Allattamento in corso: come gestire l’alimentazione?

È vero che bisogna prestare attenzione alla propria alimentazione durante l’allattamento?

È vero che alcuni alimenti non possono essere consumati?

E con i cibi definiti allergizzanti come ci si deve comportare?

Queste sono solo alcune delle domande più frequenti che vengono fatte dalle mamme in corso di allattamento e nel corso di questo articolo cercheremo di rispondere.

Iniziamo dal tipo di alimentazione. Non c’è nessuna dieta particolare da dover seguire, è fondamentale garantirsi un’alimentazione sana, varia ed equilibrata, ricca di alimenti di origine vegetale come legumi, frutta e verdura e fonti proteiche sia vegetali che animali.

Particolare attenzione va posta al fabbisogno energetico, di omega-3 e di acqua.

La nutrice in questa fase richiede un incremento di circa 500Kcal rispetto al suo fabbisogno abituale, la maggior parte di queste calorie verranno date dalle riserve energetiche messe da parte durante la gravidanza. Pertanto insieme al professionista è necessario valutare la corretta ripartizione dei pasti giornalieri, anche in relazione al numero e alla tipologia di poppate effettuate dal neonato (soprattutto in caso di capogiri al termine) per poter costruire un piano nutrizionale specifico ai propri fabbisogni. La quota di omega-3 è da garantirsi, poiché sostiene la mamma a livello emotivo, riducendo il rischio di depressione post-partum e garantisce al bambino il continuum della maturazione del sistema nervoso. Tra i principali alimenti è bene consumare, sgombro, salmone, alici, tonno, olio EVO, noci, mandorle e semi oleaginosi.

Per quanto riguarda l’acqua è opportuno incrementare, rispetto al normale apporto, circa 700 ml per garantire il corretto sostentamento del corpo materno al processo fisiologico dell’allattamento.

Per quanto riguarda, invece, i cibi sconsigliati, non esistono. Possiamo, però, parlare di cibo con sapori molto forti (broccoli, cavoli, aglio, cipolla, spezie, verza, asparagi) che possono interferire con il sapore del latte. In questo caso non bisogna eliminarli totalmente dalla propria alimentazione, è possibile assumerli singolarmente e valutare la risposta del bambino, qualora dovesse manifestare dissensi o condurre le poppate diversamente (lamenti, insoddisfaizone ecc), ridurre o eliminare l’alimento dalla propria alimentazione.

Questo processo, al contrario di quanto si pensa, è molto importante perché aiuta il bambino ad entrare a contatto con nuovi sapori, verso i quali comincia ad abituarsi e gli permetteranno di riconoscerli durante la fase dello svezzamento. Al contrario, nel momento in cui sia durante la gravidanza che durante l’allattamento il bambino non è mai stato esposto a determinati sapori, è alta la probabilità del rifiuto durante lo svezzamento.

E per i cibi allergizzanti? In questo caso parliamo di uova, frutta secca, latte, pesce… anche in questo caso non ci sono evidenze scientifiche per eliminarli dall’alimentazione della mamma; anzi, è raccomandato assumerli in modo da aiutare il bambino a sviluppare una tolleranza verso quell’alimento.

Gli unici NO, da cui non si transige sono l’abuso di caffeina e di alcol. L’alcol è capace di passare completamente dal sangue della madre al latte, e il neonato non avendo ancora completato a pieno la maturazione della funzionalità epatica, andrà in contro a seri danni, dunque è bene evitare. Per quanto riguarda il caffè sono consigliate non più di due tazzine al giorno e possibilmente lontano dalle poppate.

Per avere un quadro completo, in relazione al proprio stato nutrizionale e fisiologico e alle richieste del bambino, è bene rivolgersi al nutrizionista per costruire insieme un piano nutrizionale ideale, in modo da poter aver il pieno controllo della gestione alimentare tale da non aggravarsi sulla gestione di un momento tanto bello ma tanto faticoso e dispendioso, dove il supporto nella gestione familiare è di fondamentale importanza.

A cura della dott.ssa Mariaconcetta Cariello in collaborazione con la dott.ssa Sara Falcone

Lascia un commento