsi in due modalità due modalità:
Classico o tradizionale: si basa sull’utilizzo di uno schemino a base di pappe e omogenizzati che seguono l’introduzione graduale dei vari alimenti ad orari stabiliti.
Il tutto è guidato completamente dal genitore.
Complementare o autosvezzamento: è un processo del tutto naturale in cui il bambino è il vero protagonista che mangia in maniera attiva, sviluppando i propri gusti e il proprio comportamento alimentare.
Il compito del genitore è quello di fornire i cibi più indicati secondo le modalità dei tagli sicuri.
La domanda che vi starete facendo è sicuramente: ma quale è giusto seguire?
Non c’è una strada giusta o sbagliata da seguire, c’è semplicemente la strada giusta per voi, quella che vi fa stare più sereni e tranquilli e di conseguenza anche il tuo bimbo.
Ma continuiamo a fare chiarezza.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di continuare l’allattamento fino ai 6 mesi.
Quello che succede è che, per quanto riguarda lo svezzamento classico, essendo questo composto da pappe ed omogeneizzati, viene anche intrapreso intorno ai 4/5 mesi, ed è altamente sconsigliato iniziare così precocemente.
Invece, per l’autosvezzamento, essendoci più “attenzioni” e attività del bambino, si aspettano i 6 mesi per poter valutare l’interesse del bambino verso il cibo e la sua capacità di stare seduto, mantenere il collo eretto e la perdita del riflesso di estroflessione.
I bimbi non sono tutti uguali, ci sarà chi inizierà a 5 mesi e mezzo, chi a 7, chi a 8 e mezzo; nessuna paura ogni bimbo ha i suoi tempi e vanno rispettati.
E qui già immagino la seconda domanda che, cari genitori, vi state ponendo…
Come capisco se il mio bimbo è pronto per lo svezzamento?
– Sta seduto da solo (o con un minimo di appoggio)
– Perde il riflesso di estrusione
– Con il palmo della mano afferra cibo/oggetti e li porta alla bocca
– È incuriosito dal cibo
– Non è necessario che siano spuntati già i dentini.
Valuta insieme ad un pediatra se questi criteri sono soddisfatti.
Altro punto sul quale dobbiamo fare chiarezza per sfatare i mille falsi miti: ci sono alimenti da evitare?
Gli unici alimenti davvero vietati sono:
– Funghi (potrebbero contenere sostanze nocive che il sistema enzimatico immaturo dei bimbi non riesce a smaltire)
– Miele (per il rischio botulino)
– Zucchero, preferisci lo zucchero naturale della frutta
– Sale, da evitare in qualsiasi pietanza
– Alcol
– Alimenti ricchi grassi (fritti, merendine, confezionati)
E per gli alimenti allergizzanti?
Inutile eliminare alimenti se in famiglia non ci sono allergie di questo tipo e se il bimbo non ha avuto nessun episodio, ritardare l’introduzione del possibile alimento allergizzante non eliminerà l’allergia, semplicemente ritarderà la sua comparsa più avanti quando proporrete l’alimento. Valutate la risposta del bambino ad ogni nuovo alimento introdotto.
Il segreto per affrontare tutto questo?
Vivete questo momento come un periodo di crescita e di unione: una famiglia a tavola, cibo sano e un bambino che lo assaggia, diventando protagonista a tutti gli effetti del rituale del pasto famigliare come un nuovo commensale.
Niente pesi e misure, niente grammature, niente ansia ma, un’occasione per migliorare e rendere sane le abitudini a tavola di tutti.
Scrivici per qualsiasi dubbio o domanda in merito o visita la sezione “Cuore di mamma” per scoprire tutti i servizi dedicati.
A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello in collaborazione con dott.ssa Sara Falcone
