Alimenti: nomi e surrogati , e il marketing?

Per scrivere questo post ho attinto da Enciclopedia Treccani ® e parto da un termine utilizzato nel titolo: SURROGATI.

Treccani scrive: “Ciò che sostituisce un’altra cosa, spesso in modo incompleto o imperfetto.

Mi soffermo su una frase ” sostituire un’altra cosa” , vi faccio una domanda e spero possiate trovare risposta alla fine del testo, perché c’è la necessità di dover sostituire le cose per dei surrogati?

Quante volte è capitato di vedere o sentire ricette con nomi del tipo:

Cacio e pepe a basso contenuto di grassi e alto contenuto in fibre, data l’aggiunta di una crema di cavolfiore, che non è più una cacio e pepe! O sbaglio ?

Formaggio di anacardi, Treccani ® dice: “prodotto che si ricava dal latte intero, parzialmente o totalmente scremato, mediante coagulazione che può essere acida o presamica”. Un “formaggio” di anacardi non penso derivi dal latte.

– Latte di mandorla, Treccani® dice: liquido denso, bianco opaco, prodotto di secrezione delle ghiandole mammarie, contente lattosio, grassi e sostanze nutritive tali da essere il principale nutriente dei primi mesi di vita. Il latte di mandorla sarà solamente un liquido bianco ma da un punto di vista nutrizionale è completamente differente dal latte. Sarebbe più giusto chiamarla “bevanda”.

Frittata di ceci, Treccani dice: “Pietanza a base di uova frullate o sbattute, gettate in padella con olio o burro bollente finché acquistano determinata consistenza” nella frittata di ceci dove tutto esiste tranne le uova che generano la frittata.

Parmigiana fit, realizzata con due fette di melanzane tondo, un cucchiaino di pomodoro e una fetta di mozzarella cotte al forno.

Besciamella senza latte, pizza di cavolfiore e si potrebbe continuare all’infinito…

La domanda è perché farsi ingannare?

Sicuramente ognuno può effettuare le proprie scelte e portare in tavola quello che preferisce, ma è necessario portare il piatto o il prodotto creato con il suo vero nome, senza inganni e senza false credenze o aspettative.

Non uso il termine formaggio di anacardi solo per far credere a qualcuno che esiste un formaggio vegano, non uso il termine frittata di ceci se non uso uova, non uso il temine cacio e pepe se la ricetta ha trasformato un piatto della tradizione in tutt’altro.

È più giusto chiamare il formaggio di anacardi ” crema di anacardi salata” o “panetto di anacardi macinati”

È più giusto chiamare la frittata di ceci, “spianata di verdure con farina di ceci”

È più giusto chiamare la cacio e pepe con la crema di cavolo, “spaghetti con formaggio, pepe e crema di cavolo”.

O qualsiasi altro nome vogliate utilizzare purché non venga utilizzato un nome già associato ad un piatto della tradizione, ad un alimento o una preparazione con una sua storia e una sua modalità di produzione.

Ma cosa fa più gola e appeal “cacio e pepe light” o ” spaghetti con formaggio pepe e crema di cavolo” ?

La risposta è chiara. Il messaggio di questo articolo vuole essere quello di educarvi alla comprensione di ciò che mangiate, all’approccio con cui consumate quel piatto e alle aspettative che associate, un conto è assumere la bevanda di mandorla perché diagnosticamente ho confermato un’intolleranza al lattosio, differente è assumerlo perché meno calorico, meno ricco di grassi ( ma altamente zuccherato) e quindi alimento wow.

Si può anche un assumere un prodotto “alla moda” “fit” ma sostanzialmente cosa assumo? Vengono apportati gli stessi nutrienti? Sono bilanciati? O sto solamente rispondendo al gioco del marketing?

Pertanto se volete mangiare una bella cacio e pepe mangiatela come ogni buon romano vorrebbe, ovviamente nelle sue frequenze e quantità da vostri fabbisogni, stesso discorso vale per una frittata di uova, per il latte e tutti quegli altri alimenti spesso bistrattati, eliminati e surrogati ingiustamente. Anche il formaggio di anacardi avrà un suo quantitativo di grassi ( non a caso gli anacardi apportano principalmente grassi),che non sarà inferiore ad un normale formaggio, il latte di mandorla non apporterà la stessa quota proteica del latte in senso tale e avrà tutta una serie di micronutrienti aggiunti.

Non esistono alimenti si e alimenti no, tutto deve essere presente in una corretta alimentazione se consumato nelle giuste quantità e frequenze sulla base dei propri fabbisogni.

Sulla pagina Instagram troverete il post specifico con le “ricette” di ogni alimento/ piatto sopraindicati per prendere nota di quanto affermato.

A cura di dott.ssa Mariaconcetta Cariello

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