
Aperitivi, amici, uscite, gelati, sorrisi…
Quanto costano ora quei sorrisi? Io li vedo nella foto, come segno di spensieratezza, di libertà, di gioia e quei sorrisi altro non sono che il motore di ogni percorso nutrizionale di successo.
Quel sorriso deve essere la consapevolezza che sei tu a gestire il tuo percorso nutrizionale e non il contrario. Siamo nati liberi, non schiavi del cibo. Il cibo deve essere libertà.
Ecco, se prendo il dizionario alla voce sgarro compare: errore, mancanza, sbaglio.
Di cosa mancheremo? Di quale errore parliamo? Di quale mancanza?
Continuo a leggere alla voce sgarro: “trascuratezza nell’osservanza di un dovere“
Mmmm… dovere vs libertà. Mi sembra un ossimoro. All’alimentazione non può essere associata la parola dovere o quantomeno è nostro dovere preoccuparci di mantenere un corretto stato di salute ma non è un dovere seguire pedissequamente un’indicazione nutrizionale.
Infatti, è dimostrato che la flessibilità nelle scelte alimentari (dove siamo noi a scegliere e decidere quando e cosa mangiare) è associata ad un alto tasso di successo, al contrario, ingabbiarsi in regole rigide per settimane, limitandosi la qualunque per potersi concedere la giornata di sgarro è associata al fallimento.
Sì, è proprio così. La “giornata sgarro” è un concetto ampiamente superato, poichè racchiude il percorso nutrizionale nel raggiungimento, senza consapevolezza di quel momento, a cui seguirà, dal giorno seguente, il senso di colpa, e la rigidità nelle proprie scelte alimentari. E così, fino allo stremo.
Pizze, patatine, dolci, gelati, aperitivi, snack, merendine, sushi ecc, sono loro i “protagonisti dello sgarro“, alcune volte identificati come fear food, altre come comfort food, in relazione al soggetto e al suo utilizzo e gestione. Ma, se invece di considerarli “proibitivi”, “desiderosi”, “da paura”, li consideriamo come alimenti o ad alta densità calorica o nutrizionalmente sbilanciati, per cui non è consigliabile consumarli tutti i giorni ma 1-2 volte a settimana non sarebbe una visione più libera?
Se ho voglia di mangiare la pizza il giovedì, perchè dovrei attendere il sabato “giornata di sgarro”? , essere liberi di scegliere quando consumare un alimento, garantisce una serenità mentale al contrario dell’obbligo della scelta o della programmazione di quando e come consumare un alimento.
Sicuramente l’estate non pemette di consumare questi alimenti 1-2 volte, potranno essere state 4-5-6 volte, ma che sapore avevano quei sorrisi? Tra 10 anni cosa ricorderai? Che il giorno X hai sgarrato o che il giorno X insieme ai tuoi amici o famigliari eri felice e pieno di sorrisi?
Ricorda che nella settimana effettuiamo circa 28 pasti, hai due opzioni:
- se hai effettuato 4-5-6 pasti non perfettamente bilanciati e nei restanti giorni hai gestito la tua alimentazione in relazione alle sane abitudini alimentari, la sensazione che potrai ora sentire è quella di gonfiore o pensantezza, ma non ti preoccupare. Ritorna, gradualmente a consumare questi alimenti nelle loro frequenze indicate, consuma frutta e verdura ( per l’apporto di potassio), bevi acqua e muoviti! Vedrai che in poco tempo tutto ritornerà come prima.
- se hai effettuato 4-5-6- pasti non perfettamente bilanciati e al 5° hai pensato “ho già sgarrato 5 volte che senso ha continuare, lascio perdere tutte le indicazioni nutrizionali e torno alle mie abitudini” , ecco hai commesso un errore. Sì, perchè non avevi nulla a tuo supporto, ricorda che non è un pasto o quattro pasti a mandare in aria dei risultati ma ben altro! E anche se in minima parte, supportare con alcune indicazioni (es, solo la colazione, solo la cena) una giornata alimentare, nonostante i 4-5-6 pasti sbilanciati, è un gran ben lavoro!
Ma non preoccuparti, il momento della presa di consapevolezza, prima o poi, arriva per tutti. Potevi ritrovarti in un momento poco ideale, potevi non aver ancora maturato la vera motivazione per gestire il cambiamento delle abitudini alimentari e potresti aver nel frattempo compreso la necessità di migliorarle e il perchè non solo per tutti i benefici da un punto di vista nutrizionale a supporto dello stato di salute, ma anche emotivamente, considerando adesso non la cultura dello sgarro ma quella dei sorrisi !
A cura della dott.ssa Mariaconcetta Cariello
